Un’“onda” di innovazione e lettura: inaugurata la nuova Scuola Secondaria dell’IC “Daniela Mauro” di Pessano con Bornago

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Mattinata di festa sabato 11 ottobre 2026 per l’inaugurazione del nuovo edificio scolastico della Scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Daniela Mauro”, in provincia di Milano, che ha avuto inizio alle 10 e 30, presso la palestra della Scuola Primaria, con la cerimonia istituzionale, alla presenza di Autorità civili e militari, Dirigenti scolastici, docenti, Comitato genitori, studenti e della cittadinanza.

I relatori, nell’ordine, sono stati il sindaco del Comune di Pessano con Bornago Alberto Villa, il consigliere delegato all’Edilizia scolastica della Città Metropolitana Roberto Maviglia, il vicesindaco e Assessore all’Istruzione Giuliana di Rito, la Dirigente scolastica dell’I.C “Daniela Mauro” prof.ssa Monica Meroni, Beate Weyland, professore associato di Didattica presso la libera Università di Bolzano, la dott.ssa Luisa Marquardt, rappresentante AIB CNBS e Lazio, Forum del Libro, IASL e IFLA CPDWL, il vicepresidente Commissione Ambiente, energia e clima e protezione civile di Regione Lombardia Riccardo Pase, Marco Alparone, vicepresidente di Regione Lombardia e Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato della Repubblica.

L’opera, realizzata con un investimento da circa 7,4 milioni di euro, chiude definitivamente con il vecchio prefabbricato degli anni ’70 che conteneva amianto e apre a una nuova idea di didattica. Il progetto, curato dallo studio di architettura Settanta7, ha portato a un risultato finale frutto di una stretta sinergia tra Amministrazione comunale e comunità scolastica, costruita e cresciuta nel tempo in modo condiviso.

Da un edificio di tipo tradizionale, previsto dal progetto del 2010, il confronto con la scuola ha portato a una concezione completamente diversa, per assecondare la didattica innovativa verso cui la Scuola Secondaria si stava orientando. La nuova scuola segna, quindi, non solo la fine del vecchio edificio a moduli prefabbricati, ma l’avvio a regime della didattica per dipartimenti: quattro aree – umanistica, artistica, scientifica e linguistica, dipartimenti distinti appunto, identificati attraverso differenti cromie, che favoriscono una didattica dinamica e a rotazione. A spostarsi al cambio dell’ora sono gli insegnanti. L’edificio è stato pensato con punti specifici per alternare lezioni frontali, lavoro individuale, attività di gruppo e momenti di socialità. È il principio della didattica per ambienti di apprendimento, con spazi “fast” di passaggio e spazi “slow” destinati alla concentrazione e alla collaborazione.

Sono previsti spazi per le pause formative, per gli armadietti dove studenti e studentesse possono lasciare i materiali, arredi colorati e modulari, per le zone verdi interne con piante e quattro biblioteche diffuse. Particolarmente innovativo è proprio il modello della biblioteca diffusa: non più un’aula dedicata, ma un sistema aperto che si snoda in più punti della scuola, integrato nelle quattro aree dipartimentali. I libri sono così sempre accessibili e parte integrante della quotidianità didattica.

Che l’inaugurazione della nuova Scuola Secondaria cada in ottobre, Mese internazionale delle biblioteche scolastiche (ISLM) – iniziativa che ogni anno, dall’1 al 31 ottobre, promuove in tutto il mondo il ruolo centrale delle biblioteche scolastiche – conferisce all’evento odierno una rilevanza ancora maggiore e una forte attrattiva internazionale. Per il sindaco Alberto Villa si tratta di “una giornata storica” perché con la nuova scuola si è puntato a costruire il futuro. Per la Dirigente scolastica prof.ssa Monica Meroni, l’inaugurazione segna il traguardo di un lungo cammino, costruito a piccoli passi e non senza difficoltà. Un percorso che, grazie al supporto di Beate Weyland – chiamata dalla scuola a collaborare per ripensare una didattica diversa – ha portato a un nuovo modo di intendere gli spazi didattici: spazi modulati al servizio della didattica e pensati per il benessere di studenti e docenti.

Nel suo intervento, la Dirigente ha ricordato le diverse fasi di questo lungo percorso che ha portato alla giornata di oggi, evidenziando l’impegno corale di tutto il personale scolastico – amministrativi, collaboratori e docenti – da tempo coinvolto in un processo di innovazione orientato al trasferimento nel nuovo edificio.

Beate Weyland, professore associato di Didattica presso la Facoltà di Scienze della Formazione della Libera Università di Bolzano, ha ricordato il lavoro di collaborazione con la scuola per ripensare una didattica per ambienti di apprendimento, intrecciando pedagogia e architettura per promuovere benessere e comfort negli ambienti educativi. È stata una sfida che continua: adesso la vera sfida è “abitare” i nuovi spazi, rendendoli propri.

Luisa Marquardt ha sottolineato l’importanza di avere spazi a scuola dove gli studenti e le studentesse possano essere interpreti attivi della propria felicità e del loro processo di formazione. “Il progetto di questa scuola lo dimostra concretamente. Per esempio, la scelta di porre, in un certo senso al centro dell’edificio – infatti l’attraversa in più parti – la biblioteca scolastica, concepita come un’architettura aperta, è una scelta pedagogica di straordinaria avanguardia, che sollecita una metodologia didattica più attiva e più coinvolgente”.

Durante la cerimonia, il coro della scuola “Voiceover”, composto da docenti e studenti, che ha aperto l’evento con l’esecuzione dell’Inno di Mameli, ha proposto altri intermezzi emozionanti cantando “Come un pittore” dei Modà e “Another Brick in the Wall” dei Pink Floyd.

Dopo il taglio del nastro, la cittadinanza ha potuto visitare i locali del nuovo plesso accompagnata dagli stessi studenti e studentesse in veste di guide. Il Nuovo Comitato dei genitori si è reso disponibile alla collaborazione per la gestione degli ingressi dei visitatori. L’edificio, già operativo dal 14 settembre, oltre ad essere progettato secondo criteri antisismici e privo di barriere architettoniche, è un nZEB (Nearly Zero Energy Building) ad alta efficienza energetica, è dotato di impianto fotovoltaico e riciclo delle acque con l’obiettivo di ridurre i consumi energetici e minimizzare l’impatto ambientale. Gli spazi interni sono caratterizzati da geometrie curve, il volume esterno da un rivestimento in lamiera stirata.  Le forme, che richiamano con il loro dinamismo il movimento dell’onda, rappresentano l’elemento distintivo da cui trae il nome della scuola. A breve partiranno i lavori di demolizione della vecchia scuola: al suo posto sorgeranno una nuova palestra e un Civic Center aperto alla cittadinanza.

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Antonella Alia (docente Scuola Infanzia e referente del progetto d’Istituto “Il piacere di leggere” all’IC “Daniela Mauro”; membro del Comitato tecnico RBS Lombardia)