Conversazione con Laura Ballestra e Elisa Callegari
Lo scorso 4 luglio si è insediato il nuovo Comitato esecutivo AIB. Nel dare ai colleghi un in bocca al lupo per il nuovo mandato abbiamo conversato con la Presidente Laura Ballestra e con la Vice-presidente Elisa Callegari.
Quali saranno le priorità del vostro mandato 2026-2029?
Laura: A breve saranno disponibili le Linee strategiche del mandato 2026-2029, che nascono da un confronto ancora in corso, visto il recente insediamento del CEN, ma nelle quali non potrà mancare quella continuità di azione che abbiamo più volte promesso agli associati. Quello che sicuramente possiamo dire è che cercheremo di lavorare sull’allargamento della comunità degli associati e sulla possibilità di accrescere le occasioni di confronto e dibattito, perché una comunità si costruisce sulla partecipazione; i temi fondamentali da presidiare sono molti: lavoro, riconoscimento della professionalità del bibliotecario, formazione, advocacy per le biblioteche e azione politica a favore del loro sviluppo, anche con riferimento alle diseguaglianze che permangono nel nostro Paese rispetto all’accesso ai servizi bibliotecari. Non possiamo non ricordare il percorso della proposta di legge sulle biblioteche, il dialogo con gli interlocutori istituzionali, ma anche con gli alleati, dai membri della filiera del libro a tutte quelle realtà che condividono con AIB valori e obiettivi.
Elisa: Vogliamo sostenere le biblioteche nella loro evoluzione, accompagnandole nelle sfide della trasformazione digitale, dell’inclusione sociale e dell’accesso aperto alla conoscenza. Crediamo molto nel valore della partecipazione. Una comunità professionale forte nasce dalla capacità di ascoltarsi e di lavorare insieme. Ma soprattutto vogliamo valorizzare le competenze e l’entusiasmo dei bibliotecari più giovani, investendo sul futuro della nostra associazione.
Le biblioteche sono in continua evoluzione. Quale può essere oggi il loro ruolo?
Laura: Difficile dare una risposta in poche battute. Le biblioteche sono un unicum in un mondo che ci vede come perenni consumatori. In biblioteca non si consuma, si impara a sviluppare spirito critico rispetto a quella pluralità di contenuti che chiamiamo informazione, si viene accolti senza pregiudizi, si vive la lettura in tanti modi. La tecnologia, che i bibliotecari abbracciano da sempre, è vissuta in biblioteca in una dimensione umana e rispettosa di tutti. La conoscenza si crea, si diffonde e diviene trasformativa per chi decide di frequentare le biblioteche. Dire che le biblioteche sono state e saranno baluardi di cultura, socialità e democrazia non vuol dire affermare slogan: i bibliotecari agiscono ogni giorno perché le biblioteche siano questo per le loro comunità.
Elisa: Le biblioteche sono presìdi culturali, ma anche luoghi di cittadinanza, inclusione e crescita democratica. Offrono accesso all’informazione, contrastano le disuguaglianze educative e sociali, promuovono competenze digitali e favoriscono la partecipazione delle comunità. In un contesto caratterizzato da grandi trasformazioni tecnologiche e sociali, il loro ruolo è ancora più centrale.
Oggi una biblioteca non è soltanto uno spazio dedicato ai libri. È un ambiente dove si costruiscono relazioni, si sperimentano nuovi servizi e si promuove l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Questa evoluzione richiede bibliotecari preparati, aggiornati e messi nelle condizioni di innovare.
Tra i temi più sentiti dalla categoria c’è il riconoscimento della professione: come intendete affrontarlo?
Laura: Il tema non può che essere affrontato con tutti gli interlocutori che sono coinvolti in questo ragionamento, dagli organismi centrali a quelli territoriali, all’attore privato. La complessità della professione può essere ben definita a livello normativo, ma senza che per questo la realtà rifletta quanto statuito da norme, standard, regolamenti. Da un lato deve essere vigile il monitoraggio, e ribadiamo il ruolo essenziale dell’Osservatorio AIB sul lavoro e la professione, che non è un sindacato, ma raccoglie le segnalazioni dei bibliotecari. Dall’altro non puo’ mancare un’azione costante verso le istituzioni e le organizzazioni nel ribadire che ogni biblioteca è tale se ci sono dei bibliotecari, altrimenti non è una biblioteca. Questo vuol dire sottolineare la necessaria attenzione alla professionalità del bibliotecario. L’attestazione professionale AIB rappresenta una “prova di qualità” che dimostra ogni giorno, in primis ai nostri utenti, attraverso un sistema di attestazione pubblico, l’impegno del bibliotecario a fornire appunto servizi di qualità. In questo senso la formazione professionale offerta da AIB è un tassello fondamentale.
Elisa: Continueremo a lavorare affinché il valore professionale dei bibliotecari sia pienamente riconosciuto. Questo significa promuovere formazione continua di qualità, sostenere standard professionali elevati e dialogare con le istituzioni per favorire politiche che valorizzino competenze, responsabilità e percorsi di carriera.
Come detto prima è altrettanto importante coinvolgere le nuove generazioni. Dobbiamo creare occasioni di crescita professionale, mentoring e confronto, affinché chi entra oggi nella professione possa trovare una comunità accogliente e strumenti adeguati per affrontare un contesto in continua evoluzione.
Quale messaggio volete dare agli associati?
Elisa: Innanzitutto un ringraziamento per la fiducia ricevuta. Il nostro sarà un mandato improntato all’ascolto, alla trasparenza e alla collaborazione. L’AIB cresce se cresce la partecipazione dei suoi associati.
Invitiamo tutti a sentirsi parte attiva dell’associazione. Idee, competenze ed esperienze rappresentano la nostra risorsa più preziosa. Le sfide sono molte, ma siamo convinte che, lavorando insieme, l’AIB possa continuare a essere un punto di riferimento per la professione e per il sistema bibliotecario italiano.
Laura: Aggiungo un ringraziamento per la partecipazione al voto, che è stata importante perché segno di vicinanza dei soci all’Associazione. Il dialogo fra pari, in una comunità come la nostra, è necessario, perché ci spinge a leggere la nostra professionalità oggettivandola nel confronto con una comunità professionale. Abbiamo come associati diversi strumenti per sentirci parte della comunità e per far sentire la nostra voce, penso a Noi-Aib. Ma non possiamo dimenticare che non esistono solo relazioni mediate dalle tecnologie, e che le Sezioni regionali, i loro Presidenti e i loro CER sono una ricchezza enorme. Contiamo su di loro, perché ogni associato abbia un punto di riferimento sul suo territorio.
Molto bene, grazie e buon lavoro a tutti voi!



