Libri per la legalità, libri per la vita

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo sull’iniziativa “Lo scaffale di Annalisa” inaugurato a Napoli il 14 febbraio

Nel ricordo della vittima innocente di camorra Annalisa Durante, il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” nella Biblioteca di Diritto Romano, ha inaugurato il 14 febbraio, uno scaffale di libri in sua memoria. Lo scaffale ospita già 250 libri raccolti dall’ Associazione Annalisa Durante e donati al Dipartimento: sono libri che parlano di legalità, di diritti violati, della storia di Annalisa e di altre vittime di violenza.

Tanti i donatori di parole che hanno condiviso l’iniziativa con il desiderio di accompagnare Annalisa all’Università, posto in cui avrebbe avuto diritto ad essere e nel quale farà ingresso con i libri a lei dedicati, per sottolineare la forza ed il primato della cultura contro ogni violenza. Lo scaffale verrà continuamente aggiornato con nuovi testi e i libri potranno essere letti e consultati non solo dagli studenti universitari ma anche da quelli di ogni ordine e grado.

Questa iniziativa si colloca nell’ambito delle attività di Terza missione che il Dipartimento di Giurisprudenza rivolge al territorio: comunicare e disseminare la conoscenza attraverso un rapporto diretto. L’università non è solo didattica e ricerca, è attenzione alla “crescita della coscienza civile degli studenti”: è ascolto, dialogo e comprensione. L’Ateneo ha visto rafforzato il suo ruolo di motore/catalizzatore per lo sviluppo della comunità e di attore impegnato nelle azioni che hanno come obiettivo la lotta alle situazioni di svantaggio locale e regionale, alle disuguaglianze che affliggono il territorio e la valorizzazione della ricchezza delle differenze culturali attraverso una serie di azioni divulgative. 

Nell’ambito di questa missione le biblioteche accademiche hanno un ruolo importante: possono fungere da educatrici e contribuire alla crescita e al consolidamento della comunità rendendo disponibile un luogo che per vocazione è aperto a tutti, inclusivo, multiculturale nel quale proporre modelli educativi orientati al confronto, a sollecitare forme di responsabilità sociali e di restituzione del territorio.

L’iniziativa dello “scaffale di Annalisa” ha una duplice dimensione: quella umana, empatica verso una tragedia immensa, l’altra di tipo culturale che è generativa. “Annalisa all’università” è la contaminazione di due mondi: apre un portale creando una connessione tra le biblioteche accademiche e quelle di pubblica lettura: agli utenti tradizionali delle biblioteche accademiche, i membri della Comunità fridericiana, aggiunge quelli delle scuole di ogni ordine e grado.

Da sempre luoghi di connessione, di conoscenza condivisa e generativa, di relazioni, le biblioteche accademiche, in uno scenario inusuale, escono dalla tradizionale visione autoreferenziale di luoghi della cultura per assumere un ruolo sociale accanto a quello culturale. Ne nasce un modello di biblioteca impegnata nel territorio, inclusiva e più collaborativa, maggiormente coinvolta nell’ incentivare lo sviluppo locale nelle sue molteplici dimensioni, aperta ai bisogni delle comunità e nella consapevolezza della sua funzione, impegnata ad elaborare progetti e attività di sensibilizzazione, di integrazione sociale e territoriale.

La Biblioteca di Diritto romano fa parte del Polo della Cultura di Mezzocannone 8, a cui hanno aderito anche la Biblioteca Universitaria di Napoli, la Società dei Naturalisti in Napoli, l’Associazione culturale Minecreative e i Musei scientifici dell’università di Napoli “Federico II” e la sezione Campania dell’AIB. Una partnership che grazie all’apporto di istituzioni appartenenti ad amministrazioni diverse moltiplica gli effetti delle azioni educative e culturali messe in campo e che rivolgono particolare attenzione a quelle situazioni di fragilità e di disagio di certe fasce della comunità cui presta voce.

Rendendo disponibile uno spazio fisico di aggregazione, un Community center, stiamo costruendo un patto di alleanza con la comunità in cui siamo radicati, con le organizzazioni culturali, gli enti locali, le scuole, le biblioteche pubbliche e specialistiche, gli archivi e i musei per diffondere la conoscenza, agire sul tessuto sociale e creare opportunità a vantaggio dell’intera collettività. E sono le opportunità a creare la possibilità di scegliere in maniera autonoma, critica e libera, a determinare l’acquisizione di competenze utili nella vita e nel lavoro, consentire la partecipazione consapevole alle scelte democratiche del proprio paese.

Possiamo essere un laboratorio di biblioteca diffusa. Lanciamo il sasso.

“La maggioranza delle informazioni e dei ragionamenti che costituiscono la cultura dell’umanità è tuttora conservata soltanto nella forma più sicura e sperimentata, il libro”

Questa è una storia che sta generando tanti inizi.  Nel ricordo di Annalisa. Per il mondo di Annalisa.

Giuseppina Rubinacci

Giuseppina.rubinacci@unina.it