Una nota sull’attività dell’IFLA European Regional Division a Rotterdam

Da Stefano Parise riceviamo e volentieri pubblichiamo

L’attività dell’European Regional Division (ERD) al congresso IFLA di Rotterdam lo scorso agosto è iniziata sabato 19 con un satellite meeting organizzato in collaborazione con Eblida, Naple e PL2030 che si è tenuto nella biblioteca pubblica centrale della città ospitante. L’incontro mirava in primo luogo a individuare i temi su cui sviluppare la collaborazione e il lavoro comune fra le associazioni che a livello europeo si occupano di biblioteche. Uno dei temi al centro della discussione è stato l’inserimento delle biblioteche nel working plan per la cultura della Commissione Europea, un’opportunità che potrebbe concretizzarsi nel prossimo triennio e prevedere anche una linea di finanziamento dedicata.  Un altro tema ha riguardato le prossime elezioni europee del 2024 che possono essere una importante opportunità per le biblioteche di diventare più visibili e di inserire i loro obiettivi nelle agende dei candidati e dei partiti che si contendono i seggi al parlamento europeo. L’ultimo argomento che ha monopolizzato la discussione è stato quello della crisi delle democrazie europee, della avanzata del populismo e della attività che le biblioteche dovrebbero attivare per contribuire a difendere i principi fondanti della loro missione istituzionale. I racconti di colleghi dei “mitici” paesi del nord Europa (Svezia e Finlandia), in cui recentemente sono entrati nelle coalizioni di governo partiti apertamente populisti e xenofobi che pongono sfide inedite per biblioteche e bibliotecari, hanno rappresentato uno shock perché le biblioteche iniziano ad essere letteralmente sotto attacco perché baluardi di libertà e di inclusione. La difesa dei bibliotecari che diventano bersagli di aggressioni (per ora) verbali sui social è stata individuata a livello europeo come una priorità. L’attivismo delle biblioteche sui social per contrastare le fake news con informazioni controllate e attendibili ha registrato invece posizioni contrastanti.

I temi discussi nell’incontro confluiranno nel piano d’azione 2023-2025 dell’European Regional Division.

Un altro argomento scottante, discusso durante la riunione dell’ERD che si è tenuta domenica 20 agosto, ha riguardato la scelta del Governing Board IFLA di tenere il prossimo congresso annuale a Dubai. Numerose sono state in questi mesi le perplessità, le voci che si sono levate per chiedere a IFLA di ripensarci e le prese di posizioni contrarie, che nel corso dell’incontro sono state ribadite. Molte associazioni – come ad esempio quella svedese, tedesca, finlandese – hanno annunciato che non sosterranno economicamente la partecipazione dei loro iscritti, altre – come l’AIB – hanno chiesto ad IFLA di rivedere la decisione, altre – i francesi – hanno annunciato che non parteciperanno per protesta, altre ancora stanno valutando se uscire da IFLA. In generale i bibliotecari europei e nord americani sono divisi sull’opportunità di partecipare; di tutt’altro tenore le posizioni di alcune associazioni non europee, come quella russa e, più in generale, quelle asiatiche.

La contrarietà riguarda la negazione dei diritti umani da parte degli Emirati Arabi nei confronti delle donne e da comunità LGBT, nonché il fatto che non è tollerabile che il paese ospitante decida quali argomenti possono essere discussi durante il congresso.

La scelta compiuta ha evidenziato che c’è un problema nel modello di finanziamento dei congressi IFLA, che sono molto costosi e impongono di individuare sedi in grado di sostenere investimenti ingenti; alcuni hanno evidenziato che IFLA dovrebbe ripensare la struttura e la periodicità delle sue conferenze e lavorare con maggiore intensità sulla comunicazione e sulla fiducia dei suoi membri.

Il prossimo congresso IFLA è stato anche al centro del Caucus dei delegati italiani, che ha avuto una buona partecipazione (23 delegati)

La sessione pubblica organizzata dall’ERD nell’ambito del programma del congresso è stata dedicata a “Biblioteche europee: Piattaforme per la democrazia” e ha visto la partecipazione di Stuart Hamilton, coordinatore ERD e membro neo eletto del Governing Board, di Gvantsa Jobava, vicepresidente dell’Associazione internazionale degli editori, di Delia Dumitrica dell’Università Erasmus di Rotterdam e di Veena McCoole, responsabile del marketing e delle comunicazioni di Newsguard.

Stefano Parise