È il 2002 quando un gruppo di bibliotecari dell’European Cultural Institutes di Londra sceglie di collaborare con CILIP per promuovere le lingue e le culture europee nel Regno Unito. Nasce così EUROLIS, un’associazione che riunisce bibliotecari e professionisti dell’informazione provenienti da Austria, Italia, Francia, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito, tutti membri degli Istituti Culturali Europei con sede a Londra.
Nel corso degli anni EUROLIS ha sviluppato numerose iniziative dedicate allo scambio professionale, all’aggiornamento e alla valorizzazione della diversità linguistica. Tra queste, il Seminario annuale è uno degli appuntamenti più attesi: un luogo in cui bibliotecari, docenti universitari, ricercatori ed esperti del settore si incontrano per riflettere insieme su temi cruciali per il presente e il futuro delle biblioteche.
Il seminario è organizzato in collaborazione con l’European Parliament Liaison Office in the United Kingdom, a testimonianza del ruolo strategico delle biblioteche come presidi democratici e culturali.
Per l’edizione 2025, il focus scelto è stato Open Libraries. Equity Across and Beyond the Shelves, un titolo che sintetizza le trasformazioni che le biblioteche contemporanee stanno attraversando per rispondere a nuove e complesse forme di domanda sociale. L’attenzione si è concentrata sulla capacità delle biblioteche di ripensarsi come spazi inclusivi e accessibili, in dialogo costante con le proprie comunità. Luoghi in grado di intercettare bisogni culturali e sociali, capaci di generare equità e partecipazione attiva, andando letteralmente “oltre gli scaffali”.
In questo contesto, l’Istituto Italiano di Cultura di Londra ha invitato la nostra Associazione a presentare il programma nazionale Nati per Leggere, che da 27 anni promuove la lettura precoce in famiglia. Un programma di welfare culturale che unisce mondo della cultura e della salute, e che ha saputo costruire, nel tempo, una rete estesa di professionisti, volontari e stakeholder diffusa in tutta Italia.
Nel nostro intervento abbiamo ripercorso la storia di NpL a partire dalla sua fondazione nel 1999, soffermandoci sulle solide evidenze scientifiche che sostengono l’importanza della lettura precoce e sugli sviluppi più recenti provenienti dal campo delle neuroscienze e della psicologia dello sviluppo. Abbiamo illustrato l’organizzazione territoriale del programma, il ruolo cruciale della formazione e la composizione di un network che coinvolge bibliotecari, pediatri, ostetriche, operatori sanitari e sociali, educatori e insegnanti, genitori, volontari: un’intera comunità chiamata a prendersi cura delle bambine e dei bambini.
Ampio spazio è stato dedicato ai numerosi strumenti che NpL ha sviluppato nel corso degli anni: i canali di comunicazione, la Guida bibliografica per genitori e futuri lettori, il progetto MammaLingua, le edizioni speciali in collaborazione con gli editori. Sono stati condivisi dati qualitativi e quantitativi che testimoniano l’impatto sociale dal programma sulle comunità. Il contributo si è concluso con una riflessione sulle sfide future: il bisogno di mantenere salda la collaborazione interprofessionale, ridurre le diseguaglianze educative di partenza, sostenere il ruolo delle famiglie, coinvolgere i nuclei familiari più fragili, ridurre le disomogeneità territoriali, continuare a promuovere la lettura come pratica quotidiana e come diritto di ogni bambina e bambino.
All’interno della prestigiosa Europe House, abbiamo poi avuto modo di ascoltare relazioni di grande valore, capaci di generare una vivace e approfondita discussione attorno a temi e sfide comuni a molti Paesi europei. Sfide che le biblioteche affrontano talvolta con strategie simili e talvolta con approcci originali e radicati nei contesti locali.
Adélaïde Boulanger, responsabile del Dipartimento di Lettura e Handicap della Bibliothèque publique d’information del Centre Pompidou di Parigi, ha illustrato le politiche e le pratiche messe in atto dalla Bpi per promuovere l’accesso alla lettura e all’informazione per tutti i pubblici con disabilità. Il suo intervento ha evidenziato come progettare servizi realmente universali significhi ridefinire spazi, strumenti e modalità di interazione.
Felicidad Campal, della Biblioteca Pública de Salamanca, a partire da HIP Model combinato con il concetto di Hexagonal Libraries – strumenti messi a disposizione alle biblioteche per facilitare l’innovazione – ha presentato un panorama ricco e variegato di progetti attivi nelle biblioteche spagnole, per fornire ispirazioni ed esempi concreti. Tra questi, il progetto BNEscolar della Biblioteca Nazionale di Spagna, volto a valorizzare il patrimonio culturale digitale come risorsa educativa per la comunità; l’iniziativa di promozione alla lettura Al aire libro, che porta la lettura in famiglia tra i parchi e le aree verdi di Salamanca; il progetto Connected Seniors della Biblioteca Pública Municipal Ángel González di Madrid, che promuove l’alfabetizzazione digitale tra la popolazione più anziana; il Bibliobús, che raggiunge il penitenziario di León offrendo ai detenuti l’accesso ai libri.
Hanna Dettlaff-Kuznicka, curatrice della sezione di lingua slava ed Europa dell’Est alla British Library, ha illustrato il lavoro di documentazione e valorizzazione della comunità LGBTQ+ all’interno della collezione.
Boris Miedl, vicedirettore della biblioteca di Graz e responsabile della Teaching Library, ha invece portato l’attenzione sulle nuove competenze oggi richieste ai professionisti dell’informazione. Ha illustrato i progetti sviluppati a Graz per rispondere alle sfide sociali e informative emergenti.
Bruno Duarte Eiras, direttore generale delle biblioteche e degli archivi del Portogallo, ha presentato l’esperienza di BiblioLED, un servizio di biblioteca pubblica digitale che consente accesso gratuito a e-book e audiolibri. Una piattaforma pensata per favorire l’inclusione digitale e culturale e ampliare il raggio d’azione delle biblioteche oltre i confini fisici dei propri edifici.
Angela Yannicopoulouaro, docente di Letteratura per l’infanzia alla Kapodistrian University di Atene, ha raccontato un progetto che coinvolge studenti universitari e una biblioteca ateniese nella conduzione di laboratori di costruzione del libro, con l’obiettivo di avvicinare alla lettura attraverso la creatività e la manualità.
Infine, Colette Townend, bibliotecaria presso Lambeth Libraries and Archives, ha presentato i progetti di mappatura del territorio finalizzati a coinvolgere attivamente le comunità nella definizione delle collezioni e delle azioni della biblioteca, rafforzando così il dialogo e la rappresentatività culturale.
Partecipare a una giornata di dialogo, scambio di buone pratiche e storie di inclusione attraverso le voci e le idee di altre biblioteche europee, è stata un’occasione importante per raccontare dell’impegno che da anni la nostra Associazione, insieme al Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini e all’Associazione Culturale Pediatri, porta avanti per sostenere la genitorialità e promuovere lo sviluppo delle bambine e dei bambini.
Concludiamo citando un altro strumento chiave di EUROLIS: Eurotoolbox, una mostra itinerante di libri in inglese, francese, italiano, tedesco, portoghese, ucraino, polacco e spagnolo selezionati dalle biblioteche degli Istituti Europei con sede in Londra. I libri viaggiano nelle scuole del Regno Unito gratuitamente, e permettono alle bambine e ai bambini di scoprire libri in diverse lingue. Ogni anno il focus è su un tema diverso: le famiglie, l’immigrazione, la tolleranza, etc.

Per approfondire: https://eurolis.wordpress.com/eurotoolbox-2025/
Beatrice Pallotta Fornaroli






