La Biblioteca regionale “F. Di Giampaolo” dell’Agenzia per la Promozione Culturale di Pescara è stata finalmente riaperta al pubblico il 29 novembre 2012. Il servizio era stato interrotto a marzo 2012 per effettuare il trasloco nella nuova sede, ma ragioni tecniche e burocratiche hanno ritardato la conclusione dei lavori di molti mesi.
In occasione dell’inaugurazione nella nuova sede tanti cittadini hanno ritrovato la loro biblioteca, altri l’hanno scoperta, partecipando da mattina a notte fonda ad un intenso programma di attività, durato 2 giorni, con letture ad alta voce, concerti, spettacoli a cura di volontari, professionisti e artisti che, credendo nell’importanza della funzione sociale e culturale dei servizi bibliotecari per la comunità, hanno voluto collaborare a valorizzare la rinnovata biblioteca offrendo
gratuitamente il loro tempo e la loro competenza.
Da allora la biblioteca ha riattivato i servizi e ripreso la programmazione delle attività; è ora collocata in un nuovo edificio posizionato in un’area ad alta intensità abitativa, nella prima fascia periferica della città, ma non lontana dal centro, raggiungibile da tutte le altre zone della città e dai comuni dell’hinterland evitando il traffico intenso, è servita dai mezzi pubblici ed ha a disposizione ampi parcheggi gratuiti. Lo spazio allestito per la biblioteca (670,00 mq), dotato di ampie vetrate, è disposto in open space su un unico livello ed è suddiviso in due macro aree funzionali: sezione adulti (362,40 mq.) e sezione bambini e ragazzi (204,60), comunicanti fra loro e con un’unica area per reference e prestito (32,75 mq.). Adiacenti e separati ci sono gli spazi per gli uffici e una sala polifunzionale che può ospitare fino a 99 posti a sedere. Un primo riscontro di percezione positiva viene restituito da coloro che visitano la biblioteca manifestando apertamente, a volte con piacevole sorpresa, il loro apprezzamento per l’atmosfera accogliente e per la nuova e più funzionale disposizione rispetto alla vecchia sede.
Questo era uno degli obiettivi: riaprire al pubblico con evidenti e tangibili miglioramenti nell’allestimento. Libri, audiovisivi, riviste, fumetti d’autore (circa 35.600 documenti) sono disposti tutti a scaffale aperto nelle aree attrezzate per lo studio e la consultazione, e in quelle informali per la lettura dei quotidiani è anche disponibile al pubblico una postazione internet, soltanto una per ora. Particolare attenzione è stata riservata a rendere confortevole e funzionale la sezione dedicata ai bambini e ai ragazzi da 0 a 14 anni e agli adulti che li accompagnano e si occupano della loro crescita. L’area per i piccolissimi è stata valorizzata grazie agli espositori donati alla biblioteca dal Coordinamento Nazionale del progetto Nati per Leggere (progettati e realizzati da Gigi Paladin, utilizzati in questi anni per esporre la Mostra internazionale del libro per l’infanzia, dismessa alcuni mesi fa): casette, scalini, nicchie, arredi che permettono ai piccoli lettori di sfogliare, leggere, osservare gli albi illustrati e i primi libri in sicurezza e a loro agio, sia da soli, sia insieme ad altri bambini e con i loro genitori. L’ampia sala è suddivisa in diverse aree: per i piccolissimi, per l’ora del racconto con le famiglie e l’accoglienza dei gruppi classe, per lo studio e le attività di laboratorio.
A caratterizzare l’ambiente contribuiscono efficacemente anche i vivaci e comodi arredi donati da Ikea. Dal giorno dell’inaugurazione, oltre al servizio di prestito e consultazione sono state riavviate le attività di promozione della lettura e le altre iniziative: corsi di lingua inglese e araba, conferenze e corsi di formazione in collaborazione con le associazioni culturali, le attività inserite nel progetto Nati per Leggere, l’ora del racconto; e si sta procedendo alla programmazione di
un’efficace campagna di comunicazione per riportare presto la biblioteca agli stessi livelli di alta frequentazione che aveva nella precedente sede. Il percorso per arrivare a questi primi risultati non è stato facile. “Quando riapre la biblioteca?” la domanda rivolta più spesso a noi bibliotecari in questi mesi, non solo nei convegni e riunioni del settore culturale o bibliotecario, ma dappertutto: al supermercato, per strada, alle sagre estive. In realtà dopo tanti mesi cominciavo a percepire negli sguardi di coloro che chiedevano, oltre che l’interesse e la curiosità, anche un accenno di rimprovero, quindi con calore, empatia, pazienza, spiegavo le motivazioni tecniche, logistiche, amministrative dei tempi lunghi del trasloco e dell’allestimento della biblioteca nella nuova sede. In realtà riaprire la biblioteca era già il primo e non scontato obiettivo da raggiungere.
La difficoltà è stata quella di trovare in città una nuova sede che rispondesse almeno ad alcuni requisiti essenziali: ampiezza, accessibilità, sicurezza e contemporaneamente alle esigenze dell’amministrazione regionale di economicità
per i costi di locazione. La ricerca di una nuova sede per la biblioteca è proseguita, espandendosi verso zone periferiche della città fino alla scelta dell’attuale sistemazione. Le associazioni e i cittadini in quella prima fase raccolsero migliaia di firme, organizzarono flashmob e sit-in, pubblicarono lettere e articoli sui giornali, chiedevano che la biblioteca non fosse
spostata dalla sede che dal 1993 la ospitava nel centro cittadino e dalla metà degli anni ’60 in una locazione limitrofa. La domanda ricorrente in quella fase è stata «ma come, spostate la biblioteca in periferia – e molto spesso, a seguire – una biblioteca deve vivere in centro, nel cuore della città!». Da quel momento a Pescara è iniziato un dibattito interessante dal tema “La biblioteca sta meglio in centro o in periferia?”.
La discussione, che prosegue ancora oggi, vede contrapposte due posizioni: far prevalere la necessità di strutture e servizi culturali nei quartieri ad alta densità abitativa e a maggior ragione se periferici, oppure privilegiare la collocazione centrale per favorire la visibilità e la logica delle equidistanze sul territorio? Ad esprimersi sono stati tanti cittadini e anche qualche rappresentante politico e amministratore, ognuno esprimendo il proprio punto di vista: culturale, abitativo, ideologico e anche qualche volta strumentale. Come bibliotecari e operatori culturali siamo entrati nel dibattito focalizzando l’attenzione su quello che a noi sembra il nodo del problema: la mancanza di un sistema bibliotecario cittadino e provinciale che dovrebbe prevedere la presenza di più biblioteche e punti lettura diffusi nel territorio. Una città di 123.000 abitanti, con un hinterland che comprende una popolazione di circa 330.000 abitanti non dovrebbe avere solo due biblioteche in centro città (la Biblioteca regionale “F. Di Giampaolo” e la Biblioteca provinciale “G. D’Annunzio), oltre a poche altre nei comuni limitrofi e tutte da anni con grosse difficoltà di organizzazione e gestione sia strutturali che economiche.
Per questo è evidente che la nuova collocazione della Biblioteca “F. Di Giampaolo” non poteva risolvere un problema che deriva più complessivamente dalle scelte di politica socioculturale effettuate nel tempo nella nostra regione e che coinvolge nel suo insieme tutte le biblioteche abruzzesi. Scelte che non hanno favorito la nascita o il sostegno di Sistemi bibliotecari e che negli ultimi 10 anni, tranne che per alcune realtà di eccellenza, hanno determinato nella regione un
progressivo impoverimento dei servizi bibliotecari, fino al blocco totale di risorse causato dal taglio a importo zero dei finanziamenti regionali per le biblioteche pubbliche. Una situazione che dovrebbe essere presa in seria considerazione per valutare, definire e attuare le scelte necessarie.
Alla luce di questa situazione, penso che si possa considerare positivamente l’esperienza della Biblioteca “F. Di Giampaolo”. Infine, l’attesa, il dibattito e le azioni di protesta hanno testimoniato l’interesse della cittadinanza, dimostrando quanto sia percepita in modo utile e necessaria la presenza delle biblioteche di pubblica lettura, alle quali si richiede di essere, nel contempo, erogatrici di servizi culturali di qualità, luoghi d’incontro, d’informazione e formazione, di progettualità in collaborazione con le altre agenzie culturali e sociali.
nadia.guardiano@regione.abruzzo.it



