Catalogare il mondo sensibile: dare forma all’albo illustrato tra osservazione, dati e narrazione

Se Bruno Munari ricordava che «ognuno vede ciò che sa», la pratica laboratoriale suggerisce di spingersi un passo oltre: ognuno vede ciò che sa, e quello che non sa, scopre. Questa rielaborazione concettuale rappresenta l’innesco del seguente percorso laboratoriale attivato con il gruppo AIB Lazio (Associazione Italiana Biblioteche – Sezione Lazio) sull’albo illustrato. L’attività si fonda su un approfondimento dello sguardo e della fenomenologia naturale, guidando i partecipanti a cogliere ciò che normalmente sfugge alla percezione ordinaria: dettagli nascosti, minimi o semplicemente trascurati della realtà, da organizzare poi nella messa in pagina attraverso logiche e criteri autonomamente individuati dai ricercatori.

In quest’ottica, i workshop indagano l’albo illustrato come territorio di sperimentazione e racconto. L’obiettivo è esplorare la varietà delle sue strutture (dalle sequenze alle catalogazioni visive) , invitando bambini e ragazzi a tradurre ciò che osservano in segno grafico e in un esercizio pratico di composizione e chiarezza.

La prima esperienza sviluppata in questo ambito è stata Catalogare il mondo sensibile, un laboratorio svolto al BiblioPoint Massimina insieme all’illustratrice e insegnante Elena Angelini. L’attività ha coinvolto diciotto studenti delle scuole secondarie di primo grado, proponendo loro di esplorare un insieme di oggetti attraverso parametri percettivi e misurabili: colore, peso, suono, temperatura, texture, luminosità e forma, per poi trasformare le rilevazioni raccolte in una doppia pagina a carattere informativo. Il riferimento visivo è stato quello dell’albo illustrato che integra elementi di data visualization e information design in forma essenziale e strutturata, lavorando su quantità contenute di dati per renderli visivamente immediati. Questo impianto richiama sia le mappe tassonomiche di Unico nel suo genere di Neil Packer, le liste e gli inventari evocati da Umberto Eco in Vertigine della lista, le tavole infografiche del medico e divulgatore tedesco Fritz Kahn e la fotografia oggettiva e catalogatrice dei coniugi Bernd e Hilla Becher.

Dopo un’introduzione dedicata ai linguaggi dell’albo e alle strutture tipiche dei libri informativi, i ricercatori (partecipanti) hanno ricevuto una griglia di misurazione utile a guidare l’osservazione articolata sulle domande: cosa, dove, qualità, quantità, quando. Da qui è nato un obiettivo di catalogazione personalizzato, costruito combinando tre parametri

— per esempio rosa + orientamento + peso — così da conferire coerenza narrativa alla doppia pagina finale.

La fase di indagine si è trasformata in un momento di scoperta attiva: strumenti come metro, calibro, bilancia, termometro, bussola, macchina fotografica e registratore hanno permesso ai ricercatori di osservare in modo più consapevole, trasformando la misurazione in un gesto

dinamico di confronto e relazione. Ogni dato raccolto non rappresentava solo un’informazione, ma un possibile frammento narrativo capace di restituire il carattere dell’oggetto scelto.

Nella parte esecutiva del workshop, ciascun gruppo ha progettato e realizzato la propria doppia pagina, organizzando visivamente dati e tracce sensoriali tramite frottage, mappe, diagrammi e brevi testi, applicando funzionalmente le variabili visive (colore, forma, orientamento, dimensione, texture..). Ne sono nate piccole raccolte visive, intime e precise allo stesso tempo, capaci di raccontare il reale con l’ordine lieve dell’inventario poetico.

Attraverso laboratori di questo tipo, l’esplorazione dell’albo illustrato avviene non solo tramite l’analisi teorica ma, soprattutto, attraverso la pratica. Misurare, osservare, comporre e interpretare diventano modi per comprendere la varietà degli albi e il loro potenziale comunicativo. Si tratta di un format di ricerca e osservazione facilmente replicabile variando i filtri di indagine per orientare la fruizione verso sguardi sempre differenti; l’aspetto fondamentale risiede soprattutto nella ricerca di una chiave narrativa capace di legare organicamente tra loro i diversi ambiti di ricerca presentati in ciascuna pagina. In questo modo, ogni attività contribuisce a costruire uno sguardo attento e critico sul linguaggio visivo, mostrando come anche gli elementi più quotidiani possano trasformarsi in racconto, struttura e conoscenza condivisa.

Riferimenti bibliografici

Eco, Umberto. La vertigine della lista. Milano: Bompiani, 2009.

Kahn, Fritz. Das Leben des Menschen: eine volkstümliche Anatomie, Biologie, Physiologie und Entwicklungsgeschichte des Menschen. Stuttgart: Franckh’sche Verlagshandlung, 1923-1931.

Lupi, Giorgia; Posavec, Stefanie. Dear Data. Milano: Corraini, 2016.

Packer, Neil. Unico nel suo genere. Traduzione di Sara Saorin. Castello d’Argile: Camelozampa, 2020.


Francesco Fidani,francesco.fidani@unirufa.it

Adriano Gazzellini, adrigaz89@hotmail.com