Il 19 settembre u.s. sulla piattaforma Meet dell’AIB, si è svolta un’interessante presentazione del gruppo europeo di lavoro OMC, Open Method of Coordination.
Il gruppo, costituito dalla Commissione Europea con esperti designati da diversi stati dell’Unione, agisce in accordo alle priorità definite nella risoluzione del Consiglio dell’UE per la cultura 2023-2026, adottata il 29 novembre 2022. L’obiettivo fissato è quello di definire forme di rafforzamento dei ruoli delle biblioteche pubbliche e di promozione delle loro attività. Il nostro Paese, attraverso il Ministero della Cultura, ha designato come rappresentanti per l’Italia Umberto D’Angelo, ex direttore della Biblioteca Angelica e della Biblioteca statale Antonio Baldini, e Daniela Fugaro, direttrice della Biblioteca Universitaria Alessandrina. In accordo alle prescrizioni europee e con l’attiva collaborazione dell’ AIB, è stato inoltre costituito un gruppo italiano di supporto.
Introdotti dalla presidente Laura Ballestra e da Stefano Parise (che è delegato AIB per le politiche bibliotecarie europee) Umberto D’Angelo e Daniela Fugaro hanno presentato lo stato di avanzamento del rapporto definito dal gruppo di lavoro.
E’ stata illustrata la bozza avanzata del rapporto frutto di numerose riunioni svoltesi sia in presenza che in sedi UE. I membri italiani hanno richiesto commenti e suggerimenti su integrazioni e modifiche eventuali da discutere con i colleghi europei. Ciò tenendo presente che il rapporto va presentato ai decisori politici comunitari entro la fine dell’anno.
Partendo dall’assunto di base dell’ “utilità” delle biblioteche nel XXI secolo il rapporto descrive, nelle diverse sezioni, i perché dell’utilità delle biblioteche, ponendo particolare attenzione alla compresenza di compiti “tradizionali” e “nuovi”; evidenzia le condizioni al contorno necessarie perché le biblioteche siano “utili”; sottolinea i gap da colmare. Accanto al rapporto vero e proprio un allegato illustra buone pratiche europee, programmi e progetti finanziati particolarmente significativi, strumenti per la valutazione e per l’autovalutazione dei sistemi bibliotecari.
Uno sforzo importante dunque compiuto in sede europea con attenzione alle azioni da intraprendere per lo sviluppo dei sistemi bibliotecari e alla complessità dell’Unione che, anche in questo settore, presenta situazioni differenziate che vanno conosciute e armonizzate.
Ferruccio Diozzi
Ferruccio.diozzi@aib.it



