Biblioteche calabresi underground

La Commissione nazionale biblioteche e servizi per ragazzi e ragazze alla Children’s Book Fair di Bologna di quest’anno ha proposto l’incontro “Alziamo la voce: condividere libri, lettura e parole nelle biblioteche under 19”; il primo dei quattro panel ha presentato alcuni dei progetti della Commissione: un premio per le biblioteche under 19 e il censimento delle biblioteche per ragazzi e ragazze. Entrambi i progetti consentono di conoscere e far conoscere realtà ed esperienze bibliotecarie nel panorama italiano. Il censimento ha permesso di far emergere anche realtà poco note, forse non facilmente classificabili o formalizzate ma che pur operano nei propri territori in modo produttivo; il premio invece valorizzerà le eccellenze, anche quelle periferiche o marginali.

All’interno di questi progetti la Calabria ha trovato, quest’anno, un proprio spazio di espressione, poiché i dati del censimento rivelano una partecipazione più marcata di questa regione rispetto a quello precedente; in particolar modo è stata rilevata la presenza di alcune biblioteche ragazzi di natura privata, nate prevalentemente da associazioni o enti del terzo settore. Si tratta di piccole biblioteche indipendenti che nascono da un esercizio di cittadinanza attiva da parte di associazioni che rispondono al bisogno di un territorio, lo interpretano e danno vita a esperienze peculiari che meritano di essere raccontate. In alcuni casi, soprattutto nei centri più piccoli sono realtà che sopperiscono alla carenza di una biblioteca pubblica (Biblioteca Auxesia – Lazzaro (RC); Biblioteca dei piccoli – Guardavalle (Cz); Bibliopedìa – Bova marina (Rc); in altri casi, nei centri più grandi, si affiancano alle biblioteche già esistenti ma sono specializzate in un settore specifico (Biblioteca dei ragazzi e delle ragazze – Reggio Calabria; Biblioteca Terrasita – Palmi (Rc); La petite bibliothèque – Cosenza). In tutti questi casi si tratta di esperienze di volontariato, che vivono di donazioni, autofinanziamento, crowdfunding, contano sulla comunità per crescere e sostenersi e al tempo stesso rappresentano per la comunità un punto di riferimento per la loro crescita, in un rapporto di contaminazione reciproca. Sono biblioteche in cui l’utenza, forse circoscritta, è valorizzata nella sua dimensione umana e prova a rispondere ai bisogni attraverso la cura dei singoli rapporti personali che si instaurano. Sono biblioteche che spesso faticano ad andare avanti, a garantire giorni di apertura eppure ci riescono con sacrificio, passione e grandi motivazioni personali e di gruppo: sono biblioteche che svolgono un ruolo proattivo per il cambiamento delle loro comunità.

La biblioteca Auxesia di Lazzaro (Rc) si trova in un piccolo centro della costa ionica ed è il risultato dell’esperienza storicizzata di un’associazione che ha saputo colmare l’assenza di una biblioteca nel proprio territorio, tessendo relazioni con esso e con le scuole circostanti. In luoghi in cui il rischio spopolamento è molto elevato questa biblioteca diventa un posto in cui giovani e anziani si incontrano, danno vita a progetti e a laboratori che valorizzano il paese e la comunità nella totalità dei suoi componenti, anche i più piccoli.

La Biblioteca dei piccoli di Guardavalle (Cz) si presenta come “una piccola bandiera di civiltà urbana. Realizzata senza finanziamenti pubblici. Un open space culturale multietnico che promuove la cittadinanza attiva dei bambini” e nasce dalla provocazione della sua ideatrice che pensa “se altrove è possibile, perché qui no?”. La Biblioteca dei piccoli utilizza dei locali comunali ma il resto si sostiene tramite donazioni e supporto della comunità circostante che crede in questo progetto, accessibile e alla portata dei piccoli, e che cresce con iniziative, laboratori e attività diversificate.

Bibliopedìa di Bova Marina (Rc), letteralmente la biblioteca dei bambini in greco di Calabria, è nata all’interno di un oratorio salesiano, è presidio Nati per Leggere ed è una biblioteca in crescita, che ha rapporti consolidati con le scuole del territorio.

La Biblioteca dei ragazzi e delle ragazze di Reggio Calabria nasce all’interno dell’associazione Spazioteatro, ed è presidio Nati per Leggere; è un’esperienza focalizzata sulla lettura ad alta voce, sulle storie e libri di qualità, anche per la fascia degli adolescenti; propone letture multilingue, gruppi di lettura, laboratori con altre associazioni del territorio e rappresenta in città una visione fresca e innovativa di biblioteca.

La biblioteca Terrasita di Palmi (Rc) incentra la propria attività su albi illustrati e libri d’arte e le operatrici realizzano laboratori pratici che valorizzano l’oggetto libro, come rilegatura e serigrafia, con l’obiettivo di instaurare con esso un rapporto affettivo. 

La petite bibliothèque di Cosenza è una biblioteca multilingue che mira a valorizzare le narrazioni in lingua madre, in particolar modo per gli arabofoni, ma al tempo stesso vuole sensibilizzare gli italiani a una prospettiva interculturale, in un’ottica di crescita globale. Organizza corsi di lingua d’origine per i migranti, affinché le nuove generazioni non perdano il legame affettivo e culturale con il contesto di provenienza.

Le esperienze descritte, partecipanti al censimento, sono molto eterogenee ma tutte possono essere considerate biblioteche sociali, indipendenti, militanti e “underground”: si muovono nei loro territori in modo autonomo, non dipendono da enti pubblici, perseguono in modo determinato una propria visione che si sposa con il sentire del territorio in cui operano; di contro talvolta operano nel silenzio, sono poco valorizzate e nel proprio organico non presentano bibliotecari professionali. Il censimento proposto dalla Commissione nazionale biblioteche e servizi per ragazzi e ragazze le ha idealmente messe in connessione, riconoscendosi forse in una casa comune da cui poter ripartire per fare rete, tra bisogni comuni e competenze diversificate.

 Ida Triglia, Commissione nazionale AIB biblioteche e servizi per ragazze e ragazzi, ida.triglia@aib.it