In margine al convegno “Noetica versus Informatica”

Nella splendida cornice del Tempio di Adriano, a Roma, ha avuto luogo la due giorni di convegno internazionale dal titolo Noetica versus informatica. Le nuove strutture della comunicazione scientifica (19-20 novembre 2013). L’evento nasce da un’intuizione e per volontà del Prof. Alfredo Serrai (direttore scientifico del programma), con il coordinamento
scientifico della Dott.ssa Fiammetta Sabba, sostenuto poi da un comitato scientifico autorevole ed eterogeneo per interessi e competenze, e fattivamente promosso e organizzato
da Promoroma (Camera di Commercio di Roma) con la collaborazione di svariati partner scientifici (Cepell, Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Milano, Oxford
Internet Institute, Università degli Studi di Firenze, CNR).
L’obiettivo dei relatori del convegno è stato quello di esplorare e, per certi versi, aggredire, la spinosa questione della trasmissione e diffusione del sapere e dell’informazione in connessione con i mutamenti – effettivamente ormai di lungo corso ma oggi sempre più incalzanti, consistenti e a tratti “incontrollabili” – legati alle tecnologie informatiche, a Internet e al digitale. Il tema è stato genuinamente impostato in chiave comparatistica attraverso il confronto fra una ventina di specialisti di aree disciplinari anche differenti tra loro, tra cui bibliografi, documentalisti, informatici, linguisti, neurologi e filosofi della scienza.
Un ruolo di rilievo – mi sembra utile sottolinearlo in questa sede – hanno avuto gli interventi legati al ruolo dei bibliotecari e della biblioteca, intesa sia naturalmente come luogo sociale di mediazione tra il cittadino e i flussi di informazione (con l’insostituibile e paradigmatica funzione, appunto mediatrice, del catalogo), sia come spazio intellettuale (pubblico)
storicamente deputato alla conservazione dei documenti antichi e moderni, con tutte le problematiche connesse alla gestione informatica dei documenti stessi e dei dati in essi contenuti. Perciò, in particolare nella prolusione di Alfredo Serrai, sono stati più volte evidenziati i benefici, enormi, che le tecnologie informatiche al servizio della biblioteca possono apportare in termini di accessibilità, codificazione e organizzazione dei dati (si pensi ai linguaggi di marcatura, alle banche dati, al reference online, etc.), sottolineando però
anche la necessità stringente di non ridurre la biblioteca a semplice “contenitore” dei dati stessi. Prendendo le distanze dalla gestione passiva e talvolta fideistica di Internet – forse
da molti avvertito un po’ingenuamente come una biblioteca, quando si tratta invece di due cose semplicemente diverse tra loro – è stato rivendicato il ruolo centrale del bibliotecario
come mediatore capace invece potenzialmente di gestire i flussi d’informazione in modo competente, consapevole e, non da ultimo, organico e strutturato.
Numerose, tuttavia, angolazioni dalle quali l’argomento è stato affrontato, spaziando dalle pratiche di lettura e scrittura alle potenzialità e ai “pericoli” dei social network, dall’Open
Access alle biblioteche digitali, dalle “promesse” del Web semantico sino al catalogo, alle banche dati e ai motori di ricerca. Davvero molto ricca, infatti, la scaletta degli interventi.
Nella prima sessione del 19 novembre, presieduta da Flavia Cristiano (direttrice del Centro per il libro e la lettura), dopo i saluti di Roberto Novelli (Direttore Promoroma) e la già ricordata relazione introduttiva di Alfredo Serrai (L’informazione può essere indipendente dalla Noesi?), sono intervenuti Alberto Petrucciani (Sapienza di Roma, Convergenza o divaricazione? La crisi dei paradigmi di organizzazione dell’informazione), Giorgio Montecchi (Università Statale di Milano, Scrivere e leggere con la mente: la voce, la pagina e il testo dal manoscritto al libro tipografico) e Raphaël Mouren (The Warburg Institute di Londra, e-bibliographie: le bibliographe peut-il abandonner le papier?). La sessione pomeridiana, presieduta da Marco Calvo (Presidente di Liber Liber), ha visto susseguirsi gli interventi di Giovanni Solimine (Sapienza di Roma, La comunicazione scientifica, le promesse dell’informatica e la funzione formativa delle biblioteche), Domenico Bogliolo (Documentalista, Lo Zen e l’arte della manutenzione del Knowledge Managment), Judith Simon (Karlsruhe Institute of Technology, Trust, knowledge and technologies of information, communication and computation), Fabio Venuda (Università Statale di Milano, Testi, Rete e modalità di lettura), Paola Gargiulo (Cineca Roma, L’accesso aperto alla conoscenza tra opportunità e barriere), Osvaldo Duilio Rossi e Gabriele Alese (Iformamediate-Edizioni e/o, Rete, cultura e dissenso. L’autorete della Net Society).
La sessione mattutina della seconda giornata, presieduta da Barbara Carfagna (Giornalista e conduttrice, Tg1), si è aperta con l’intervento di Luciano Floridi (University of Oxford, Presente e futuro prossimo dell’intelligenza artificiale) e a seguire gli interventi di Mauro Guerrini (Università di Firenze, Classificazioni del sapere e ontologie nel web semantico), Aldo Gangemi (Université Sorbonne Paris Cité, La semantica del Web: tecnologia, fatti e narrazioni) e Giovanna Granata (Università di Cagliari, A cavallo della tigre? Il catalogo tra web 2.0 e semantic web). Nella conclusiva tavola rotonda, presieduta da Alberto Petrucciani, sono intervenuti Maria Teresa Biagetti (Sapienza di Roma, L’organizzazione della conoscenza, tra le esigenze della ricerca semantica e le soluzioni offerte dall’Informatica), Paola Castellucci (Sapienza di Roma, Sense AND Sensibility: l’algoritmo di Google), Fiammetta Sabba (Dottore di ricerca in Scienze bibliografiche, La Biblioteca digitale tra risorsa e aspirazione del bibliografo), Alberto Salarelli (Università di Parma, Il Multimedia Information Retrieval in ambito musicale: alcune considerazioni sul caso SoundHound) e Anna Maria Tammaro (Università di Parma, Biblioteche digitali come strumento per gli studi filologici).
Per concludere, provando a parafrasare simpaticamente il provocatorio titolo del convegno, la suggestiva contrapposizione tra Noetica e Informatica si è conclusa con un sostanziale – e forse giusto – pareggio (come a dire che lo “scontro” era poi, in realtà, un’occasione di incontro). Un’attenta lettura degli atti del convegno, di prossima pubblicazione, potrà infine restituire i contenuti e le sfumature del dibattito, qui di certo troppo sinteticamente introdotti.

ardolino_e@yahoo.it