Fundraising a Napoli: un’esperienza alla Biblioteca Universitaria  

La capacità di biblioteche e di bibliotecari di fronteggiare “tempi difficili” è diventata ormai una caratteristica professionale, almeno a partire dagli anni ottanta del secolo scorso quando le biblioteche inglesi si trovarono a dover tener conto della filosofia e dell’azione del governo conservatore Thatcher che non le amava e seppero reagire con estrema intelligenza, progettando e realizzando molte delle soluzioni gestionali che sono all’origine dell’attuale management delle biblioteche.

Da allora tecniche e “buone pratiche” hanno contribuito a portare linfa vitale a biblioteche e sistemi bibliotecari di varia tipologia. Ciò vale non solo e non tanto per i contributi finanziari che, attraverso adeguate campagne di fundraising, hanno aiutato questi istituti a portare avanti le proprie attività ed a sviluppare nuovi progetti, ma anche a riaffermare il proprio ruolo, sia come punto di accesso all’informazione per il maggior numero di cittadini possibili,  sia come strutture in grado di preservare efficacemente l’eredità culturale di un Paese e di valorizzarla. Ciò in un contesto caratterizzato da molteplici e spesso contradditori cambiamenti.

In questo percorso si iscrive anche l’esperienza che sta partendo presso un’importante biblioteca pubblica statale, la Biblioteca Universitaria di Napoli (BUN).  A partire dal c.d. Art bonus, che consente un credito di imposta pari al 65% dell’importo donato a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano, nel quadro dello Sportello Art bonus istituito presso il Segretariato regionale MiBAC per la Campania, grazie ad un progetto promosso da Ales Spa e realizzato in collaborazione con la scuola di Roma Fund-raising.it,  la BUN ha presentato nella giornata del 19 febbraio, il progetto Un  Tesoro  di  Biblioteca:  la  Raccolta  Art  bonus per  la  Biblioteca Universitaria di Napoli.

L’iniziativa si muove, al momento, su due linee di attività:

  • Rinnoviamo la Biblioteca Universitaria: tra fruizione, conservazione e modernità
  • Digitalizziamo le cinquecentine napoletane

La prima presenta un ampio ventaglio di proposte maggiormente finalizzato ad ampliare il raggio di azione della Biblioteca, all’interno delle comunità di riferimento (studiosi, ricercatori, studenti) ma anche del pubblico generalista, incontrando utenze già attive o solo  potenziali. La seconda vuole ricercare supporto finanziario alle attività di conservazione e di  valorizzazione degli esemplari più pregiati della BUN.

Nel corso della presentazione è stato più volte affermato, dal direttore della Biblioteca, Raffaele De Magistris come dagli altri intervenuti, Carolina Botti direttore Ales Spa e Morena Iannelli in rappresentanza del Segretariato regionale, che il progetto ha una valenza infinitamente superiore alle donazioni che sarà possibile ottenere che risulteranno, peraltro, utilissimi al sostegno alle attività correnti di una delle biblioteche statali storiche più importanti d’Italia.
E’ la natura di “azione di sistema” che va evidenziata e che, fermo restando le naturali differenze, può essere replicata anche in altri contesti bibliotecari e culturali in genere.  Un’azione tanto più importante perché svolta da un istituto di grande tradizione storica, elemento caratteristico del centro antico della terza città d’Italia, che, dopo impegnativi lavori di struttura, si presenta oggi totalmente rinnovato e più  funzionale alle esigenze delle diverse utenze. Un’azione che, siamo certi, riscuoterà successo e potrà fornire importanti suggestioni per tutta la comunità professionale dei bibliotecari italiani.

Ferruccio Diozzi

ferruccio.diozzi@gmail.com