Il gruppo di lavoro sull’Albo illustrato di AIB Lazio: esperienze, teorie e pratiche a confronto 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il primo di una serie di articoli su questa interessante esperienza.

Il Gruppo di lavoro sull’albo illustrato nasce in seguito a un’attività di aggiornamento suddivisa in due incontri proposta presso la Biblioteca Joyce Lussu del quartiere San Paolo di Roma nell’autunno 2024. Gli incontri avevano lo scopo di dare una serie di coordinate al pubblico e agli appassionati sulla storia, le caratteristiche e le opportunità da cogliere attraverso degli albi e fornire nuovi spunti e approcci teorici provenienti dai ricercatori stranieri, principalmente inglesi, statunitensi e francesi.

L’esperienza è stata notevolmente apprezzata: vista la mancanza di informazione organica e gratuita in questo campo, ha dato luogo a uno scambio di idee con il pubblico riguardante il gap sull’uso di questa tipologia editoriale nella pratica di promozione della lettura e di insegnamento, in particolare nelle aree del centro e sud Italia. In seguito a questa constatazione si è deciso di organizzare alcune riunioni online con volontari provenienti da vari ambiti legati all’uso degli albi, per approfondire alcuni aspetti e colmare, almeno parzialmente, il gap rilevato. Considerato il significativo interesse suscitato da questa operazione quasi spontanea, è stato naturale coinvolgere AIB Lazio nell’iniziativa e, a distanza di un anno, nel luglio 2025 è nato ufficialmente il gruppo di lavoro sull’albo illustrato dell’AIB Lazio.

Il gruppo attualmente è formato dalla coordinatrice Alessandra De Luca, bibliotecaria Responsabile della Biblioteca “Centrale Ragazzi” di Roma e rappresentante AIB in seno al Coordinamento nazionale Nati per Leggere, Amalia Maria Amendola, bibliotecaria Direttrice della Biblioteca statale “A. Baldini” di Roma, Elena Angelini, illustratrice, docente di Illustrazione ed editoria d’arte presso la scuola d’Arte e dei Mestieri di Roma Capitale e docente di Arte e Immagine nelle scuole secondarie di primo grado, Mara D’Aquila, bibliotecaria presso la Biblioteca “Centrale Ragazzi” di Roma, Danilo Di Camillo, bibliotecario Responsabile della Biblioteca comunale “Adriana Marsella” di Cisterna di Latina e membro dell’osservatorio editoriale Nati per Leggere Lazio, Francesco Fidani,  illustratore, graphic designer e docente presso Isia Roma e Rufa, Gaia Forlano, bibliotecaria responsabile delle Attività per Bambini e Ragazzi della Biblioteca “Fabrizio Giovenale” di Roma, Adriano Gazzellini, illustratore, Antonella Ranieri, atelierista Artabook e formatrice, Vanesa Toscano Rivera, ricercatrice in Storia e Antropologia per l’Università Autonoma di Madrid ed educatrice STEM con LEGO. Referenti CER AIB Lazio sono state dapprima Donatella Bellardini, Presidente di AIB Lazio, e attualmente Barbara Tirelli, membro del CER di AIB Lazio. Gli ambiti di ricerca sul campo e di approfondimento sono diversificati.

Amalia Maria Amendola, propone a partire dal fondo storico di letteratura internazionale per l’infanzia, la Biblioteca Internazionale del Fanciullo (BIF) nato nel 1962, un gruppo di lettura sugli albi illustrati dedicato agli studenti della secondaria di secondo grado. Il progetto – in collaborazione con Liceo classico Mameli e del Liceo scientifico Azzarita di Roma, sotto la supervisione della prof.ssa Lucia Magno – si pone l’obiettivo di far conoscere e amare ai ragazzi i libri e la lettura attraverso la scoperta della letteratura per l’infanzia illustrata e, più precisamente, attraverso i picturebooks. I giovani, infatti, pur vivendo immersi nella cosiddetta “società dell’immagine”, hanno bisogno più di tutti di essere guidati verso una forma di educazione visiva ed emozionale.

Elena Angelini porta avanti il progetto dal titolo Dalla scuola-fabbrica alla bottega critica: ripensare la didattica dell’illustrazione. Negli ultimi anni la formazione dedicata all’illustrazione è cresciuta in modo esponenziale. Scuole, master e workshop hanno moltiplicato l’offerta, segno di un interesse sempre più diffuso verso un linguaggio capace di intrecciare arte, narrazione e pedagogia. Questa espansione, però, non sempre è coincisa con una reale crescita qualitativa. Il panorama formativo infatti appare ricco ma frammentato, sospeso fra arti visive, design, letteratura per l’infanzia e grafica. Inoltre manca una cornice condivisa che definisca cosa significhi oggi “formare un illustratore”. Molti percorsi privilegiano le tecniche, dimenticando che l’illustrazione è soprattutto un atto interpretativo, un modo di dare senso alle parole e al mondo. Per contrastare questa deriva, che riguarda scuole e albi illustrati, già denunciata da Fabian Negrin, sarebbe necessario un cambio di paradigma: passare cioè dalla scuola-fabbrica alla bottega critica.

Mara D’Aquila elabora una strategia di interpretazione analizzando gli albi illustrati con poesie. La poesia è spesso vittima di un’ingiusta marginalizzazione, generata, sia fra i ragazzi che tra gli adulti, da preconcetti nati dall’esperienza personale: noia, stucchevolezza dei componimenti d’occasione, come quelli celebrativi o sentimentali, offerti dalle antologie scolastiche… Eppure, fa parte della nostra vita fin dalla nascita, come pratica e gioco di linguaggio, quando tutti noi siamo stati affascinati dalle sonorità, il ritmo e la musicalità di filastrocche e ninne nanne.

Alessandra De Luca ha deciso di approfondire le strategie di “lettura” e proposta degli albi senza parole da parte di diversi soggetti che si occupano di promozione del libro. L’obiettivo è mettere a confronto varie strategie che nel tempo sono risultate efficaci, ma anche mettere a fuoco ciò che non funziona, per fornire successivamente un insieme di linee guida per chi intendesse approcciarsi a questa tipologia senza paura. Il libro senza parole a volte ci confonde: mette sottosopra la gerarchia fra lettore e ascoltatore, dilata i tempi di lettura, richiede di procedere per tentativi nella costruzione della storia, di stratificare poco alla volta i significati, di tornare indietro, di soffermarsi sulle illustrazioni alla ricerca di informazioni, di gestire il dubbio.

Francesco Fidani e Adriano Gazzellini hanno seguito il progetto Catalogare il mondo sensibile. Si tratta di workshop che indagano l’albo come strumento narrativo e come territorio di sperimentazione. L’obiettivo è esplorare, attraverso la pratica, le diverse tipologie di albo e i loro linguaggi: dalle strutture sequenziali a quelle informative, dalle narrazioni lineari alle catalogazioni visive. In questi percorsi sono invitati bambini e ragazzi a osservare, interpretare e trasformare ciò che li circonda, costruendo significato attraverso la parola e il segno grafico. La fase di indagine diventa un momento di scoperta attiva: metro, calibro, bilancia, termometro, bussola, macchina fotografica e registratore permettono agli studenti di osservare in modo più consapevole, trasformando la misurazione in un gesto creativo.

Danilo Di Camillo propone il progetto dal titolo Letteratura dall’infanzia: un incontro autentico e il valore delle storie. Questa indagine esplora la letteratura dall’infanzia proprio come luogo di incontro autentico, superando l’idea di una produzione “per l’infanzia” concepita come strumento educativo o moralistico. Al centro viene posta l’infanzia come origine generativa del pensiero narrativo: non un pubblico da formare, ma una presenza piena, portatrice di immaginari, inquietudini, desideri e visioni che meritano ascolto e restituzione narrativa. La scrittura non nasce per impartire insegnamenti, ma per accogliere e trasformare l’esperienza infantile in storie che mantengono intatta la complessità del mondo che evocano.

Per Gaia Forlano anche la biblioteca comunale può rappresentare un osservatorio privilegiato per sperimentare le potenzialità espressive e comunicative degli albi illustrati, attraverso diverse pratiche di lettura condivisa ad alta voce associata ad esperienze attive. In queste occasioni, legando intimamente osservazione ed interazione con la natura con la lettura di albi illustrati è possibile aprire una porta per mettere in comunicazione l’interno con l’esterno, attivando un viaggio che conduce dall’esplorazione dell’altro alla scoperta di sé. In quest’ottica, presenta un approfondimento su un’attività condotta in biblioteca nell’anno 2025, in collaborazione con la cooperativa sociale ONLUS Arca di Noè nell’ambito del programma P.I.P.P.I., un’iniziativa nazionale rivolta alle famiglie in situazioni di vulnerabilità, promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme a università e servizi territoriali, con l’obiettivo centrale di prevenire l’allontanamento dei bambini dalla famiglia.

Antonella Ranieri propone il progetto L’albo illustrato: adagio, adagio. La possibilità di vagabondare tra una molteplicità di albi, diversi per stile, scrittura, tecniche di illustrazione e composizione ha costituito nel tempo un allenamento di educazione allo sguardo e al pensiero, determinando anche un affinamento del gusto personale e una maggiore consapevolezza rispetto alla preziosità di questo medium culturale. L’albo, per sua natura, è un prodotto complesso e contiene molteplici livelli di lettura che lo rendono una risorsa accessibile anche ai bambini e agli adulti più pigri o inesperti.

Vanesa Toscano Rivera è l’ideatrice del progetto Brick Genius, che nasce con l’obiettivo di rendere la divulgazione scientifica un’esperienza creativa, inclusiva e accessibile a tutti. Attraverso una metodologia basata su gioco, esplorazione e immaginazione, i laboratori propongono un approccio innovativo alle discipline STEM, integrando strumenti concreti come i mattoncini LEGO e supporti visivi narrativi come gli albi illustrati. L’albo illustrato, lungi dall’essere un semplice complemento estetico, diventa un dispositivo cognitivo capace di connettere emozione e pensiero logico, stimolando nei bambini curiosità e partecipazione. La combinazione tra linguaggio visivo e narrazione permette di trasformare concetti scientifici complessi — come la gravità, l’energia o l’esplorazione spaziale — in racconti accessibili e significativi.

Oltre ai filoni di ricerca ed esperienze, il gruppo di lavoro intende proporre, con l’aiuto di AIB e delle Istituzioni interessate, momenti di dialogo e avvicinamento di realtà variegate che utilizzano l’albo come medium e tramite efficace per il loro lavoro. A questo proposito, con il sostegno di AIB Lazio e Regione Lazio, ha curato il 15 gennaio 2026 una giornata di studi presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dal titolo L’Albo illustrato: esperienze, teorie e pratiche a confronto. Biblioteche, Scuola, centri di terapia psicologica, Istituzioni culturali e Università. La giornata ha raccolto esperienze sul campo di vario genere, che in questi ultimi anni hanno visto protagonista la tipologia editoriale dell’albo illustrato come veicolo di dialogo, crescita e cura. Assieme al Gruppo di lavoro sull’albo illustrato sono intervenuti durante la giornata Lorenzo Cantatore, Paolo Canton, Anna Castagnoli, Giulia Franchi, Carla Ghisalberti, Milena Perazzini e Marcella Terrusi.

L’obiettivo di questo sforzo di cooperazione è la creazione di una relazione fluida e proficua tra chi si occupa di albi illustrati dal punto di vista critico e metodologico e coloro che li utilizzano nelle pratiche quotidiane con bambini, anziani e pazienti, con l’auspicio che questo possa essere il primo seme piantato per costruire un rapporto costante e fruttuoso tra tutti gli attori che si trovano a frequentare questo affascinante oggetto editoriale ricco di potenzialità.