Pubblichiamo volentieri questi due contributi sul recente congresso IFLA di Astana.
Ogni anno IFLA organizza un congresso mondiale, un appuntamento che riunisce membri, volontari, stakeholder e sponsor da tutto il mondo per discutere di biblioteche e delle attività dell’associazione. 89th World Library and Information Congress (WLIC), a cui abbiamo partecipato grazie ad una borsa di studio AIB, si è svolto ad Astana, Kazakistan, dal 18 al 22 agosto 2025.
Il tema di questa edizione, Uniting knowledge, building the future (“Unire la conoscenza, costruire il futuro”), ha fatto da filo conduttore a numerose sessioni di lavoro, ricche di spunti e stimoli, in un contesto internazionale che ha favorito la conoscenza reciproca, il confronto e la condivisione di buone pratiche tra addetti ai lavori provenienti da ogni parte del mondo.
Tra gli aspetti più interessanti emersi durante il congresso vi è la condivisione delle sfide che le associazioni bibliotecarie si trovano ad affrontare. In particolare, è stata evidenziata la difficoltà di coinvolgere nuove generazioni di associati, tema approfondito in un world café a cui abbiamo partecipato, dove è nato un interessante confronto con colleghe provenienti da Serbia e Grecia. È emersa inoltre la richiesta, da parte delle associazioni di paesi con minore esperienza e risorse economiche, di poter contare sul sostegno e sull’affiancamento di realtà associative più strutturate, come ha raccontato Imad Bachir della American University of Iraq.
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo delle tecnologie e all’evoluzione delle biblioteche. Si è condivisa la necessità di presidiare i social media, oggi tra i canali più efficaci per raccontare le biblioteche, e di realizzare campagne di informazione per i cittadini per favorire la formazione di un pensiero critico, di avviare partnership intersettoriali per promuovere la digital literacy delle nuove generazioni attraverso offerte educative innovative. Connessa a queste considerazioni è la riflessione esposta in un altro world café su quanto sia diventato impattante l’uso dei social media al punto da portare il pubblico a utilizzarli come fonte primaria di informazione. Molto importanti anche le sessioni dedicate all’AI: sono stati presi in esame dati ed espresse valutazioni sull’uso, sui vincoli e sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma soprattutto si è arrivati alla conclusione che sia necessario sviluppare una visione globale e dei tools mirati ed efficienti. L’interrogativo emerso in più occasioni è stato “Come favorire un accesso verificato all’informazione con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale?”. Oltre al tema del digital equity gap, si è discusso più in generale di inclusione e di come le biblioteche pubbliche possano contribuire a ridurre le disuguaglianze. Da qui si sono aperti diversi ambiti di riflessione: dalla bibliodiversità al multilinguismo, fino alla decolonizzazione delle collezioni.
Spunti di riflessione molto interessanti sono poi derivati dalle sessioni dedicate alla raccolta dei documenti in ambiente digitale, soprattutto nella relazione tra biblioteconomia e storia orale. Attraverso la presentazione di progetti come la ricostruzione della memoria del popolo kosovaro o la raccolta di testimonianze palestinesi durante il conflitto da parte della Biblioteca nazionale del Qatar, si è molto riflettuto sul ruolo del bibliotecario come facilitatore. Nodale è anche il peso che ha la biblioteca come spazio abilitante per dare voce a chi non sempre ha libertà di parola e come luogo di garanzia per conservare la memoria e contrastare la cultural erasure. Punto cruciale degli interventi è l’assunto che le biblioteche devono entrare in un’ottica di condivisione di storie personali e di conversazione con le comunità o rischiano di diventare dei luoghi rigidi e superati.
Anche le associazioni bibliotecarie possono rendersi parte attiva nel documentare la propria storia attraverso i racconti di chi l’ha vissuta, ne abbiamo sentito parlare in un interessante intervento in cui storia orale e archivi nativi digitali sono stati analizzati come testimoni della storia dell’associazionismo bibliotecario.
Nel corso delle sessioni si sono fatti strada anche aspetti etici e sostenibili che riguardano le biblioteche. Tra questi vi sono la conservazione dei documenti e la garanzia dell’accesso all’informazione e della tutela del copyright, che sono stati toccati durante la presentazione del nuovo WIPO Toolkit on Preservation for Cultural Heritage Institutions – Libraries, Archives and Museums. Altri punti affrontati nelle sessioni sono stati il ruolo delle biblioteche nell’adottare strategie che contrastino i disastri naturali e nell’impegnarsi a supportare i punti dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile contro il cambiamento climatico.
Nel ricco programma del Congresso, si sono tenute le cerimonie di conferimento di due importanti riconoscimenti: l’IFLA/Baker & Taylor Public Library of the Year Award e l’IFLA Green Library Award.
Il prestigioso premio dedicato alla biblioteca pubblica dell’anno valuta diversi criteri, tra cui soluzioni architettoniche, sostenibilità, rapporto con la comunità, digitalizzazione e gaming. A vincere l’edizione 2025 è stata la Biblioteca Gabrielle-Roy (Québec, Canada), oggetto di un significativo intervento di trasformazione di un edificio preesistente, progettato per rispondere ai bisogni del territorio, con particolare attenzione agli aspetti della sostenibilità ambientale.
L’IFLA Green Library Award, nato con l’obiettivo di stimolare la realizzazione di biblioteche ecosostenibili, che offrano servizi, attività e collezioni capaci di generare la consapevolezza e l’importanza dell’educazione ambientale, vede tre categorie di partecipazione. Nella categoria Grand Scale Project Award si è distinta la Biblioteca James Baldwin (Parigi, Francia), per il suo design sostenibile e i progetti inclusivi rivolti a diverse comunità; l’IFLA Green Library Project Award è stato assegnato alla Biblioteca Universitaria Thammasat (Bangkok, Thailandia) per il progetto From Waste to Wealth, che mostra come le biblioteche possano diventare centri di apprendimento sostenibile applicando i principi dell’economia circolare; infine, lo Special Recognition Award è stato attribuito alla Biblioteca Ivan Goran Kovačić (Karlovac, Croazia), per il suo impegno nel sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche ecologiste.
Riprendendo il filo conduttore del congresso, è stata inoltre indetta una call for posters per presentare progetti o iniziative di biblioteche che, in un’ottica locale o globale, mirano a contribuire al futuro delle biblioteche e delle comunità. I punti toccati sono stati molti: dalle biblioteche come spazi di contrasto allo stress fisico e mentale, a quelle come luoghi di accesso all’informazione per tutti; dallo lo studio dei materiali documentari al ruolo del multilinguismo nell’avanzamento delle comunità; dalle connessioni tra biblioteche e tecnologia alla conservazione e fruizione della storia orale.
In conclusione, il congresso è stato per noi un’esperienza unica, ricca di stimoli e occasioni di discussione con colleghi e professionisti del settore. Abbiamo avuto la possibilità di respirare un’atmosfera internazionale e di cogliere spunti preziosi dalle sessioni a cui abbiamo assistito. Con gratitudine per l’opportunità ricevuta, torniamo a casa arricchite di idee che speriamo possano contribuire a costruire il nostro futuro come professioniste del settore bibliotecario.
Serena Fornito, Beatrice Pallotta Fornaroli







