Un seminario al Comune di Caggiano con il Laboratorio ALPHANVS del DISPAC, Università degli Studi di Salerno
Il giorno 4 luglio 2026 si è tenuto presso la sala di rappresentanza del Castello Normanno del Guiscardo di Caggiano (SA) il seminario di studi Nuove esperienze di ricerca e promozione dei patrimoni e delle connessioni digitali organizzato dal Comune di Caggiano, con il supporto tecnico scientifico del Laboratorio di Scienze del Medioevo ALPHANVS, afferente al Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno. L’iniziativa si colloca nell’ambito del Progetto di terza missione: Tecnologie, digitale e realtà storica: medievalismi, narrazioni e rappresentazioni dell’universo normanno nei media contemporanei. Fil rouge del seminario, la presenza normanna nel meridione d’Italia; attraverso la discussione tra professionalità eterogenee, lo scopo è garantire un confronto interdisciplinare a favore della valorizzazione dei patrimoni culturali e delle connessioni in ambito digitale.
Ha introdotto i lavori Amalia Galdi, ordinario di Storia Medievale e responsabile del citato Laboratorio, che ha presieduto e moderato gli interventi; i saluti istituzionali sono stati affidati al sindaco di Caggiano, dott. Modesto Lamattina.
La prima relazione, dal titolo XRTourGuide: turismo culturale digitale e innovazione tecnologica al servizio delle comunità, tra mappe interattive, realtà aumentata e intelligenza artificiale è stata presentata dal gruppo composto da Vittorio Scarano, ordinario di informatica presso l’Università di Salerno, il dott. Daniele Monaco, direttore dello studio Picaresque SRL, e dal dott. Gianluca Santangelo, direttore del museo etnografico del comune di Morigerati. Il gruppo ha illustrato la propria applicazione per cellulare, gratuita, frutto del progetto europeo FUTURAL che si prefigge di valorizzare le aree interne e rurali. Si tratta di XRTourGuide, l’esperienza di realtà aumentata che si basa sulla creazione di tour virtuali elaborati direttamente dalle comunità interessate, al fine di promuovere i propri beni culturali in completa autonomia, senza particolari ingerenze da parte di qualsivoglia gruppo multinazionale. La piattaforma collaborativa presenta mappe in grado di accogliere descrizioni redatte dagli utenti registrati e persino file multimediali di ogni tipo. Il progetto offre attualmente 11 tour, per un totale di 134 descrizioni di oggetti.
Il secondo contributo della giornata seminariale dal titolo Castelli e territorio del Salernitano nell’era digitale, metodi dati e nuove prospettive di ricerca è stato presentato da Alfredo Maria Santoro, associato di archeologia medievale presso l’Università di Salerno. Dopo una breve introduzione sulla storia dell’archeologia medievale, il docente ha illustrato il lungo processo di ricostruzione e scoperta di castelli e torri medievali in stato di rudere nell’area che si estende da Salerno sino a Mercato San Severino. L’impatto del digitale è stato sottolineato nell’evoluzione di questo lungo progetto di ricerca che si basava inizialmente sullo studio delle fonti scritte e sull’individuazione di toponimi rilevanti (come il citato Monte Bastiglia), e che ora fa uso di tecniche aggiornate come lo studio delle zone di convergenza dei castelli e l’utilizzo di Google Earth.
E’ seguito il contributo condiviso dello storico medievista dott. Antonio Tagliente e dell’archeologo dott. Davide Sica intitolato Quando l’erudizione salva e quando tradisce: storie normanne tra dati reali, digitale e falsificazioni. La relazione congiunta dei due studiosi si è concentrata sullo studio degli eruditi e falsari di età moderna, nello specifico Francesco Maria Pratilli e Giuseppe Antonini al fine di ricostruire la realtà storica e smascherare le ragioni del falso. Ne è emersa una natura duplice, che se da un lato diffonde a macchia d’olio notizie errate nel corso dei secoli, come nel caso del celebre Chronicon Cavense, dall’altro, citando fonti ormai disperse, è in grado di tutelare e conservare.
Il quarto contributo Biblioteche campane e innovazione digitale: lo stato dei progetti per una conoscenza più accessibile, condivisa e inclusiva della presidente dell’AIB Campania, dott.ssa Maria Pia Cacace è entrato nel vivo del discorso biblioteconomico evidenziando il ruolo degli istituti culturali, guidati dalla Convenzione di Faro e dall’Agenda ONU 2030, nel garantire servizi ad accesso aperto e standardizzati non soltanto a studi e progetti scientifici ma anche, appunto, a realtà interne. La relatrice ha sottolineato la necessità di un welfare culturale che riduca la frammentazione delle comunità locali, sensibilizzando gli utenti al riconoscimento dei valori della propria eredità culturale.
Il quinto contributo è venuto dalla dott. Maria Senatore, digital curator e docente specializzata nel trattamento digitale dei beni culturali. Progettare un’attività di digitalizzazione. Modelli con esempi di manoscritti normanni ricostruisce pedissequamente le fasi di un progetto di digitalizzazione, le specifiche tecniche e le norme adottate in Italia e in Città del Vaticano, illustrando il tutto con immagini estratte dalle Expositiones in Librum Primum Regum e dal Codice 5 dell’archivio della Badia di Cava e da altri codici di epoca normanna.
E’ seguito il contributo del bibliotecario di Caggiano Corrado Lampe e del dott. Nico Carucci. Il primo ha lavorato a La biblioteca e l’archivio comunale Nicola Lamattina, il secondo a La valorizzazione di un fondo di persona: la raccolta di Erminio Morone. Il lavoro congiunto si è aperto con l’analisi delle due personalità di Don Vittorio Lamattina e del chirurgo Emilio Morone, che di comune accordo si sono occupati del recupero di fondi librari e documentari del Comune di Caggiano. Tra tutti spiccano quello dell’osservatorio meteorologico e diversi fondi di persona. La relazione si è chiusa con la descrizione dell’inventariazione e della digitalizzazione del fondo Morone con alcuni esempi di rarità bibliografiche.
L’intervento dell’archivista, dott.ssa Michela Sessa, già direttrice dell’Archivio di Stato di Avellino, ha portato l’attenzione sulla valorizzazione e tutela degli archivi storici pubblici e privati. La relatrice ha invitato alla collaborazione per spingere le istituzioni ad adempiere ai propri compiti e uscire dall’isolamento delle realtà sovracomunali, usando come esempio il Museo didattico della fotografia (che raccoglie archivi fotografici provenienti dal Vallo di Diano) e sollecitando vivamente alla cooperazione tra le parti.
Ha chiuso il seminario il direttore dell’Archivio di Stato di Salerno, dott. Salvatore Amato con la relazione Memoria di una Comunità: fonti su Caggiano nelle carte dell’Archivio di Stato di Salerno. L’esposto fa uso delle variegate fonti notarili come potente indicatore dei numerosi affari locali, delle strategie matrimoniali e del rapporto che intercorre tra gli individui. Una finestra sulla storia e la vita della comunità caggianese, a partire da documenti editi e inediti.
La giornata si è conclusa con l’invito della moderatrice, Amalia Galdi, alla collaborazione piena tra le discipline con lo scopo di creare percorsi di valorizzazione della memoria storica, dei beni materiali e immateriali scoperti e da scoprire, con l’uso consapevole delle strumentazioni digitali.
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Vitopaolo De Rosa



