Con questa rubrica intendiamo segnalare alcuni contributi da periodici stranieri che riteniamo possano essere interessanti per i professionisti delle biblioteche.
«The papers of the Bibliographical Society of America»
Contiene: Matthew Rubery, Projected books for disabled veterans and civilians after Word War II, 118, n 4, dec. 2024, p. 482-525
Abstract: Questo articolo traccia la storia di “libri proiettati”, una tecnologia adattabile, sviluppata subito dopo la Seconda Guerra Mondiale ad uso di veterani e civili disabili che trovavano difficoltà a leggere stampati nella maniera convenzionale. Il dispositivo era relativamente semplice: un proiettore verticale proiettava immagini di libri microfilmati sul soffitto, per l’intrattenimento e l’acculturazione di pazienti confinati in letti di ospedale. La storia dimenticata dei “libri proiettati” illustra come il concetto di “libro” arrivi ad includere una serie di forme, formati e funzioni durante il XX secolo, per un pubblico con capacità molto differenti. Sfruttando ricerche estensive attraverso il patrimonio del “Projected Books Inc.”, insieme alle testimonianze degli stessi lettori disabili, questo resoconto documenta l’invenzione, la ricezione e l’eredità dei Projected Books, in modo da valutare il suo significato, quale potenziale rivale del libro stampato ed insieme precursore dell’odierna lettura su uno schermo.
«The reference Librarian»
Contiene: Erin Owens, Vanessa Arce, Darcy Del Bosque, Robin Fowler, Silvia Sheffield, Beyond the library. The role of Academic Libraries’ Chat Reference in answering Campus questions, 65, n. 1-2, 2024, p. 1-24
Abstract: Anche prima che la pandemia COVID-19 indirizzasse la maggior parte degli utenti ai servizi on-line, le chat si erano affermate come un servizio centrale per rispondere a richieste di vario tipo rivolte alle biblioteche, da quelle di base del reference a domande di natura più sofisticata. Questa ricerca tenta di chiarire come le biblioteche accademiche sono viste non solo come fonte per l’assistenza, ma anche come mezzo per colmare un gap informativo su un terreno più ampio: il campus universitario nel suo insieme. Il metodo di studio implica l’analisi della trascrizione della chat da cinque università pubbliche per un biennio (2019-2021), notando la frequenza delle domande rivolte in chat ai campus e codificando gli oggetti specifici delle richieste. I risultati mostrano che i servizi di reference delle biblioteche, particolarmente le chat dal vivo, sono parecchio preziosi per la comunità del campus e possono essere specialmente importanti per la popolazione studentesca meno privilegiata.
«Journal of Library Administration»
Contiene: Amber Willenborg, Robert Detmering, Student success as a value proposition in ARL Libraries’ Strategic Plans, 64, n. 8, 2024, p. 957-972
Abstract: Mentre l’importanza del successo dello studente è ampiamente riconosciuta all’interno delle università, il percorso per ottenerlo rimane opaco. Le biblioteche accademiche lavorano per definire il loro ruolo nel successo dello studente documentando il loro contributo, ma incontrano difficoltà nel comunicare all’università questo contributo. Attraverso l’analisi dei piani strategici, questo studio esamina il modo in cui le biblioteche e le università di riferimento danno la priorità al successo dello studente, come descrivono i loro apporti e quali unità del campus le università associano al successo. I risultati mettono in luce una tensione tra le ambizioni delle biblioteche ad avere un ruolo chiave nel successo dello studente e il riconoscimento da parte delle università di tale ruolo.
«Cataloging & Classification Quarterly»
Contiene: Shoichi Taniguchi, Creating & Evaluating MARC21 Bibliographic Records using ChatGPT, 62, n. 5, 2024, p. 527-546
Abstract: Questo studio analizza la fattibilità dell’utilizzo di ChatGPT (GPT-4) per creare record bibliografici MARC21 seguendo RDA (Resource Description and Access). Il lavoro fornisce a ChatGPT dati da fonti di informazione e valuta il risultato nel suggerire il record adatto, nell’interpretare accuratamente l’informazione e nell’applicare correttamente RDA. I risultati dimostrano che, sebbene ChatGPT avesse promesso di essere uno strumento utile per i catalogatori umani, confliggeva con i complessi modelli bibliografici e le complicate regole catalografiche. Notevoli errori furono rilevati in vari campi, quali punti d’accesso primari e secondari autorizzati, formulazione del titolo, dichiarazione di edizione, dettagli della pubblicazione, e formulazione della serie, evidenziando le aree di miglioramento.
Contiene: Eric H. C. Chow, T. J. Kao, Xiaoli Li, An experiment with the use of ChatGPT for LCSH subject assignment on Electronic Theses and Dissertation, ivi, p. 574-588
Abstract: Lo studio indaga sull’uso potenziale dei modelli linguistici di larghe dimensioni (LLMs) per generare intestazioni per soggetto della Library of Congress. Gli autori impiegano ChatGPT per generare intestazioni per soggetto per tesi elettroniche e dissertazioni (ETDs), basate sui relativi titoli e abstracts. I risultati suggeriscono che LLMs come ChatGPT hanno il potenziale per ridurre il tempo di catalogazione necessario per assegnare termini di soggetto da Library of Congress Subject Headings (LCSH) per ETDs così come per sviluppare la scoperta di questo tipo di risorsa nelle biblioteche accademiche. Tuttavia i catalogatori umani rimangono essenziali per verificare e migliorare la validità, la completezza e la specificità delle intestazioni per soggetto della Library of Congress generate da LLMs.
«Libri. International Journal of Librariers and Information Studies»
Contiene: Merabe Carvalho Ferreira da Gama, Libraries and the 2030 Agenda. The Portuguese Case, 74, issue 4, 2024, p. 323-335
Abstract: Questo articolo studia le biblioteche portoghesi che hanno vinto il premio “Libraries. Development and the 2030 Agenda” promosso dal 2018 dall’Associazione dei Bibliotecari, Archivisti e Professionisti dell’Informazione e della Documentazione insieme alla Direzione Generale dei Libri, Archivi e Biblioteche. Lo scopo è identificare le caratteristiche comuni delle biblioteche che hanno vinto il premio in modo che la storia di questi successi possa aiutare altre biblioteche con l’indicazione di quali caratteristiche siano da sviluppare nei loro teams per avviare progetti e azioni che contribuiscano a creare un mondo più sostenibile. Il metodo usato è una teoria basata sull’analisi umana e il sw Iramuteq. Sei caratteristiche comuni sono state trovate nelle biblioteche: partnerships, lavoro di squadra, un focus sulla comunità, progetti legati al territorio, sostegno e allineamento con senior management concernenti SDGs e finanziamento. Queste caratteristiche insieme possono guidare a progetti vincenti nel contesto dell’Agenda 2030 e promuovere servizi innovativi. È inoltre desiderabile che i progetti sviluppati siano costantemente monitorati e valutati. In conclusione, le biblioteche che volessero sviluppare progetti per l’Agenda 2030 dovrebbero investire in queste caratteristiche.
«Restaurator. International Journal for the preservation of Library and Archival material»
Contiene: Juliana Wetten, Andrea Pataki-Hundt, Katarina Deering, Marlen Börngen, Daniel Presslmayr, Elise Spiegel, Hannah Flock, Diana Blumenroth, Arsenic Pigments in Libraries-Testing-Methods, contaminated spaces, and occupational safety measures, 45, 4, 2024, p. 297-323
Abstract: I pigmenti contenenti arsenico nei materiali di biblioteca sono una fonte di pericolo per lo staff dell’istituzione, conservatori, scienziati e utenti. In un progetto di ricerca, l’Università di Bonn, la biblioteca di Stato e l’Università di Scienze Applicate di Colonia hanno analizzato il trattamento dell’arsenico nei materiali di biblioteca. Sono stati analizzati più di 300 volumi con componenti verdi sospette usando insieme XRF e spettroscopia Raman, scoprendo componenti con arsenico in circa la metà. Sono stati valutati controlli rapidi basati su strisce di test al bromuro e test MQuant. Quest’ultimo si è rivelato più utile. Test su polveri in varie parti della biblioteca sugli scaffali hanno rivelato concentrazioni di arsenico superiori ai valori consentiti dalle linee-guida. Oltre all’arsenico sono stati rilevati altri metalli nocivi, come piombo e mercurio. Successivamente è stata indagata la contaminazione secondaria di libri collocati in prossimità di legature contenenti arsenico, mostrando esiti positivi per la maggior parte dei libri testati. Non è stato possibile individuare la causa di questa contaminazione secondaria. I risultati di questo studio mostrano che sono necessari un accertamento del preciso rischio per la salute dei lavoratori in accordo col principio (S)TOP, la redazione di istruzioni per il lavoro e soprattutto misure precise di igiene. La pulizia degli ambienti della biblioteca e standard per l’igiene devono essere costantemente perseguiti e devono essere presi sul serio, come il rilevamento delle componenti di arsenico.
«Science & Technology Libraries»
Contiene: Rahat Kahn, Nidhi Gupta, Atasi Sinhababu, Rupak Chakravarty, Impact of conversational and generative AI systems on Libraries. A use case Large Language Model (LLM), 43, n. 4, 2024, p. 319-333
Abstract: Lo studio punta ad esaminare come l’intelligenza artificiale (AI) potrebbe influenzare potenzialmente specifici servizi forniti da biblioteche accademiche in un prossimo futuro. Per ottenere questo lo studio usa tre diversi sistemi di AI Generativa: ChatGPT, Perplexity e iAsk.Ai. Analizzando l’impatto potenziale di AI sui servizi delle biblioteche accademiche, lo studio punta a chiarire come le biblioteche possono adattarsi a questi cambiamenti per servire meglio i propri utenti. I tre sistemi di AI selezionati per questo studio mostrano differenti approcci ad AI che possono essere usati nelle biblioteche accademiche. ChatGPT per esempio è un sistema di AI colloquiale, che può fornire rapide risposte agli utenti, mentre Perplexity è un modello linguistico che può facilitare compiti come la catalogazione e la classificazione. iAsk.Ai è un sistema di elaborazione del linguaggio naturale (NLP) che può assistere con ricerche e richieste di reference. Valutando l’impatto potenziale di questi sistemi di AI sui servizi delle biblioteche accademiche, lo studio può fornire chiarimenti sul futuro dei servizi bibliotecari e su come AI possa essere usata per migliorarli. Infine ciò può aiutare le biblioteche accademiche a prepararsi e adattarsi agli scenari del cambiamento tecnologico, garantendo che esse continueranno ad andare incontro ai bisogni dei loro utenti negli anni a venire.
«Technical Service Quarterly»
Contiene: Heather Moulaison-Sandy, Zach Coble, Leveraging AI in Cataloging: what works, and why?, 41, n. 4, 2024, p. 375-383
Abstract: ChatGPT e altri sistemi di AI generativa sono le ultime in ordine di tempo di una lunga serie di tecnologie che sembrano equilibrate per supportare approcci automatici per compiere compiti banali, inclusa la creazione di record o porzioni di record catalografici. AI è l’esito di tecnologie che sono state in giro fin dagli anni Sessanta e oggi i bibliotecari stanno attivamente cercando di capire come meglio governarle. Sebbene sistemi come ChatGPT possano creare record catalografici, la loro accuratezza e rispetto delle normative non può essere considerato troppo affidabile. Ora è tempo di guardare al futuro ed essere creativi con l’offerta di queste tecnologie, ma con la piena consapevolezza dei limiti. L’idea che lo scopo dei sistemi di AI liberamente disponibili sia risolvere facilmente i problemi di catalogazione con un click, se semplicemente viene creato il suggerimento giusto, è problematica da perseguire, almeno per ora.
«Scriptorium. Revue internationale des études relatives aux manuscrits. International review of manuscript studies»
Contiene: Anne-Marie Turcan Verkerk, Rester à la page: symboles, méconduites, solutions techniques, 77, issue 1-2, 2024, p. 191-218
Abstract: Questo articolo esamina il modo in cui gli utenti del libro medievale, soprattutto occidentali, ma non solo, hanno mantenuto la loro pergamena in piano o il proprio libro aperto: gesti, oggetti, tecniche sono studiati attraverso l’iconografia, i manufatti conservati e il vocabolario, formulando ipotesi sul significato di qualche termine mal compreso e l’uso effettivo di determinati dispositivi.
«Gutenberg Jahrbuch»
Contiene: Volker Benad-Wagenhoff, Gutenberg Metalltype- eine Kopie koreanischer Metalllettern? Asiatische Drucktechniken und Europäische Typographie, ivi, p. 33-52
Abstract: Un tema ricorrente nella storia della stampa è l’interrogativo di chi abbia per primo inventato la stampa a caratteri mobili e di conseguenza l’originalità dell’invenzione di Gutenberg. Ciò è spesso discusso senza un’approfondita analisi tecnica dei procedimenti da confrontare. Questo saggio cerca di farlo nel contesto della rivendicazione, durata più di 100 anni, di una priorità dell’Asia Orientale, più di recente dei coreani. Un confronto dei rispettivi metodi di fusione delle lettere, di composizione e riproduzione mostra che la tecnica tipografica europea richiede un livello molto più alto di precisione, per il quale non ci sono precedenti nella stampa tipografica in Asia.
Contiene: Janne van der Loop, Mathias Seuret, Nikolaus Weichselbaumer, Vincent Christlein, Optical character recognition for pages from Early Printed Books with multiple Font Groups, 2024, p. 53-63
Abstract: L’articolo presenta un approccio innovativo all’Optical Character Recognition (OCR), progettato specificatamente per gli stampati antichi, introduce una considerevole serie di dati, consistente in 200.000 caselle di testo utilizzate per preparare modelli OCR confezionati per questo periodo. Sono fornite metriche di prestazione per il modello OCR, basate sulla sua applicazione ad una valutazione dei dati. Notevole è l’impegno, per l’intera durata dello studio, di realizzare sw open-source, favorendo accessibilità e trasparenza.
A cura di Lorenzo Baldacchini



