Napoli e i nuovi orizzonti della cultura

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il resoconto del recente convegno “Napoli e i nuovi orizzonti della cultura”.

Nella sede della Società dei Naturalisti in Napoli, organizzato dal Polo della Cultura “Mezzocannone 8”,  in collaborazione con l’Associazione culturale “MineCreative”, il 1 e il 2 dicembre, si è tenuto il convegno Napoli e i nuovi orizzonti della cultura. Digitale e collaborazione: le buone pratiche per la valorizzazione di biblioteche, archivi e musei, con l’intento di approfondire le opportunità dischiuse dal digitale e dal rafforzarsi delle pratiche di cooperazione nell’ambito della circolazione delle risorse artistiche, bibliografiche e documentarie, oltreché porre le basi per un nuovo paradigma di offerta culturale nella nostra città.

Napoli, proprio per le sue contraddizioni, le tante eccellenze che convivono con altrettante sacche di criticità, arretratezza e aree di disagio, può diventare un laboratorio privilegiato dove sperimentare processi all’avanguardia di disseminazione della cultura. Processi che possono  valorizzare le energie provenienti dalla società civile e che devono segnare il superamento dei tanti steccati che hanno finora caratterizzato, e spesso paralizzato, la governance, la gestione e la fruizione della cultura e dei beni culturali: differenze di appartenenza amministrativa all’interno dell’amministrazione pubblica; differenze (diffidenze) tra pubblico e privato; differenze (diffidenze) ideologiche tra una cultura elevata e una cultura di massa percepita come inferiore…

L’appuntamento ha registrato la presenza convinta delle varie anime del panorama culturale del territorio, istituzioni e personalità, diverse per appartenenza e DNA, chiamate a confrontarsi nell’obiettivo condiviso di promuovere la ripartenza della cultura nella città. Dopo i saluti istituzionali Angelo Chianese dell’ Università degli Studi di Napoli Federico II ha coordinato la primadelle quattro sessioni previste: “I nuovi orizzonti del digitale: esperienze a confronto”. Tanti i contributi dei relatori, tante le eccellenze del territorio e della vita socioculturale della nostra comunità in settori a volte apparentemente distanti tra loro. Da Luigi Vicinanza, Presidente della Fondazione CIVES – MAV di Ercolano, che ci ha parlato dei “Linguaggi digitali per una Vesuvio valley” a Renata De Lorenzo, Presidente del Polo Digitale degli Istituti Culturali di Napoli, che ci ha narrato il percorso che va “Dalla sperimentazione alla diffusione: bilancio di un investimento collettivo”. Marilù Siragusa, direttore della Biblioteca Universitaria di Napoli, ha incentrato il suo intervento su “Il digitale nella valorizzazione del patrimonio bibliografico campano”. Per finire Isabella Valente, Università degli Studi di Napoli Federico II, ci ha condotti nel mondo di “PORBEC un sistema integrato per raccontare, fruire e monitorare il patrimonio culturale”.

La seconda sessione “Le Istituzioni di cultura e il rapporto con il territorio: strategie e buone pratiche” coordinata da Piergiulio Cappelletti, Direttore del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è aperta con la relazione di Anita Florio, Dirigente Unità Operativa Promozione e Valorizzazione dei Musei e delle Biblioteche della Regione Campania, che ci ha parlato de” La cooperazione quale valore strategico nella politica regionale a favore di biblioteche e musei”. A seguire gli interventi di Maria Iannotti, Vicedirettrice Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III di Napoli, su Biblioteca Nazionale di Napoli: il digitale guardando al futuro” di Antonio Pescapè, Università degli Studi di Napoli Federico II, in merito ad “Innovazione e Terza Missione in Federico II, di Luciano Gaudio, della Università degli Studi di Napoli Federico II, sul “Le attività dell’Università Federico II nell’ex Collegio dei Gesuiti)”. De “La Cappella Sansevero. Un museo privato, un patrimonio comune” ha invece parlato Maria Alessandra Masucci, Presidente del Museo Cappella San Severo, mentre il cavaliere Oscar Carrozzo del Comitato San Gennaro guardia d’onore alla Cripta, ha relazionato su “L’ordine di San Gennaro: tradizione, cultura e arte nel cuore di Napoli”.

Tutte le esperienze in corso dimostrano con i fatti quali benefici possono essere apportati alla gestione e valorizzazione del patrimonio culturale da un utilizzo mirato del digitale al fine di migliorare la qualità dei servizi e ampliare la platea di fruitori.

A coordinare la seconda giornata del convegno dedicata a “Collaborazione e Innovazione: stato dell’arte e opportunità”, è stato Ferruccio Diozzi, già Responsabile del Centro Documentazione del CIRA, che nel suo intervento ha dichiarato: “La pandemia ha condizionato la nostra vita sociale e lavorativa.” Ed ha ribadito la già sottolineata importanza per la cultura di uno strumento come il PNRR: “ utile al fine di progettare e definire l’innovazione tecnologica organizzativa e sociale. Offre un’opportunità ma anche una sfida. Bisogna essere in grado di programmare e organizzare l’innovazione. Ed è qui che entrano in gioco i servizi digitali. Sono necessarie nuove abilità per conseguire visioni d’insieme, logiche di raccordo e capacità di comunicazione e valorizzazione del lavoro culturale”. Di collaborazione tra gli Atenei e di pratiche innovative ha parlato Roberto Delle Donne, Presidente del Centro di Ateneo per le Biblioteche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. A seguire Giuseppina Rubinacci, in qualità di delegata del Polo di Mezzocannone 8, ha raccontato la genesi articolata del Community Center nato nell’ex Collegio massimo dei Gesuiti, una struttura fondata su una fitta rete di collaborazioni, un soggetto culturale attivo sul territorio, come laboratorio di programmi ed iniziative quanto più possibile coinvolgenti, in grado di rendere concreta un’idea di Istituti culturali come luoghi “aperti”, punti di aggregazione sociale e culturale, soprattutto per i giovani.  Al convegno anche il Garante dei detenuti, Samuele Ciambriello, che ha messo in evidenza l’importanza del diritto alla cultura e all’istruzione per persone diversamente libere. È stata poi la volta di Paola Mangone, del Comune di Capaccio- Paestum, che ha elencato tutte le attività e idee legate alla realizzazione della Biblioteca Erica “biblioteca per l’inclusione”. Conclude la sessione l’intervento di Chiara Guida, Insegnante, già Presidente Commissione Scuola del Comune di Napoli, sul ruolo delle istituzioni nell’interscambio tra percorsi scolastici e produzione culturale attraverso la valorizzazione del patrimonio bibliotecario, archivistico e museale.

Nel pomeriggio la tavola rotonda: Gli stakeholder: incontrare la città, coordinata da Raffaele De Magistris, già direttore della Biblioteca Universitaria dell’attuale MIC, ha registrato la convinta presenza di Enrico Tedesco, della Fondazione Regionale Pol.i.s., di  Giuseppe Perna della Biblioteca Annalisa Durante / Patto Locale per la Lettura Reading Forcella, di Graziano Calci Responsabile del Centro Hurtado di Scampia, di Antonella Cristiani dell’Associazione A Voce Alta, di Cesare Moreno, Presidente dell’Associazione Maestri di Strada Onlus, di Luigi Arrigo dell’Associazione San Bonaventura Onlus e di Roberto Malfatti Presidente della Cooperativa Sociale Sepofà.

Il convegno ha voluto mettere a fuoco una pluralità di prospettive e di approcci, avvalendosi appunto del contributo di esperti e di esponenti significativi dei settori interessati.Esiste un legame inscindibile che tiene unite azione sociale, intervento educativo, pubblica lettura e beni culturali e Napoli, con le tante realtà che la popolano e le buone pratiche messe in campo, può a buona ragione candidarsi ad essere un laboratorio di collaborazione interistituzionale.

Tanti gli spunti di riflessione, tante le problematiche emerse: unico comune denominatore tra le diverse realtà presenti la volontà di trovare, attraverso la collaborazione, una soluzione che assicuri il rispetto della nostra identità storica e sociale contemperando assieme tradizione e innovazione. Al di là della crisi congiunturale dei tradizionali apparati pubblici, ad imporre una prospettiva ed un approccio diversi dal passato sono le stesse innovazioni tecnologiche, che hanno nell’ibridazione e nei processi tipici della cosiddetta società liquida i loro punti di forza. La sfida è soprattutto culturale. Nessun semplicismo. Occorre rafforzare ogni accorgimento o pratica che possa rendere concreta e saldamente impiantata questa prospettiva in un’ottica olistica che va oltre la somma delle rispettive risorse. Una intelligente cooperazione pubblico/privato capace di modificare anche gli equilibri di sistemi troppo paludati e incentrati su di una crescita quantitativa piuttosto che qualitativa consente di guardare al futuro con un certo ottimismo, sia per i risultati ottenuti, sia perché combina competenze tecniche molto verticali con una sempre più precisa conoscenza delle dinamiche che regolano l’eterogeneo mondo della cultura e del digitale. Nessuna pretesa di possedere una ricetta valida in assoluto; ma la messa a fuoco di un orizzonte da esplorare per lo sviluppo e il rilancio della cultura a Napoli, questo sì.

Maria Pia Cacace

mariapiacacace@gmail.com

Giuseppina Rubinacci

giuseppina.rubinacci@unina.it

—————————————

Il Polo della Cultura Mezzocannone 8 è nato dalla collaborazione tra Biblioteca Universitaria di Napoli (Ministero della Cultura), Dipartimento di Giurisprudenza (Biblioteca di Diritto Romano) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Società dei Naturalisti in Napoli, che hanno stipulato un apposito Protocollo di intesa. Ad esso partecipano anche il Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche, con i relativi musei, e l’Associazione culturale MineCreative.