Conferenza EBLIDA “Sense and Sustainability: From Goals to Action in Week 17. Libraries as partners for a sustainable future”, Praga, 21-22 aprile 2026

Calcato sul titolo del celebre romanzo di Jane Austen, il tema scelto dalla Conferenza annuale di EBLIDA (the European Bureau of Library, Information and Documentation Associations) è stato lo sviluppo sostenibile in biblioteca. Ospitata negli splendidi locali della Biblioteca nazionale e della Biblioteca municipale di Praga, la conferenza è stata denominata Week 17, perché sponsorizzata dall’Associazione danese Week 17, il cui intento è formare una rete europea di biblioteche focalizzate sull’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Quanto segue è la cronaca e la valutazione dei risultati della Conferenza.

Mi sia consentito dapprima descrivere le sedute d’inizio e di fine conferenza. Keynote speaker è stato Lukáš Houdek, documentarista, fotografo, attivista e giornalista ceco. La produzione creativa di Houdek porta su temi legati alla corporeità e all’intimità, come i podcast Hrana, che esaminano l’immagine corporea maschile, la serie Kult, che descrive l’esperienza del corpo nelle persone omosessuali, e le interviste realizzate a pedofili in un programma avente come titolo Mlčení (Silenzio). L’intervento di Houdek, provocante e fortemente centralizzato sulla diversità umana e sociale, ha toccato corde profonde nell’uditorio, anche perché legato all’esperienza biografica del protagonista, le cui sevizie subite durante l’infanzia sono state riscattate grazie appunto alla creazione artistica.

A chiusura conferenza è stato proiettato il documentario The Librarians, con la regia di Kim A. Snyder. Il film descrive la lotta alla censura intrapresa dai bibliotecari statunitensi soprattutto in Florida e Texas, dove movimenti di estrema destra svolgono azioni intimidatorie in particolare nelle biblioteche scolastiche. Il documentario entra nel dettaglio della famigerata “Lista Krause”, una lista di libri proibiti di oltre 850 titoli, molti dei quali incentrati sulla razza e sulle vite LGBTQ+, e stigmatizza l’egemonia ideologica esercitata in alcuni consigli scolastici locali da un’agenda politica alimentata dal nazionalismo cristiano. Mettendo a rischio il proprio posto di lavoro, e talvolta perdendolo, i bibliotecari statunitensi si sono battuti per la difesa del libero accesso alle idee e alle informazioni nella pratica del lavoro quotidiano così come nelle aule di tribunale. The Librarians è un documento agghiacciante e commovente; la sua produttrice indipendente Sarah Jessica Parker riceverà il premio PEN / Audible Literary Service Award.

Le sessioni “tecniche” della conferenza prevedevano un Panel Multi-prospettico con discussione incentrate sull’azione bibliotecaria generata dagli Obiettivi SDG, una serie di cinque workshops in parallelo di approfondimento e, infine, una decina di Lightning Talks con rapide presentazioni di buone pratiche di facile e universale applicazione, perché scalabili.

Il Panel Multi-prospettico era moderato da Andrew Cranfield, Direttore EBLIDA. Vi partecipavano: Sharon Memis, Segretaria Generale IFLA, Michal Broža, Responsabile dell’UN Information Office della Repubblica ceca, Barbora Černohorská, Direttrice della Statenice Municipal Library e Alison Nolan, Direttrice dello Scottish Library and Information Council (SLIC), UK.

In un intervento dettagliato e di grande respiro, Sharon Memis ha descritto l’impegno IFLA a favore dell’Agenda 2030 e le sue tre prospettive: l’agenda globale, con attività collegate alle politiche di sviluppo, l’agenda nazionale, con enfasi posta sull’accesso all’informazione nei Voluntary National Reports (VNR, Rapporti Nazionali Volontari) e l’agenda professionale, visibile nelle SDG stories incluse nell’IFLA Library Map of the World.

Segretaria generale IFLA dal 2023, dopo una lunga carriera spesa in posizioni di rilievo del British Council, Memis si è soffermata a lungo sulla dinamica che lega le biblioteche allo sviluppo socio-culturale. Allo stesso modo, Barbora Černohorská ha sottolineato come le biblioteche ceche rafforzino il pilastro sociale dell’Agenda 2030 ancor più di quello climatico. Mentre il responsabile dell’Ufficio informazione ONU nella Repubblica ceca si dilungava sulle modalità di interpretazione bibliotecaria dell’Agenda 2030 e sul loro ruolo qualificato di interlocutrici speciali ONU, Nolan ha sottolineato la profonda rimodulazione dei servizi bibliotecari prodotta dall’Agenda 2030 in Scozia e la sua efficacia nel collegare le biblioteche rurali a quelle cittadine. Tutti gli speakers si sono soffermati sull’assenza di dati che possano misurare l’impatto delle biblioteche sul progresso dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Un ruolo importante nella conferenza ha avuto la Danimarca bibliotecaria, e non solo perché Week 17 ne è stato co-sponsor. La sessione di approfondimento che ho personalmente seguito è stata condotta dall’agenzia danese Chora 2030, che certifica con un logo l’adesione delle attività bibliotecarie agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). La certificazione Chora riguarda l’organizzazione, l’operatività delle biblioteche e il co-design realizzati nella programmazione dei servizi bibliotecari, reinterpretati in funzione di soluzioni sociali più sostenibili, in consonanza con le Agende 2030 politiche a livello locale. Le attività incorporate nell’offerta quotidiana di servizi bibliotecari in Danimarca variano dai mercatini del baratto agli incontri pubblici su temi sensibili, dal prestito di borse di stoffa realizzate in tessuto riciclato all’acquisto di biciclette condivise utilizzate dal personale. Le biblioteche collaborano con scuole e associazioni locali e coinvolgono la propria comunità nello sviluppo di attività sostenibili.

I Lightning speeches incentrati sui temi propri dell’Agenda 2030 hanno riguardato le variegate applicazioni della sostenibilità in biblioteca. Esse vanno dall’architettura verde della Biblioteca Morava di Brno (Repubblica Ceca) alla riqualificazione dei servizi operata in seno alla Biblioteca pubblica di Virovitica, in Croazia. Il pilastro sociale dell’Agenda è stato descritto negli interventi dell’Associazione delle biblioteche ucraine, in cui si offre supporto psicosociale ai cittadini traumatizzati dalla guerra, e nelle attività creative su temi economici sviluppate dell’Associazione delle biblioteche serbe. Altri servizi: attività di robotica nella Biblioteca comunale di Polička (Repubblica Ceca), o il servizio “Library In The Community” offerto dalle biblioteche della città di Dublino. Infine, più strettamente collegati al pilastro ambientale sono i finanziamenti offerti dal Green Libraries Grant Fund della Scozia, le biblioteche dei semi della città di Zagabria, oppure ancora il ruolo promotore dell’Agenda COP 31 svolto dalle biblioteche della Turchia. A fare da coronamento alle specifiche attività bibliotecarie, infine, un Lightning Talk ha riguardato il programma quadro di competenze specifiche volto alla realizzazione dell’Agenda 2030 in biblioteca realizzato dal progetto TELL in sette paesi europei – Bulgaria, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Romania e Portogallo – e l’individuazione di una Road Map fondata sui Fondi strutturali 2028-2034.

Il secondo giorno della Conferenza era dedicato alla discussione del Rapporto OMC sulle biblioteche, che sarà pronto nell’autunno del 2026. Ricordiamo che l’azione di EBLIDA è stata determinante nell’orientare la metodologia, l’approccio e le conclusioni del Rapporto OMC. La sessione ha discusso in realtà solo l’indice del Rapporto, che è articolato in un menu di 10 priorità a partire dal quale le autorità incaricate della politica bibliotecaria possono scegliere il piatto che conviene alle esigenze nazionali o locali. Se l’approccio generale è senz’altro convincente, deludente è l’assenza di temi trasversali: ad esempio, il “deserto” bibliotecario di alcune regioni europee come il Mezzogiorno d’Italia.

La maggioranza dei membri EBLIDA proviene dalle associazioni dei paesi del Nord Europa, con alta rappresentatività delle voci bibliotecarie di Danimarca, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi. Tutti i suoi Presidenti sono stati di area centro-settentrionale come lo sono stati i suoi Direttori, ad eccezione di una parentesi franco-italiana. È ovvio quindi che la politica di EBLIDA sia fortemente influenzata dalle priorità di quei paesi e questo pone l’Italia in rapporto dialettico con l’organizzazione professionale europea, dal momento che, come è stato affermato durante la discussione, le disparità regionali sono “importanti, ma solo fino a un certo punto”.

Il modello danese proposto nella conferenza vede la biblioteca come “hub” socio-ambientale, mentre l’Italia bibliotecaria guarda con maggiore attenzione all’SDG 4 (Istruzione di qualità) e all’SDG 10 (Ridurre le disuguaglianze: lo dimostrano le indagini compiute nel nostro paese (LIBLAB dell’Università La Sapienza, progetto TELL). Insomma, mentre a Copenaghen si discute di tetti verdi, a Reggio Calabria si combatte ancora per l’apertura garantita di presidi minimi. Se la comunità bibliotecaria italiana vuole affacciarsi con successo ai tavoli negoziali europei, deve quindi elaborare una strategia comune, avere una perfetta conoscenza dei dati nazionali e sviluppare una strategia bibliotecaria credibile, che possa trovare alleanze ed affermarsi in sede europea.

Giuseppe Vitiello