Il 3 ottobre scorso ha avuto luogo, presso la sede romana di Editori Laterza, il seminario, promosso dalla casa editrice e dal Forum del libro, Quanto contano i libri?. Al seminario sono state invitate a intervenire come rappresentanti AIB sia l’attuale presidente nazionale Laura Ballestra che Rosa Maiello, presidente nazionale dell’associazione dal 2017 al 2023.
Diversi professionisti del libro e della lettura – tra cui editori, bibliotecari, professori universitari, librai, giornalisti, ricercatori, rappresentanti di associazioni di settore ‒ hanno avuto modo di confrontarsi sul tema oggetto del seminario: quanto nella società attuale ‘contano’ i libri? Qual è l’impatto esercitato dai libri e dalla lettura sulle persone nella società contemporanea? Qual è il ruolo e quali sono le responsabilità dei professionisti e delle associazioni che lavorano con il libro e con la lettura?
L’idea di organizzare il seminario, coordinato da Giuseppe Laterza e introdotto da Maurizio Caminito, Marino Sinibaldi e Giovanni Peresson, è nata a seguito di un preciso evento occorso nel torrido agosto appena passato: l’uscita sulla testata online «Linkiesta» di due articoli della giornalista Guia Soncini[1] sulla sostanziale irrilevanza dei libri: «non contano niente e non li legge più nessuno».[2]
I due articoli, ci raccontano in apertura del seminario Maurizio Caminito e Giuseppe Laterza, hanno acceso un intenso dibattito all’interno della chat dei soci del Forum del Libro, cui è seguita la volontà di organizzare un seminario che avesse una peculiare specificità: riunire attorno a un unico tavolo diversi relatori e un pubblico che rappresentassero le differenti professioni – e quindi le diverse visioni, priorità, prospettive – che si muovono attorno al mondo del libro e della lettura.
Molti interventi, brevi ma densi, si sono susseguiti, e ognuno di essi ha posto ai partecipanti nuovi, diversi, ma sempre collegati, interrogativi: «Come si misura l’influenza di un libro?» domanda Laterza, «Qual è la definizione di lettore?», chiedono sia Peresson che Emanuela Bologna, ricercatrice di Istat, «Quanta e quale rilevanza hanno oggi i libri e per quante persone?» domanda Solimine.
La Presidente di AIB Laura Ballestra ha sottolineato l’importanza di ragionare di qualità della lettura e di abitudini alla lettura: «La lettura è fondamentale perché quando è lettura profonda aiuta a sviluppare creatività, a costruire complessità nei nostri ragionamenti e a mantenere attenzione e concentrazione, in un mondo di continue rapide sollecitazioni. Chiediamo impegno costante su questi tempi da parte della politica non solo in ragione degli attuali numeri di lettori, tanti o pochi che siano, ma per il valore intrinseco dell’esperienza. Biblioteche ben dotate a livello di collezioni, ma soprattutto bibliotecari professionisti e preparati sono fondamentali nel nostro Paese per garantire a tutti la possibilità di coltivare e mantenere un’abitudine alla lettura. La lettura è un’attività concorrenziale ad altre esperienze in termini di tempo, soprattutto per giovani adulti e adulti. Su questo pubblico di giovani adulti e adulti tutto il sistema delle biblioteche – non solo le biblioteche pubbliche, ma quelle scolastiche, con tutti i grossi limiti attuali, e le universitarie – deve puntare per incidere sulle abitudini di lettura nel tempo.»
Rosa Maiello ha messo in rilievo che, per quanto riguarda le biblioteche, qualsiasi tipo di attività e iniziativa non può prescindere da una maggiore attenzione a livello politico in termini di risorse umane e economiche. Solo così infatti i cittadini possono essere messi nelle condizioni di vedere nelle biblioteche un punto di riferimento fondamentale per la propria crescita culturale e sociale. Giovanni Solimine, come anticipato, ha sottolineato che più che ragionare sul dato quantitativo relativo al numero di persone che leggono almeno un libro all’anno, è utile al dibattito studiare le motivazioni che si celano dietro al perché le persone trovano rilevante dedicare il proprio tempo alla lettura.
Il mondo delle biblioteche e dei bibliotecari è stato più volte evocato nel corso del seminario anche da parte di professionisti non strettamente connessi al settore, a dimostrazione del ruolo strategico che le biblioteche possono esercitare.
Agli interventi di Laura Ballestra, Rosa Maiello e Giovanni Solimine, si è affiancato infatti quello di Flavia Piccoli Nardelli, già deputata e presidente della Commissione Cultura, scienza e istruzione alla Camera, che ha posto l’attenzione sull’assoluta necessità di investire sulle biblioteche scolastiche, e quello di Giulia Sallusti, attiva libraia romana, che ha sottolineato la pressante esigenza che librerie, biblioteche e editori lavorino e collaborino per determinare, insieme, il futuro dei libri e della lettura.
[1] Guia Soncini. Il caso Murgia. I social, l’irrilevanza dei libri e il futuro del mercato degli intellettuali. «Linkiesta», 19 agosto 2023, <https://www.linkiesta.it/2023/08/michela-murgia-libri-tre-ciotole/> e Ead., Ultimo, si stampiGli editori irritabili e l’effetto Fontana di Trevi del commercio librario. «Linkiesta», 21 agosto 2023, <https://www.linkiesta.it/2023/08/libri-vendite-gfk-dati-mercato/>. Ultima consultazione 04/10/2023.
[2] Con queste parola Marino Sinibaldi riassume i contenuti dei due articoli citati di Guia Soncini. Si cfr. Marino Sinibaldi. Perché un libro fa (ancora) casino. «Il Post», 24 agosto 2023, <https://www.ilpost.it/2023/08/24/sinibaldi-perche-un-libro-fa-ancora-casino/>. Ultima consultazione 04/10/2023.
Maddalena Battaggia
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