Dalla lettura condivisa alla scoperta della propria storia
La condivisione di albi illustrati consente una molteplicità di piani di lettura tale da rendere possibili attività diverse con gruppi dalle tipologie più disparate. L’albo non è un genere definito e proprio questa duttilità lo rende uno strumento prezioso in ogni contesto e fascia di età.
Leggere insieme un albo significa infatti non soltanto seguire una storia, ma imparare a guardare, mettere in relazione, riconoscere emozioni, formulare ipotesi e collegare ciò che si legge alla propria esperienza.
La lettura ad alta voce crea inoltre uno spazio condiviso: ciascuno può ascoltare, osservare, intervenire oppure semplicemente fermarsi a pensare. Il confronto dopo la lettura permette di valorizzare interpretazioni diverse e di costruire un clima nel quale anche raccontare qualcosa di sé diventa più naturale.
Scelta dei testi
È bene porre attenzione alla scelta, magari consultando riviste e siti specializzati, per orientarsi al meglio. Nel costruire un percorso tematico, infatti, è bene fare attenzione: l’albo non va considerato una “medicina” per risolvere una difficoltà, ma un’occasione per conoscere realtà diverse, discuterne e trovare possibili rispecchiamenti. La domanda che ci orienterà nel modo migliore sarà: Questo libro che cosa ci permette di osservare, pensare e raccontare?”.
Un percorso possibile: biografie al femminile
Le biografie offrono molte possibilità espressive, quelle al femminile hanno in genere delle prospettive particolarmente interessanti. La dimensione biografica consente di seguire una successione di eventi, il contesto, le relazioni, mentre la componente illustrata aggiunge informazioni, atmosfere e punti di vista.
Dopo la lettura, ci si confronta non soltanto sui successi, ma anche sulle difficoltà affrontate, sui desideri, sugli incontri e sulle scelte compiute. Da qui il passaggio alla propria storia è breve: “Mi è mai capitato qualcosa di simile?”, “Chi mi ha aiutato?”, “Quale luogo associo a quella situazione?”.
Albi utili per il percorso
- Cinzia Ghigliano, Lei. Vivian Maier, Orecchio acerbo, 2016
- Philip Hopman, Audrey Hepburn e Hubert de Givenchy. Storia vera di un’amicizia, Pulce, 2021
- Ángela León, Charlotte. Come abitare il mondo, Topipittori, 2023
- Ángela León, Lina. Avventure di un’architetta, Topipittori, 2023
- Amy Novesky – Isabelle Arsenault, Ninnananna di stoffa, Mondadori, 2018
- Sara Suzuki, Yayoi Kusama. Da qui all’infinito, Fatatrac, 2019
- Maria Isabel Sánchez Vegara, Astrid Lindgren, Giunti, 2025
Dalla lettura alla scrittura: il contributo di “Scrivere di sé con gli albi illustrati”
Il volume di Milena Perazzini, Scrivere di sé con gli albi illustrati. Scrittura autobiografica e competenze socio-emotive (Sanoma, 2025), mette in dialogo la lettura dell’albo con la scrittura autobiografica. Il percorso affronta temi come l’amicizia, i desideri, le emozioni…, legati alla propria storia e a strategie per raccontarla.
Questa prospettiva non richiede attività complesse, può essere quindi inserita senza problema nelle attività scolastiche, senza stravolgerle. Bastano pochi minuti per realizzare una micro-scrittura: una lista, una frase da completare, una descrizione, una fotografia immaginaria, un piccolo dialogo. L’albo sarà il pretesto da cui partire: prima si guarda e si ascolta la storia, poi si lascia una traccia personale.
Attività pronte all’uso
Il ritratto senza fotografia
Partire dall’immagine di sé: disegnare il proprio ritratto permette di concentrarsi sulle proprie caratteristiche, almeno su quelle che manifestiamo più chiaramente. L’attività può essere completata dalla scrittura di un autoritratto “di parole” attraverso cinque elementi: “Mi riconosci perché…”, “Mi piace…”, “Mi incuriosisce…”, “Mi fa stare bene…”, “Sto imparando a…” Un albo perfetto per questa attività è Ogni viso è una poesia di Julie Morstad (Terre di mezzo, 2025)
La valigia delle cose che mi raccontano
Si disegna una valigia e si riempie con alcuni elementi che raccontano qualcosa di sé: una foto, un libro, un gioco. Accanto ad ogni elemento si aggiunge una piccola frase. L’albo Cosa c’è nella tua valigia di Chris Naylor-Ballesteros (Terre di mezzo, 2019), è ideale per introdurre l’attività. Autoconsapevolezza ed empatia sono al centro di questa esperienza.
Paesaggi interiori
Per esplorare le proprie emozioni, dare loro un nome e avere degli strumenti per rappresentarle si può partire dalla condivisione di un paio di albi molto interessanti e ricchi di suggestioni:
A che pensi di Laurent Moreau (Orecchio acerbo, 2012), ormai un classico, che valorizza quello che succede dentro di noi attraverso illustrazioni e parole evocative;
Io sono foglia di Angelo Mozzillo e Marianna Balducci (Bacchilega Junior, 2020), che rappresenta diversi stati emotivi attraverso la metafora delle foglie che si muovono.
Dalla lettura di questi albi si può passare all’illustrazione di un proprio “paesaggio interiore”, da completare con parole o piccole frasi.
Compagni di viaggio
Come si può definire l’amicizia? Quanto sono importanti gli altri per me? A rispondere a queste domande c’è l’albo di Arianna Papini È una parola (Kalandraka, 2013), attraverso una carrellata di asserzioni, fatte da buffi animali, centrate sulle caratteristiche che una relazione di amicizia dovrebbe avere. Dopo la lettura condivisa, si può avviare una conversazione guidata sulle proprie esperienze di amicizia e poi raccogliere le “parole amichevoli” in un barattolo, che servirà da serbatoio per scrivere pensieri, piccole storie autobiografiche, poesie.
La festa finale
Queste attività sono state inserite in un percorso che ha portata all’allestimento di una mostra, all’interno dell’IC Dante Alighieri di Roma, mostra che è stata al centro della festa organizzata per la “Notte bianca delle Scuole aperte” che si è svolta il 22 maggio 2026: è stato un modo per coinvolgere tutta la comunità educante nell’itinerario di lettura e scrittura condivise. Ognuno – insegnanti, educatori, genitori, abitanti del quartiere – ha avuto modo di osservare, ascoltare, ma anche provare in prima persona le attività stesse, scoprendone risorse e potenzialità.
In conclusione
Gli albi illustrati possono diventare porte d’ingresso alla scrittura di sé perché offrono una distanza protetta: prima incontriamo la storia di qualcun altro, poi possiamo decidere se e come avvicinarla alla nostra esperienza. È proprio questo passaggio, dalla storia letta alla storia pensata e infine alla storia scritta, a rendere il percorso particolarmente ricco. Una frase, una domanda, una lista, un ricordo, una collezione di parole, possono diventare piccoli strumenti per costruire una maggiore familiarità con la propria voce, così come la lettura condivisa non è solo l’incontro con le storie, ma è anche empatia e arricchimento reciproco, un’occasione per dare forma al proprio vissuto.
Riferimenti
Batini, Federico, Leggere ad alta voce. Metodi e strategie per costruire competenze per la vita, Giunti, Firenze, 2019.
Perazzini, Milena, Scrivere di sé con gli albi illustrati. Scrittura autobiografica e competenze socio-emotive, Sanoma, Milano, 2025.
Immagini
- Immagine in evidenza: Attività svolta con la condivisione di È una parola di Arianna Papini (Kalandraka, 2013)
- Lavoro svolto dopo la lettura di Frida Kahlo. Piccole donne, grandi sogni di Maria Isabel Sanchez Vergara (Fabbri, 2017)
- e 4. Lavori svolti dopo la lettura condivisa di Nel bosco di Antony Brown (Kalandraka, 2021)



Cristina Ansuini
Insegnante di scuola primaria, autrice, formatrice e membro del Gruppo di lavoro sull’albo illustrato di AIB Lazio



