Leggere le biblioteche, leggere Petrucciani

È difficile presentare in poche righe Alberto Petrucciani, dando conto di ciò che rappresenta per il mondo delle biblioteche. Ha affrontato un compito simile il convegno Leggere le biblioteche: giornata di studi per Alberto Petrucciani, tenutosi presso la Biblioteca nazionale centrale di Roma: il 19 settembre colleghi, allievi e soci AIB di Petrucciani si sono riuniti per ricordare il suo apporto alla professione, all’associazione, all’università e alla ricerca.

Il convegno – organizzato dall’Associazione italiana biblioteche in collaborazione con la Biblioteca nazionale romana e il patrocinio della Scuola di specializzazione in Beni archivistici e librari (SSBAL) e della Società italiana di scienze bibliografiche e biblioteconomiche (SISBB) – si è aperto con i saluti di Stefano Campagnolo, Direttore della Biblioteca ospitante, di Marco Mancini, Direttore del Dipartimento di Lettere e culture moderne di Sapienza Università di Roma, di Francesca Manzari, Direttrice della SSBAL, di Paola Castellucci, Presidente SISBB, e di Laura Ballestra, Presidente AIB.

Il convegno si è svolto nel corso della mattinata e nel pomeriggio in due sessioni, coordinate rispettivamente da Giovanni Solimine e Lorenzo Baldacchini. Gli interventi sono stati intervallati da testimonianze video di amici e colleghi – Chiara De Vecchis, Gino Roncaglia, Antonio Scolari, Luca Burioni, Fiammetta Sabba con Alfredo Serrai, Corrado Donati, Klaus Kempf, Daniele Danesi, Marcello Ciocchetti, Valentina Sestini, Alessandra Tosti, Maria Iolanda Palazzolo, Giovanna Merola, Fernanda Canepa, Tommaso Giordano – che hanno ricordato Petrucciani dal punto di vista professionale e, più spesso, umano e personale. Non sarebbe possibile qui riassumere queste testimonianze, ma speriamo che siano incluse in qualche forma in una futura raccolta delle relazioni di questo convegno.

Tra le due sessioni è avvenuta l’intitolazione della Biblioteca dell’AIB ad Alberto Petrucciani. I partecipanti si sono affollati nella Biblioteca per assistere forse al momento centrale della giornata, perché Petrucciani ha contribuito molto alla vita della Biblioteca, da utente e da coordinatore del comitato scientifico. L’occasione ha anche consentito di presentare il Fondo Petrucciani, donato dai figli alla fine del 2023, e attualmente in corso di ordinamento e catalogazione da parte delle bibliotecarie Cecilia Braghieri e Federica Olivotto, e la Bibliografia degli scritti di Alberto Petrucciani, a cura di Enrico Pio Ardolino, Simonetta Buttò, Elisabetta Francioni, Vittorio Ponzani (Roma: Associazione italiana biblioteche, 2024).

Gli interventi del convegno, qui menzionati in ordine tematico, sono riferibili a due grandi ambiti: la storia delle biblioteche e dei bibliotecari e la catalogazione. Contrariamente a quanto previsto, non si è tenuto l’intervento di Domenico Scarpa (Una ruvida grazia).

Se Enrico Pio Ardolino (La storia siamo noi: le biblioteche per Alberto Petrucciani) dà una panoramica degli studi storici di Petrucciani, individuando alcuni argomenti da lui privilegiati, la sua idea di storiografia delle biblioteche e dei bibliotecari – una storia non erudita, o “esterna”, ma “interna”, del servizio e dell’uso – è approfondita da Fernando Venturini (“Di contesto e di dettaglio”: note su come Alberto Petrucciani concepiva la storia delle biblioteche).

A cavallo tra interessi storici e letterari sono l’intervento di Franco Contorbia (Alberto Petrucciani, un ricordo) dedicato agli studi su Renato Serra, e quello di Laura Desideri (L’arte della ricerca: il caso Kavafis), che mette in luce il suo metodo di ricerca e insegnamento con un caso di “microstoria”: un volumetto di Kavafis oggetto sia di un articolo apparso su “Paratesto” (n. 15, 2018), che di una lezione (e in quest’ultima forma riproposto da Desideri).

La produzione di Petrucciani sulla catalogazione è passata in rassegna da Antonella Trombone (Riflettere la realtà culturale ed editoriale: il catalogo come modello di qualità dell’informazione) ripercorrendo in ordine cronologico i filoni di ricerca, mentre Lorenzo Baldacchini (Tra teoria e prassi: censimenti e cataloghi secondo Alberto Petrucciani) si concentra sui lavori relativi al libro antico, in cui Petrucciani aveva anticipato varie tendenze. Simona Turbanti dedica infine la sua relazione (Insegnare la catalogazione: un’attività intellettuale tra studio e bottega) alla formazione dei catalogatori, per Petrucciani da costruire sul doppio binario di teoria e pratica.

Giovanni Solimine (Alberto Petrucciani nell’università) ricorda la carriera e i numerosi incarichi universitari, l’apparente ‘distacco’ nei confronti della politica universitaria e l’interesse per la ricerca e gli studenti, in particolare nel ruolo di coordinatore del Dottorato di ricerca in Scienze documentarie, linguistiche e letterarie. A due voci è la relazione di Rosa Maiello e Vittorio Ponzani (L’associazione e la professione): Maiello ricapitola gli studi di Petrucciani dedicati alla professione e alle associazioni, mentre Ponzani ne ricorda l’impegno in AIB, diretta conseguenza della sua idea di biblioteconomia militante: fitto di incarichi a livello regionale e nazionale, ma soprattutto speso nella cura di attività varie e complesse, dalla Biblioteca all’Archivio storico, ai lavori redazionali per le riviste dell’associazione e AIB-web.

Le relazioni hanno presentato diversi percorsi della vita professionale di Petrucciani, ma ne hanno evidenziato le costanti: l’attenzione per i dettagli; la passione per la ricerca; l’interesse per la discussione e il ragionamento; la professione come missione; la cura per gli studenti. Tutti gli interventi (e ancor più le testimonianze videoregistrate) hanno poi dimostrato grande fascinazione per il carattere di Petrucciani, per il garbo, la riservatezza, ma anche le composte dimostrazioni di stima e di affetto. In altre parole, la giornata ha ricordato e celebrato Petrucciani nelle piccole e grandi cose: e per questo è ben riuscita.

Marco Sferruzza

marco.sferruzza@aib.it