Verso un Patto per la lettura regionale in Emilia-Romagna

In vista della definizione di un Patto per la lettura regionale, si è tenuto il 19 febbraio 2026 a Bologna l’incontro al quale hanno partecipato le colleghe e i colleghi referenti dei Patti locali per la lettura del territorio dell’Emilia-Romagna. Esso si è svolto presso l’Auditorium Biagi della Biblioteca Salaborsa ed ha costituito un’occasione di confronto tra i territori che hanno promosso un Patto locale per la lettura, di condivisione delle esperienze più rilevanti e, attraverso l’attività pomeridiana articolata in focus group, di raccolta di stimoli e di esigenze utili alla redazione del Patto regionale.

I Patti per la lettura sono strumenti di governance territoriali e cooperativi, riconosciuti dalla legge 15/2020 per la promozione e per il sostegno della lettura, quali principali mezzi operativi per l’attuazione del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura. Sono promossi dal Centro per il libro e la lettura di Roma nell’ambito del progetto “Città che legge”. Per quanto riguarda il nostro territorio si ritrovano tracce dei primi, sperimentali, Patti già nel 2015 come estensione del progetto nazionale InVitro. 

All’incontro del 19 febbraio scorso sono intervenuti, fra gli altri: l’Assessora regionale a Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità, Gessica Allegni; il Dirigente regionale Area Biblioteche e Archivi, Claudio Leombroni; la Project officer del CEPELL, Chiara Eleonora Coppola; e il Responsabile del Dipartimento Cultura dell’ANCI, Michele Santoro.

Dal quadro tratteggiato è emersa l’importanza di una stabile collaborazione tra enti pubblici, istituzioni scolastiche, associazioni e soggetti privati, al fine di favorire la conoscenza degli attori che operano nel settore librario, praticabile nella sua piena realizzazione solo a livello locale. È stato sottolineato altresì che i Patti nascono per valorizzare l’aspetto piacevole e amabile della lettura, evitando per quanto possibile il condizionamento delle procedure burocratiche.

Il CEPELL ha reso noto che sta lavorando alla redazione del nuovo Piano nazionale d’azione ai sensi della L. 15/2020, strumento triennale adottato dal Ministero della Cultura di concerto con il Ministero dell’Istruzione. Il Piano prevede strategie per consolidare il sistema integrato del libro tramite un fondo specifico che finora ammonta a circa 4.350.000 euro annui a decorrere dal 2020, e destinato a finanziare le iniziative dei progetti presentati. Al momento non è stato deciso il calendario di uscita dei bandi 2026, ancora in attesa di definire l’esatto stanziamento finanziario rispetto al quale tuttavia non si esclude un taglio che potrebbe aggirarsi intorno al 5%. È stata sottolineata l’urgenza di superare alcune criticità in fase di presentazione dei progetti, soprattutto riconducibili ai sistemi di rendicontazione e ai casi di progetti condivisi fra più partner. Infine è previsto a breve l’aggiornamento della banca dati nazionale dei Patti, con la possibilità che nella nuova release si possano inserire anche i Patti provinciali. In Emilia-Romagna, oltre al Patto della Città metropolitana di Bologna, l’unico Patto propriamente provinciale è quello ravennate che conta, fra gli altri, tutti i diciotto comuni, l’adesione e la collaborazione fattiva dell’ente Provincia di Ravenna e un centinaio di soggetti aderenti di varie tipologie. La Provincia di Ravenna si occupa, in particolare, degli aspetti più tipicamente amministrativi: raccogliere e protocollare le richieste di adesione, convocare le riunioni, coordinare la comunicazione e predisporre gli atti formali ed istituzionali. Tuttora in fase di rinnovo, a partire da quest’anno il suddetto Patto avrà nuovamente durata quinquennale e vanta la seguente articolazione: vari forum periodici di referenti bibliotecari, un tavolo tecnico di raccordo, convocato quando necessario, e l’assemblea generale annuale. Una delle attività più apprezzate è stata quella rivolta ai gruppi di lettura di tutto il territorio provinciale, a favore dei quali, a partire dall’anno 2022, sono stati organizzati diversi eventi: presentazioni di libri, feste per i gruppi più giovani e occasioni di scambio per quelli adulti; infine un apprezzato corso di formazione per conduttori di gruppi di lettura. La loro realizzazione è stata possibile grazie ai finanziamenti messi a disposizione dai vari comuni con accordi alterni.

I successivi relatori dell’interessante giornata si sono fatti portavoce delle province emiliano-romagnole, componendo un quadro di realtà diverse e multiformi ma particolarmente vivaci, sul solco di una tradizione che in esse ha radici lontane. La Regione Emilia-Romagna ha espresso la decisa convinzione di credere in questo progetto e nei suoi risvolti positivi, proponendo la costituzione di un Patto regionale che sia di supporto a quelli locali; partendo dal presupposto che il Centro per il libro e la lettura fin dal principio ha accolto diverse tipologie di Patti (e cioè comunali, intercomunali, e regionali), grazie all’incontro bolognese sono stati raccolti dati e informazioni utili alla prossima stesura di un Patto facente capo appunto alla nostra Regione.

A tal fine la sessione pomeridiana è stata dedicata all’attività di quattro focus group tematici, ai quali ciascuno di noi partecipanti era stato assegnato:

  • gruppo “Formazione”;
  • gruppo “Infanzia e giovani”
  • gruppo “Filiere e reti”
  • gruppo “Accessibilità”

Al termine di questa attività e a conclusione dei lavori, è stata effettuata una prima condivisione dei risultati, riassumibile come di seguito:

  • incrementare il numero delle unità di personale formato e dedicato in modo mirato alle attività di promozione della lettura;
  • potenziare la comunicazione di rete e gli scambi interni alle singole amministrazioni;
  • suddividere le buone pratiche per cluster (ad esempio: infanzia, terza età, accessibilità);
  • lavorare in sinergia con il sistema del welfare;
  • mantenere un coordinamento stabile;
  • monitorare e misurare le azioni con regolarità, proponendo anche la costituzione di un osservatorio;
  • elaborare standard minimi, riconosciuti a livello nazionale e utili a definire con maggiore precisione le premialità correlate;
  • lavorare per processi e non solo per progetti;
  • favorire processi partecipativi anche tramite una consulta dei membri del Patto;
  • adottare maggiore consapevolezza e nel contempo promuovere il riconoscimento del Patto al di fuori del Patto.

Immagini

Immagine in evidenza: Nadia Bizzocchi, Direttrice della Biblioteca civica Gambalunga

1: Elisabetta Bovero, Dirigente del Settore Biblioteca Malatestiana e Cultura del Comune di Cesena, associata AIB

2: Gessica Allegni, Assessora regionale a Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità e Claudio Leombroni, Dirigente regionale Area Biblioteche e Archivi

3: Gianluca Misso, Bibliotecario e referente per i Patti dei seguenti comuni: Castelvetro Piacentino, Monticelli d’Ongina, Pianello Val Tidone e Sarmato.

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Silvia Fanti, silvia.fanti@gmail.com