Il 30 ottobre scorso la Biblioteca comunale di Gravina, in provincia di Catania, ricca di un notevole patrimonio librario per bambini, ragazzi e adulti e diretta da Antonina Danzè, ha ospitato i partecipanti al corso Kamishibai e Silent book: due aspetti diversi di lettura attraverso le immagini, organizzato dalla sezione Sicilia dell’AIB, dal suo presidente Paola Cappè e dalla formatrice e pedagogista Francined Angela Russo.
Il kamishibai, o teatro d’immagini, è una forma espressiva tradizionale giapponese di narrazione per immagini. Ebbe un’enorme diffusione in Giappone tra gli anni ’30 e ’50 del secolo scorso come teatro di strada. Il termine deriva dall’unione delle parole “kami“ (carta) e “shibai“ (teatro, drammatizzazione) e si può tradurre come “teatro di carta“. Consiste in un teatrino in legno di misure ridotte (butai) all’interno del quale un narratore (kamishibaiya) fa scorrere delle immagini disegnate che illustrano una storia in sequenza.
Sono stati presentati diversi albi Kamishibai della casa editrice Artebambini come Il Signor Formica, Berta la lucertola, Cos’è, In questa storia c’è…, Forme e fantasia, Il cavallo e il soldato, La lettera, La maratona, Una storia, La favola dei caldamorbidi e spiegate le motivazioni della scelta di questa edizione speciale di albi illustrati come strumento di narrazione itinerante per leggere storie dai 4 ai 99 anni, in diversi luoghi dalla scuola, biblioteche, musei, prati, boschi fino alla spiaggia, perché, come afferma Daniel Pennac, uno dei diritti del lettore è “leggere ovunque”.
La lettura attraverso il Kamishibai risulta uno strumento unico di educazione dello sguardo, dell’udito, della creatività, del senso della composizione e dell’armonia delle forme. E’, inoltre, un potente supporto nell’alfabetizzazione visiva: il piccolo lettore è un lettore attivo che costruisce la sua storia partendo dalle immagini. Attraverso il teatro di carta le immagini attivano l’empatia emotiva perché aiutando a immedesimarsi nella storia più delle parole e aiutando una lettura in profondità del testo. In alcuni casi immagini e testo offrono al lettore due punti di vista differenti della medesima storia.
In un secondo momento la Biblioteca si è trasformata in un laboratorio creativo ed i partecipanti si sono organizzati in gruppi di lavoro per realizzare le tavole illustrative in carta con diverse tecniche, dallo strappo al collage, prendendo spunto da storie scritte da diversi laboratori di scrittura creativa come Nel paese di Ciccionia, La tartaruga cantastorie, da biografie di artisti come Rembrandt o storie creative dal tema attuale come la crisi del lavoro in Il lavoro del futuro. Nella parte finale del corso è stato dedicato un momento alla narrazione delle storie ed alla condivisione dei prodotti realizzati con gli altri gruppi che ha entusiasmato i partecipanti. Si è, infine, parlato dei Silent book con la presentazione delle caratteristiche peculiari dei libri senza parole e visionando alcuni esemplari come L’onda, Oltre l’albero, Il palloncino rosso.
Nell’insieme un’esperienza coinvolgente che ha riscosso successo nei partecipanti che hanno formulato richieste di ulteriori incontri di formazione.
Francined Angela Russo, formatrice, pedagogista, educatrice alla lettura



