Biblioteche tra memoria e innovazione: a Capua un seminario, tanti spunti

Le biblioteche sono luoghi di inclusione e democrazia che offrono accesso a informazioni e servizi per tutti, sono spazi di incontro e aggregazione, di memoria e di innovazione dove le persone possono imparare nuove cose, condividere esperienze e sviluppare nuove competenze. Il 23 settembre 2025 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi  Vanvitelli” si è tenuto il Seminario “Biblioteche luogo di inclusione e democrazia: tra memoria e innovazione”, inserito nel Bibliopride 2025 di AIB. Il seminario è stato una occasione di approfondimento delle caratteristiche delle biblioteche contemporanee  con una attenzione particolare alle esperienze acquisite in provincia di Caserta nei vari comparti.

Hanno aderito in sinergia col Dipartimento di Economia della Vanvitelli: la Provincia di Caserta, il Comune di Capua, l’AIB Sezione Campania, Stati Generali della Cultura in Terra di Lavoro, Capua Città che Legge, Il luogo della lingua Festival, il Museo Campano, l’associazione storica del Caiatino, Aversa Terra dei Libri, Mine Creative, Museo Olivetti, Maestri del Lavoro, Associazione Artedonna, Associazione “Casa di Lucia”.

Componenti del comitato organizzativo sono stati: Clelia Buccico, Maria Rosatia Alfano, Laura Castaldi, Fabrizio di Girolamo, Rosaria Lombardo, Maria Cristina Pietronudo, Ludovico Solima, Rachele Arena, Rossana Palumbo, Francesco Di Maio, Paolo Mandato, Ferruccio Diozzi, Ilaria Cervo, Vanna Battista. Ad aprire il Seminario sono stati i saluti istituzionali di Maria Antonia Ciocia, Direttrice del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Maria Rosaria Alfano, Presidente della Commissione Terza Missione del Dipartimento di Economia dell’Università Vanvitelli, di Vincenzo Corcione, Assessore alla Cultura del Comune di Capua. Gianni Solino ha portato i saluti  di Anacleto Colombiano, Presidente della Provincia di Caserta. Non è mancato l’indirizzo di saluto di Laura Ballestra, Presidente AIB.

Nella prima sessione dal titolo “La memoria e l’innovazione nelle biblioteche contemporanee”, moderati da Pio Manzo, Presidente AIB, Sezione Campania, sono intervenuti Maria Pia Cacace, Cen AIB e Anna Busa, Docente presso Università degli Studi di Bologna.

Nella seconda sessione da titolo “Le biblioteche di tutti e per tutti: esperienze in Terra di Lavoro”, moderati da Ferruccio Diozzi, sono intervenuti per le biblioteche di pubblica lettura: Paolo Mandato, studioso di sistemi bibliotecari, documentali e informativi e Gianni Solino, Direttore del Museo Campano di Capua; per le biblioteche Ecclesiastiche: Luigi Arrigo, Direttore della Biblioteca Diocesana San Tommaso d’Aquino di Piedimonte Matese; per le biblioteche accademiche: Rachele Arena,  Responsabile della Biblioteca di Economia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”; per le biblioteche sociali: Assunta Aulicino, Presidente Associazione “A casa di Lucia”; per le biblioteche private: Maria Guida, Direttrice della Biblioteca “Ing. P. Guida” e Presidente dell’ETS Il Giardino Segreto di Roccaromana.

Giuseppe Bellone di  Capua il Luogo della Lingua Festival – Patto per la Lettura e Vincenzo Corcione, Assessore alla Cultura del Comune di Capua sono poi intervenuti sul tema della candidatura della città di Capua come Capitale Italiana del Libro 2027.

Il Seminario è stato un importante confronto tra docenti, bibliotecari dei vari comparti, volontari che a vario titolo supportano il mondo dei libri e delle biblioteche. Sono emersi alcuni punti significativi che delineano il ruolo delle biblioteche contemporanee e le prospettive future. La biblioteca contemporanea certamente deve valorizzare la conservazione ma al contempo è una biblioteca aperta all’innovazione e alla sostenibilità e sono proprio queste ultime due componenti che la rendono davvero una biblioteca luogo di democrazia e di inclusione.  Nela biblioteca contemporanea figlia della nuova società dell’informazione troviamo 4 spazi:

1) spazio di apprendimento, la scoperta;

2) spazio d’incontro, la partecipazione;

3) spazio di ispirazione cui è associata l’esperienza;

4) spazio performativo in cui troviamo la creatività.

Il processo trasformativo di questi anni ha creato le condizioni di un incontro tra spazio fisico e digitale in una nuova dimensione phygital (fisica e digitale) in cui fisico e digitale si incontrano ma restano distinti.

Il concetto di “onlife”, neologismo introdotto da Luciano Floridi e tema affrontato anche da Anna Busa, proietta la biblioteca in una dimensione in cui iconfini tra fisico e digitale si sfumano. Si crea così una continuità esperienziale che è al contempo immersiva e senza barriere. In questa visione si può ipotizzare che la Biblioteca “onlife’ abbracci e amplifichi ciascuno dei 4 spazi. L’utente non distingue più  tra online e offline muovendosi in un ambiente unico e continuo. Oggi le persone sui social e nella nuova società dell’informazione sono diventate i nuovi data subject. Questa esperienza “onlife” non significa semplicemente offrire risorse digitali ma piuttosto creare una biblioteca che l’utente possa “abitare” senza percepire limiti tra fisico e virtuale. In questo modo le attività legate ai 4 spazi trovano nuove declinazioni. Punti di forza di una biblioteca “onlife” sono: stimolare l’autonomia e l’affiliazione degli utenti alla biblioteca; stimolare le proposte degli utenti e dunque la partecipazione civica; ampliare la comunità che fruisce delle risorse e dei servizi della biblioteca.

È ormai tempo che l’attenzione si sposti dal digital divide al cosiddetto knowledge divide: occorrerebbe chiedersi a che punto si è nello sviluppo di una certa cultura digitale e quali strumenti – cognitivi, analitici, di difesa – una società è in grado di fornire ai propri membri per metterli nella condizione di vivere al meglio e approfittare delle opportunità offerte dalla propria vita onlife.

L’adozione di sistemi di intelligenza artificiale (IA) sta crescendo rapidamente offrendo alle biblioteche l’opportunità di avere un impatto significativo sulla società sfruttando al meglio queste tecnologie e mitigandone i rischi. Le biblioteche consapevoli del loro ruolo sociale devono agire per rimanere rilevanti nell’era dell’intelligenza artificiale. Per farlo è necessario investire in formazione continua e destinare risorse dedicate all’integrazione dell’IA nei servizi bibliotecari. L’obiettivo è migliorare l’efficienza operativa e arricchire l’esperienza degli utenti assicurando che le biblioteche mantengano il loro ruolo centrale all’interno delle comunità in un contesto che si delinea sempre più digitale.

Durante il seminario a questi macro temi si sono aggiunti anche altri punti che si riportano qui di seguito brevemente: la necessità di dialogo e confronto tra le biblioteche dei vari comparti; la richiesta alle biblioteche accademiche di supportare il territorio nella formazione di base e nell’aggiornamento bibliotecario in  sinergia con AIB e Regione; -la necessità per le biblioteche accademiche di aprirsi al territorio potenziando le politiche accademiche della terza missione.

Rachele Arena