Il 10 aprile 2013 si è svolta la premiazione del VI Booktrailer film festival, concorso per studenti delle scuole superiori italiane bandito dal Liceo scientifico statale Annibale Calini di Brescia. Ospite d’onore l’originale e sofisticato critico Enrico Ghezzi, per la televisione conduttore di “Fuori orario” e ideatore di “Blog”. Fra i quarantun lavori presentati la giuria ha premiato nell’ordine gli inviti all’”Anfitrione” di Plauto, alla “Metamorfosi” di Kafka e ai Racconti di Poe. Il premio del pubblico viene assegnato il 13 maggio dagli spettatori che in sala visionano i dodici finalisti, preselezionati con libera votazione sul sito del festival http://www.booktrailerfilmfestival.it
Se il trailer di un film è la successione di brevi sequenze scelte e montate per la loro capacità di attrarre e serve a pubblicizzarlo per l’imminente programmazione, analogamente il booktrailer intende invitare alla lettura di un libro (di un’opera, più esattamente), con la complicazione e la suggestione che non usa il linguaggio verbale del prodotto promosso, ma quello audiovisivo.
I booktrailer editoriali promuovono la vendita di un prodotto, mentre lo scopo esplicito del festival è di creare strumenti di promozione della lettura. Nato nel 2007, il festival ha scommesso sull’amore per i libri che gli studenti possono coltivare, ben oltre il faticoso e per molti demotivante obbligo di studio dei manuali scolastici; su passioni che si possono trasmettere e possono diventare contagiose. Ha individuato nel filmato breve (massimo 4 minuti) il linguaggio espressivo efficace, perché immediato e attraente; nella sua creazione l’avvincente impegno a cimentarsi con tecnologie informatiche cui i ragazzi sono già avvezzi, da combinare con il lavoro di sceneggiatura, scenografia, recitazione, etc., che è tutto da imparare. Esercitazione dunque prevalentemente sul linguaggio cinematografico – creatività e tecnica – che esige anche la capacità di collaborare fra più persone. Ma sotto a tutto sta la fascinazione che la lettura di un libro ha fatto esplodere e non basta l’entusiasmo di una scoperta e di un godimento estetico e intellettuale. Come, che cosa dire di un testo, della sua ricchezza e complessità, se non anche della stratificazione storica della sua recezione, in una manciata di immagini? Trama, temi, personaggi, atmosfera, contenuti, stile, contesto storico e geografico, ideologia, voci, suoni, colori, e chissà quanto altro? Tutto può essere adatto. Certo, del testo bisogna acquisire una comprensione ampia e sufficientemente profonda, farsene avvolgere e insieme coglierne o inventare l’idea guida che ne rappresenti in nuce il valore essenziale o preminente e si presti ad una comunicazione convincente. Ecco la chiave di partenza per realizzare un consiglio di lettura che colga davvero la qualità dell’opera e l’apprezzamento del lettore. Il risultato è, in ogni caso, un’esperienza educativa che ha il senso di un lavoro compiuto e intreccia competenze disciplinari diverse. La luce che viene portata sulla lettura è di avviamento intelligente e appassionato per i fruitori del trailer, di immersione partecipe e critica per gli studenti che lo creano.
Osservando le opere scelte dagli studenti, in questo e nei passati concorsi, troviamo una netta prevalenza di testi narrativi, ma non mancano esempi di opere drammatiche e poetiche, di saggi e biografie. Fra gli autori sono rappresentati sia i contemporanei (da Ammaniti, a Foer) che i classici moderni e del Novecento (da Cervantes a Calvino). Grande la varietà di stile nelle realizzazioni: si va dalla sequenza di sole immagini fisse e didascalie, all’uso di spezzoni tratti da altri video, alla produzione in proprio con attori scene e costumi creati ad hoc. Le musiche, a volte eseguite dagli studenti stessi, tendono a sottolineare le atmosfere che le immagini suggeriscono; non abbonda la lettura di passi scelti, forma più tradizionale di promozione di un testo. Altrettanto vario il legame con il libro: si va da un minimo di informazione, perché tutto è lasciato alla suggestione audiovisiva, a poche citazioni rappresentative che introducono intercalano o chiudono il filmato, a riprese di giudizi autorevoli (meno apprezzati perché non originali), alla scelta di un episodio emblematico o problematico, fino a vere prove di sintetica messinscena, senza la conclusione, da lasciare a stimolo della curiosità. Elementi allusivi prevalgono su quelli descrittivi: non si tratta di fare sintesi, esprimere giudizi, ma di trasmettere il piacere e l’arricchimento ricevuti dalla lettura.
Al concorso hanno partecipato studenti di varie regioni, non molti fuori Brescia, segno che il valore dell’iniziativa non ha ancora contagiato la scuola italiana e si auspica una adesione più diffusa. Il Booktrailer film festival per questo intrattiene collaborazioni con vari enti pubblici e privati interessati alla lettura e con sale cinematografiche, offre momenti formativi per insegnanti e studenti nella convinzione che il booktrailer abbia una forte valenza educativa e didattica. Nel marzo 2013 è stato invitato a Cortinametraggio, affermata rassegna nazionale del cortometraggio, nella nuova sezione dedicata ai booktrailer. In mezzo a professionisti del cinema e della pubblicità, gli studenti bresciani hanno presentato un’idea differente, che valorizzi le sensazioni ricevute dalla lettura del libro e ne presenti una trasposizione visuale secondo una libera poetica personale ad esso ispirata, attenta cioè alla verità di una scintilla che si è accesa, che è pure l’impatto più efficace sullo spettatore.
Per biblioteche e bibliotecari? Una bella opportunità di confronto e collaborazione.
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