Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Sabato 17 ottobre la dottoressa in psicologia Clara Miani ha illustrato i risultati del monitoraggio svolto durante il progetto di promozione della lettura espressiva ad alta voce, Dentro e fuori le parole, ideato a Trieste dal Teatro degli Sterpi in collaborazione con Hangar Teatri e con le scuole, università, associazioni, strutture socio-sanitarie, fondazioni, biblioteche, librerie e case editrici. Il progetto era stato presentato in occasione del bando Ad alta voce – Progetti locali del 2025 del Centro per il libro e per la lettura e dell’Avviso storico-etnografico per progetti educativi e didattici del 2025 della Regione Friuli Venezia Giulia. Il 9 maggio si era tenuta la Tavola Rotonda per presentare il percorso svolto. Docenti e librai avevano espresso il loro punto di vista sull’esperienza che li aveva coinvolti non solo come educatori, ma anche come lettori. Eva Orzan, esperta otorinolaringoiatra e audiologa, e Federico Batini, l’ideatore del metodo della lettura ad alta voce condivisa, avevano fornito contributi specialistici. In chiusura, la sintesi dell’esperienza collettiva, curata da Clara Miani, fungeva da preludio alla rielaborazione dei dati. Sono stati coinvolti più di quattrocento studenti, circa cinquanta docenti di scuola primaria, sei scuole secondarie di primo grado, quattro scuole secondarie di secondo grado e due dipartimenti universitari del territorio. L’intensa attività della Compagnia Hangar Teatri e del Teatro degli Sterpi, associazione che cura e gestisce la stagione di spettacoli e i corsi, ha offerto alle scuole triestine coinvolte e alla città di Trieste un’esperienza intensa, per le emozioni che ha saputo far vibrare e per la ricchezza di contenuti e di iniziative. Dai più piccoli ai più anziani, dai non esperti agli esperti, tutti hanno contribuito a far vibrare la voce e a dare vita alle parole dei libri.
Di queste voci ha dato conto la relazione di Clara Miani, frutto di un monitoraggio che si è avvalso di questionari rivolti a studenti, docenti e adulti in formazione, di focus group con i formatori e con il Gruppo Reading, di interviste ai genitori e agli operatori del territorio e di una narrazione partecipata, attraverso il disegno, in una classe di scuola primaria. Accanto alla verifica degli obiettivi, ha scelto di raccontare il lato affettivo dell’esperienza, perché il cuore del percorso è la relazione. La sua lettura ha seguito i tre obiettivi del progetto, ossia far nascere il piacere della lettura ad alta voce, sviluppare competenze e costruire una comunità, intorno a uno strumento principe, la voce, che i formatori hanno definito un’azione trasformativa capace di partire da dentro la persona per arrivare fuori, verso gli altri.
I dati raccolti prima dell’avvio delle attività hanno descritto un campione molto diverso a seconda dell’età: il piacere di leggere, altissimo nelle quarte della primaria, cala in modo lineare fino alle secondarie di secondo grado, e con esso diminuiscono l’attenzione durante l’ascolto, la comprensione e il senso di agio nella lettura ad alta voce. La mancanza di tempo, che i docenti hanno letto come segno della scarsa importanza attribuita alla lettura nei contesti di vita dei ragazzi, è risultata l’ostacolo più citato a ogni età, mentre la maggior parte degli studenti delle superiori non riconosce alla lettura la capacità di avvicinarli agli altri.
Su questo campione il progetto ha ottenuto un gradimento elevato. I docenti hanno valutato qualità ed efficacia delle attività con una media di 4,5 su 5 e la metà di loro ha osservato negli studenti un maggiore interesse per la lettura, più marcato che in altre esperienze progettuali. Nella scuola primaria i bambini hanno dichiarato di leggere con maggiore facilità e di cogliere meglio le emozioni dei personaggi, e la quota di chi si sente sicuro nel leggere ad alta voce è cresciuta del 3,8%. Nelle secondarie è stato apprezzato soprattutto l’approccio teatrale e interpretativo, fondato sulla lettura a ruoli, tanto che una partecipante ha scritto che il progetto l’aveva aiutata a tirare fuori la propria voce, fino ad allora soffocata. Docenti e formatori hanno inoltre concordato su un aspetto: l’effetto più significativo si è registrato negli studenti più introversi o fragili, che, sostenuti dalla classe, hanno compiuto i passi più grandi.
Il passaggio dal dentro al fuori è avvenuto attraverso le restituzioni pubbliche, che si sono svolte in sedici luoghi diversi, dalle strutture socio-sanitarie alle biblioteche, dalle librerie ai bar, davanti a un pubblico di tutte le età. In queste occasioni i bambini hanno affrontato un imbarazzo naturale, superato grazie al sostegno del gruppo e degli adulti, e proprio le letture agli anziani e davanti a persone sconosciute sono state ricordate come il momento più bello; dopo il progetto, inoltre, il 7% in più dei bambini ha dichiarato di leggere con gli amici.
La stessa dinamica è emersa nel Gruppo Reading, cinque ragazzi tra i quindici e i ventidue anni che, da novembre ad aprile, hanno seguito settanta ore di formazione, fino allo spettacolo finale all’ Hangar Teatri. Nel focus group uno di loro ha osservato che ognuno aveva la propria parte, ma che ogni parte acquistava senso solo in relazione a quella degli altri, mentre un altro ha raccontato come un semplice tocco sulla spalla per coordinarsi in scena avesse fatto nascere una fiducia reciproca. In gruppi come questo, o come una classe, la comunità ha cominciato a prendere forma per poi aprirsi a un pubblico più ampio.
Il 93% degli adulti formati ripeterebbe l’esperienza anche per l’utilità professionale, dichiarando di leggere di più ad alta voce, di saper aprire un dialogo dopo la lettura e di sentirsi più sicuri. Ne consegue l’indicazione, per il futuro, di rafforzare la formazione degli adulti e di concentrarsi dove i bisogni appaiono più evidenti, nella consapevolezza che una comunità, per consolidarsi, ha bisogno di tempo, cura e continuità. La relazione completa sarà scaricabile dal sito del progetto:
Maria Spanovangelis, associata AIB, docente e responsabile di biblioteca scolastica, spanov153@gmail.com



