La prima volta al WLIC (World Library and Information Congress)

Anche se in passato ho partecipato ad altre conferenze internazionali dell’IFLA organizzate dalla sezione DDRS (Document Delivery and Resource Sharing), la mia presenza all’89° Congresso mondiale delle biblioteche e dell’informazione Uniting Knowledge, Building the Future ad Astana è stata la prima volta al WLIC.  La scelta di Astana, la capitale moderna e post-sovietica del Kazakistan dal 1994 (fino ad allora era stata Almaty) con i suoi numerosi cambi di toponimi – Akmola, Akmolinsk, Celinograd – e l’architettura originale, ha incrementato la curiosità e incentivato l’interesse non solo bibliotecario nei confronti di questa area emergente dell’Asia centrale.

L’organizzazione e la macchina congressuale mi sono apparse imponenti sia per l’elevato numero di iscritti (più di 1700 nell’edizione 2025), sia per il numero di sessioni, attività ed eventi, oltre ai business meeting e alle open session delle varie articolazioni IFLA. L’iniziale smarrimento è stato subito fugato dalla filosofia inclusiva e dalla preoccupazione degli organizzatori di informare, orientare e incoraggiare lo spaurito first timer con comunicazioni e informazioni di orientamento e, già prima della partenza per il WLIC, con un incontro virtuale di benvenuto.

All’ingresso del centro congressuale l’accoglienza sorridente dei volontari (riconoscibili dal gilet verde) ha reso la strada subito in discesa e quando al banco registrazione, mostrando il QR-Code dell’iscrizione, mi è stato consegnato il badge col bollino primers mi sono sentita subito parte della grande comunità dei bibliotecari IFLA con in mano il lasciapassare per riconoscere e conoscere i neofiti e tuffarmi nel mare magnum del WLIC. Ho capito subito che sarebbe stata molto più di una semplice conferenza: un’esperienza unica oltre che una fonte di opportunità, di relazioni e di conoscenze.

La cerimonia di apertura, al di là delle formalità dei saluti istituzionali e dei vari interventi, con il benvenuto in lingua Barrungam Gamba daru (ovvero Buongiorno) della Presidente IFLA uscente Vicki McDonald, mi ha emozionato soprattutto per la visione dell’immensa platea di persone che riempivano l’auditorium e per le esibizioni di danza dell’ensemble Viva Show Ballet e la performance musicale del gruppo etno-folk SARYN – Adai. Le insidie e i timori riguardanti la comprensione linguistica sono stati presto fugati dall’ausilio dell’app Wordly Translator che ha funzionato perfettamente con la trascrizione degli interventi (un poco, meno efficace nella traduzione vocale simultanea) permettendomi di capire in tempo reale anche presentazioni in arabo, lasciando di stucco chi confidava solo nell’inglese.

Riassumere giorni intensi di attività senza dilungarsi è difficile, ma cercherò di presentare un quadro riassuntivo con poche pennellate significative.  L’esordio al WLIC è stato da fuochi d’artificio visto che la domenica ho partecipato sia al Caucus Italy (gli incontri Caucus sono riunioni riservate ai delegati di una specifica area geografica o linguistica) che al business meeting della sezione DDRS (Document Delivery and Resource Sharing).

Il Caucus della delegazione italiana, coordinato dalla Presidente AIB Laura Ballestra (IFLA Management of Libraries Associations), è stata l’occasione di incontrare di persona e conoscere le attività in IFLA di delegati storici italiani dell’AIB o di altre organizzazioni, come Luisa Marquardt (Chair della School Libraries Section fino al WLIC in questione), divulgatrice e sostenitrice del Manifesto IFLA-UNESCO sulle biblioteche scolastiche 2025 quale strumento importante e utile per la promozione delle biblioteche scolastiche a favore di un’istruzione di qualità e inclusiva, Ornella Foglieni (Preservation & Conservation), Camilla Notarbartolo (Continuing Professional Development and Workplace Learning), Antonella Lamberti (WILSIG – Women Information and Libraries SIG), Chiara De Vecchis (Senato, Coopted Member del Library History SIG), Anna Cascone (RELINDIAL – Religions and Libraries in Dialogue SIG), e anche di professionisti come Giuseppe Vitiello (Rete delle Reti, già direttore di EBLIDA, Senior Adviser Europe).

Nei giorni successivi ho poi partecipato all’open session DDRS Challenges and Solutions in Cross-Border Resource Sharingpresentando con Silvana Mangiaracina un sondaggio sulle difficoltà degli scambi transfrontalieri di item fisici tra biblioteche (problemi doganali, metodi di pagamento e spedizione) e le possibili soluzioni adottate e proposte dalle biblioteche fra le quali RSCVD.

RSCVD (Resource Sharing Collaborative and Voluntary Document Delivery) è un’iniziativa promossa dalla sezione DDRS dell’IFLA durante l’emergenza pandemica allo scopo di garantire un accesso universale ed equo all’informazione. RSCVD si avvale di una rete di volontari e di una comunità di biblioteche per fornire, inoltrare e gestire richieste provenienti da tutto il mondo quando non è possibile ottenere i documenti attraverso le usuali reti di document delivery. Si tratta di un servizio di condivisione delle risorse, aperto, gratuito e collaborativo funzionante grazie all’app RSCVD, implementata tramite il software open source Talaria. Nella stessa sessione Helen Mandl ci ha parlato del presente e futuro dei voucher IFLA, evidenziando la problematica finanziaria di tenere accantonati nel bilancio dell’IFLA 2 milioni di euro pari ai voucher circolanti e potenzialmente rimborsabili.

Un altro momento significativo della conferenza è stata la sessione poster del 19 e 20 agosto. Fra gli oltre 100 poster presentati da partecipanti di tutto il mondo, è risultato vincitore per la categoria Best Poster 2025Uniting Knowledge, Building the Future del Kazakistan.

Per quanto riguarda infine i numerosi espositori presenti (editori, associazioni bibliotecarie ed aziende legate ai servizi delle biblioteche) vorrei citare per primo lo stand dell’ALA (American Library Association), del quale conservo un segnalibro con la scritta Free People Read Freely realizzato dalla Freedom to Read Foundation per sensibilizzare e combattere il fenomeno della censura e del divieto dei libri. A seguire per originalità e spettacolarità come non indicare UBIDUS, un’azienda coreana che ha combinato analogico e digitale in un’unica soluzione con il Digital Book Kiosk (DBK), un innovativo medium che riproduce fedelmente la sensazione analogica di sfogliare e toccare le pagine di un libro cartaceo con la dinamicità dei contenuti digitali in un’esperienza sensoriale unica. Molto gettonato infine anche lo stand coreano per la promozione in anteprima di Busan (Corea del Sud) sede del WLIC 2026 grazie a materiale promozionale, ventagli, gadgets e l’imperdibile occasione di indossare abiti tipici coreani e farsi fotografare con lo sfondo di Busan.

Il congresso WLIC di Astana ha avuto la percentuale più alta di delegati partecipanti per la prima volta a un’esperienza internazionale dell’IFLA e ben 398 erano bibliotecari del Kazakistan con l’opportunità di incontrare colleghi professionisti delle biblioteche e dell’informazione provenienti da tutto il mondo, di discutere e comprendere differenze e similitudini, ma conseguenza non meno importante di stringere amicizie indissolubili. Quale miglior conclusione dei ricordi di tanti momenti condivisi, di sorrisi e strette di mano e di numerosi contatti di colleghi e amici nuovi come Syamili (India), Sandun (Sri Lanka), Vaapi (Sud Africa), Petruša (Slovenia) solo per menzionarne alcuni.

Partecipando al WLIC si rischia di prendere il virus dell’IFLA: una malattia da cui è difficile guarire, ma che ci rende Stronger, Bolder, Together, come ribadito nel discorso di chiusura dalla presidente IFLA entrante Leslie Weir con l’invito a essere più forti, più audaci insieme per realizzare un futuro sostenibile per tutti attraverso la conoscenza e l’informazione e affermando il ruolo delle biblioteche come elementi riconosciuti essenziali, resilienti e innovativi delle comunità globali e locali.

Giovanna Colombo (Biblioteca di Scienze Università degli Studi dell’Insubria) giovanna.colombo@uninsubria.it