Dal Coordinamento nazionale dei professionisti collaboratori esterni MIC riceviamo e pubblichiamo.
Il Coordinamento nazionale dei professionisti collaboratori esterni (2021-2024) delle Direzioni Generali ABAP, Musei, Biblioteche e Diritto d’Autore ha inviato una lettera aperta al Ministro della Cultura Alessandro Giuli, denunciando la svalutazione delle competenze tecnico-scientifiche nei recenti bandi di reclutamento del MiC. La missiva evidenzia come l’abbassamento dei requisiti formativi – dalla sola laurea per funzionari tecnici al diploma per assistenti – e l’esclusivo ricorso a test a risposta multipla, ignorino titoli post-universitari e anni di esperienza concreta.
Al centro dell’appello sta l’importanza cruciale della formazione universitaria di terzo livello (specializzazioni, dottorati), consolidata dalla pluriennale attività di lavoro sul campo che ha integrato e potenziato gli uffici ministeriali carenti. Archeologi, ingegneri, storici dell’arte, architetti, bibliotecari e restauratori sottolineano come tali professionalità abbiano assicurato tutela interdisciplinare e scientifica, in linea con l’art. 9 della Costituzione e il D. Lgs. 42/2004. “La tutela non è generica, ma richiede specialisti formati da percorsi accademici elevati e pratica operativa, valore aggiunto insostituibile per la Pubblica Amministrazione”, affermano i firmatari, ricordando il supporto a soprintendenze e musei durante le emergenze organiche.
La lettera critica la Circolare n. 133/2025 (ritirata) e bandi come quello per 1.800 assistenti e 577 funzionari, che escludono valutazioni di titoli ed esperienze, rischiando di assegnare compiti specialistici a personale inadeguato e compromettendo l’eccellenza italiana nell’approccio alla tutela del patrimonio culturale. Il Coordinamento sollecita la creazione di un tavolo di concertazione per valorizzare il servizio prestato e garantire selezioni coerenti con la complessità della gestione e della tutela del patrimonio culturale.



