Ricordo di Maria Cecaro

 

Il 28 dicembre u.s. ci ha lasciato Maria Cecaro. Bibliotecaria e responsabile di diverse biblioteche e strutture in tutta Italia, per anni Direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli, la ricorda qui Maria Angarano che con Cecaro collaborò intensamente.

Maria Cecaro è stata una grande Direttrice. Ma è stata anche una grande bibliotecaria. Ha operato in un periodo cruciale, di transizione da un mondo lavorativo basato sul cartaceo, alle prime, sommesse avvisaglie di altri orizzonti, che avrebbero poi portato all’exploit digitale.

Ha, in qualche modo, collegato il periodo storico dei personaggi, per così dire, monumentali (Guerrieri, Mazzoleni, Maiuri…) con le Direzioni necessariamente manageriali dei tempi più recenti. Ha quindi vissuto in prima persona i mutamenti e i nuovi assetti della biblioteconomia.

Oltre a ciò, all’interno della sua carriera, è stata protagonista di vicende che hanno sconvolto, tra l’altro, anche il mondo delle biblioteche, come il terremoto del 1980, la cui gestione è forse paragonabile a un percorso di guerra (l’esperienza a Napoli del secondo conflitto mondiale), o a un avvenimento altrettanto traumatico come l’alluvione di Firenze del 1966, dove chi scrive ha iniziato il proprio itinerario di lavoro, due anni dopo. Due eventi naturali, entrambi funesti anche per le istituzioni bibliotecarie delle due città, i cui Direttori, Emanuele Casamassima alla Nazionale Centrale di Firenze, e, appunto, Maria Cecaro alla Nazionale di Napoli nel 1980, hanno dovuto spendere le loro energie per salvaguardare i tesori a loro affidati, e restituirli poi al loro splendore.

Maria Cecaro sicuramente ha tenuto presente la lezione della sua antica maestra Guerriera Guerrieri, salvatrice, durante la guerra, del patrimonio bibliografico della Biblioteca Nazionale di Napoli. Ha dovuto inventarsi anche lei luoghi sicuri per proteggere gli antichi volumi, le sontuose scaffalature, e, non ultimi, gli studiosi cui era necessario poter garantire la continuità delle ricerche.

Chi scrive, a fianco di Maria Cecaro in quegli anni, ricorda la sua particolare attenzione alla messa in sicurezza di quello che è il più importante documento di possesso del materiale librario, il registro d’ingresso, prova inconfutabile dell’appartenenza all’Istituto, imperdibile soprattutto in quegli anni di possibile dispersione del patrimonio bibliografico.

L’esperienza lavorativa di Maria Cecaro segue però un percorso non solo temporale, ma anche, si potrebbe dire, spaziale, attraverso la direzione delle più prestigiose biblioteche di ogni parte d’Italia, dalla Soprintendenza bibliografica per la Sardegna a quella del Veneto orientale e della Venezia Giulia, dalla Biblioteca Nazionale di Bari alla Alessandrina di Roma, e, infine, dal 1 settembre 1978, alla Nazionale di Napoli. Ha visto, quindi, e curato, da Direttrice, ma, come si è detto, anche da bibliotecaria, le istituzioni bibliografiche e le città di cui quelle sono testimonianza e ornamento.

Si è detto della Direttrice, si è detto della bibliotecaria, ma bisogna anche parlare della persona. E’ stata, e così la si deve ricordare, una donna estremamente cordiale, pronta a dare fiducia ai suoi collaboratori, ad accettare proposte innovative, a stimolare la curiosità e l’apprezzamento del pubblico con eventi culturali quali la Mostra sulla donna dell’8 marzo 1980, o il ricordo di Salvatore Di Giacomo, a lungo bibliotecario proprio alla Nazionale di Napoli, nel cinquantenario della morte nell’aprile del 1984, ricordo illuminato dalla abbagliante “visione in presenza” di Eduardo.

Buon viaggio Maria: il tuo insegnamento, e credo di poter dire il tuo affetto, è per noi prezioso e insostituibile.          

Maria Angarano

Maria.angarano@libero.it