Il ciclo di seminari sul Reference in biblioteca: l’offerta formativa blended di AIB Lombardia

AIB Lombardia ha organizzato un ciclo di tre seminari sul Reference in biblioteca che si sono svolti rispettivamente il 14 e il 15 maggio e il 17 giugno. La formula adottata per questi tre incontri è stata mista: il primo seminario, che si è svolto esclusivamente da remoto, ha visto protagonista il Reference sulla narrativa. A parlarci di questo aspetto particolare del reference due professioniste del settore: Simonetta Bitasi, consulente agli acquisti per la Rete bibliotecaria mantovana e Fondazione per Leggere, nonché formatrice sulla letteratura giovanile contemporanea per scuole, biblioteche, associazioni; a lei si è affiancata Valentina Aversano, esperta di comunicazione digitale freelance e divulgatrice culturale, proveniente dall’editoria indipendente e fondatrice del gruppo di lettura Strategie Prenestine a Roma. Entrambe le docenti hanno guidato i partecipanti attraverso consigli di lettura rivolti a un pubblico adulto; mostrando i siti dei maggiori editori italiani, con uno sguardo particolare agli editori indipendenti; analizzando le varie offerte editoriali da ogni punto di vista (dalla grafica della copertina al contenuto della storia, passando attraverso la storia dell’editore), catturando l’attenzione dei corsisti con il loro vulcanico modo di raccontare. A fare da faro per questa carrellata lunga tre ore è stata l’APP creata da Simonetta Bitasi alias Lettore ambulante che “cataloga” tutte ma davvero tutte le case editrici italiane e le loro ultime uscite in modo da fornire un panorama sempre aggiornato di consigli di lettura.

Il 15 maggio il corso sul Reference in biblioteca: dal catalogo alla ricerca bibliografica, si è svolto invece in presenza, ospitato presso la biblioteca di Dergano-Bovisa appartenente al Sistema Bibliotecario di Milano. Ospite d’eccezione per questa giornata è stato Carlo Bianchini, professore di bibliografia e biblioteconomia presso l’Università di Pavia, dipartimento di Musicologia, sede di Cremona. Un’intera giornata dove il tema del reference è stato letteralmente “messo a nudo” analizzandone tutti gli aspetti: a partire dall’indagine conoscitiva dell’utente per passare alla ricerca bibliografica nei cataloghi e nei discovery tool, e alle strategie efficaci di ricerca bibliografica. Carlo Bianchini ha tenuto incollati tutti i partecipanti per l’intera giornata, con una lezione molto brillante densa di letture ed esempi: per iniziare ha affrontato il problema terminologico della parola reference. Quale significato assume nel contesto anglo-americano, da cui deriva, e poi nel contesto italiano? Si è passati in un momento successivo a esaminare il dibattito sul tema, cercando di definire la vera natura del servizio di reference fino a spingersi a studiare il processo secondo cui avvengono le cosiddette transizioni di reference. Dato per assodato che la personalizzazione del servizio di reference, che è la sua essenza, si basa sul bibliotecario del reference, Carlo Bianchini ha accompagnato i partecipanti attraverso riflessioni incentrate sui racconti tratti dagli scritti di Ranganathan ed esercitazioni pratiche sui cataloghi e sui discovery tools a confrontarsi su queste parole e a capirne il reale significato. Per finire, il docente ci ha insegnato che grazie al servizio di reference possiamo anche noi diventare bibliotecari migliori, al servizio della nostra comunità di utenti. Impossibile non citare il passo tratto dal Servizio di reference di S. R. Ranganathan (pp. 374-376), con cui la giornata è terminata, poiché nelle parole del bibliotecario indiano si può trovare veramente un grande insegnamento, sempre attuale:

Che cosa ho fatto? Non mi ricordo di avere mai fatto niente per lei. Ho paura che stia sbagliando persona.” “No, signore. Non sto facendo nessuno sbaglio. Lasci che le spieghi. Ventiquattro anni fa, ero un giovane in cerca di lavoro. Mi convinsi che avrei potuto trovare lavoro in Florida. Volevo coltivare le mangrovie. Non riuscii a trovare molto sull’argomento nelle biblioteche locali. Ma il bibliotecario ottenne da lei alcuni libri sul mango indiano. Per me segnò l’inizio. Ora gli affari vanno bene. Mi sono sempre ricordato di lei. Sono felice di quest’occasione per vederla. Nella mia azienda ho delle piante che derivano dalla vostra varietà malgoa. Sono deliziose.” Quella sera rientrai in albergo. Il portiere mi consegnò un cestino; c’era anche un bigliettino, che diceva: “Lo accetti, la prego; non lo rifiuti. Non ho osato avvertirla quando ci siamo visti perché temevo che avrebbe rifiutato di prenderlo. Me lo sentivo, quando ero da lei. È soltanto il segno della mia gratitudine per l’aiuto che ha fornito a uno sconosciuto.” È così. Essere un bibliotecario addetto al reference spiana la strada al vivere le parole del Gita.

Anni più tardi, ti può capitare di vedere che i vantaggi del servizio hanno fatto del bene ad altri. Può perfino succedere che non ti ricordi nemmeno di avere fatto quel servizio. Avrai la gioia di venirlo a sapere senza alcun coinvolgimento. Raggiungere questo livello di autocontrollo non è facile, ma con il servizio di reference diventa possibile.

Un ringraziamento particolare per la realizzazione di questo seminario va ad Alessandra Moi, membro del gruppo formazione del CER Lombardia: senza i suoi contatti e la sua esperienza nel Gruppo Wikidata per Musei, Archivi e Biblioteche (GWMAB), questo seminario non si sarebbe potuto realizzare.

Il terzo e ultimo appuntamento del 17 giugno si è svolto online: a raccontarci l’uso dell’intelligenza artificiale nella ricerca bibliografica è stato Damiano Orrù, bibliotecario presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, membro dell’Osservatorio sull’information literacy, bibliovolontario e blogger dal 2017 per biblioVerifica. Data l’estrema attualità del tema trattato, questo modulo ha registrato la presenza di colleghi da tutta Italia, un vero successo! Tre ore densissime di informazioni con l’aiuto di slides fitte di argomentazioni. L’interesse dei bibliotecari per temi caldi come i chatbot, le allucinazioni, la realtà aumentata, gli assistenti virtuali, i pro e i contro dell’uso di questi strumenti nel nostro lavoro quotidiano, è stato altissimo, come vivace è stata la discussione a fine lezione. Un tema, quello dell’intelligenza artificiale, che si dovrà approfondire sicuramente… vista la costante e profonda evoluzione.

Roberta Moro