Un progetto di catalogazione e digitalizzazione dalla Biblioteca di Santa Maria degli Angeli di Nocera

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Venerdì 31 maggio presso la Biblioteca del Convento Santa Maria degli Angeli di Nocera Superiore si è svolto un incontro dal titolo “Notizie dalla Biblioteca di Santa Maria degli Angeli di Nocera: progetti di catalogazione e digitalizzazione dei fondi storici”. L’evento rientra nel III ciclo di seminari “Nuceria. Il progresso degli studi”, organizzato dall’associazione Archeoclub d’Italia Nuceria Alfaterna che vede la presenza, accanto al Presidente De Nicola, di validi studiosi e professionisti dell’ambito dei beni culturali. Protagoniste le Biblioteche che hanno ospitato diversi eventi e sono state esse stesse oggetto di studio. Tra gli argomenti trattati: La Necropoli di località Pareti, la monetazione di Nuceria, le identità di Materdomini, le opere di Andrea da Salerno nella valle del Sarno, il cammino dell’uomo sull’elica del DNA.

L’incontro, coordinato dalla Prof.ssa Angela Corolla, è introdotto da  Maria Senatore Polisetti, docente dell’Università degli Studi di Salerno, che dopo una breve introduzione storica ha analizzato tutti gli ultimi progetti realizzati presso la Biblioteca di Santa Maria degli Angeli, dialogando con il presidente dell’associazione, Enrico Solimene De Nicola, e con Padre Giacinto D’Angelo, docente e esperto di storia dell’Ordine. L’incontro si è svolto alla presenza di studiosi, professionisti di settore e cittadini e si è concluso con la visita guidata del chiostro con una parentesi archeologica molto interessante che racconta dell’antico anfiteatro, oggi sottoposto al Complesso monumentale.

Preliminarmente è stata effettuata una breve ricostruzione della storia dei luoghi. Il convento di Santa Maria degli Angeli di Nocera Superiore viene fondato, come si evince dagli atti, nel 1589.  La fondazione ufficiale della Biblioteca è da collocarsi nel 1707, data della sua sistemazione voluta da Padre Gioacchino da Nocera, personalità fondamentale per l’impegno e la cura che ha dato a questo luogo di ricerca e di studio. È quasi certa l’esistenza di una libreria conventuale antecedente a questa data, che era sede di studio teologico, filosofico, di sacra scrittura, di diritto, di lettere e di scienze per tutti i frati presenti. Dal XVIII secolo lo studium nocerino inizia a crescere costantemente. Nell’Ottocento è stato sede di Studio Generale, poi di Noviziato. Nel 1925 e poi anche a fine anni Settanta si è deciso di ampliare la biblioteca con altri locali e di arricchirla di nuovi libri.

Nella seconda parte del seminario la prof.ssa Senatore ha focalizzato l’attenzione sull’importanza del patrimonio della biblioteca, che conta circa 35 mila unità tra volumi antichi e di pregio, edizioni moderne, riviste, manoscritti, spartiti musicali, repertori, enciclopedie e dizionari. Tra i fondi è importante ricordare quelli di Padre Pacifico Capobianco, Padre Marco Adinolfi, Padre Attilio Mellone, Padre Enrico Buondonno e Padre Valeriano Giordano, personalità di spicco che hanno contribuito all’ampliamento della collezione. Nei primi anni Duemila la Biblioteca è entrata a far parte del polo MBCA Napoli-Opac. Sono, così, iniziati i lavori di informatizzazione del patrimonio librario moderno e con il progetto Nuceria-Cat finanziato dalla Regione Campania nel 2017 si è avviato il censimento delle edizioni antiche e di pregio conservate nella sala deposito.

La fase conclusiva del seminario ha avuto per oggetto la digitalizzazione, processo che consente la conversione da analogico a digitale e di cui il mondo del patrimonio culturale ha saputo cogliere le possibilità offerte. Digitalizzare significa garantire una migliore conservazione delle opere originali e ampliare il bacino d’utenza, perché le risorse diventano fruibili anche da remoto. Naturalmente per realizzare un progetto di digitalizzazione vanno seguite regole e standard prescritti da enti e istituzioni, quali l’ICCU, l’ICAR e le Soprintendenze, necessari per consentire la piena interoperabilità con le piattaforme nazionali e internazionali. Lo strumento principale per poter eseguire tale lavoro è lo scanner planetario, di cui si è dotata la Provincia religiosa grazie al POR FESR e che ha permesso di garantire un lavoro di digitalizzazione sistematica nel corso degli anni. 

I progetti realizzati dal 2016 a oggi riguardano il recupero e l’aggiornamento del patrimonio moderno tramite catalogazione e azioni di valorizzazione, il recupero di 124 Cinquecentine inserite in SBN, la catalogazione di 100 Seicentine e il censimento della raccolta musicale di Padre Buondonno. Lo studio di questo materiale e i riferimenti storici sono da rintracciare anche nell’Inventario dell’Archivio storico, pubblicato da Padre Giacinto D’Angelo. Dai progetti di catalogazione e digitalizzazione svolti negli ultimi anni, sono venute alla luce pubblicazioni scientifiche e partecipazioni a convegni nello spirito di condivisione tipico dell’Ordine; per fare qualche esempio: La Raccolta Buondonno O.F.M.: storia di fede e di musica in chiave digitale; Strategie di sostenibilità applicate alle collezioni digitali: due virtuosi esempi di comunicazione del patrimonio culturale in Campania; I casi dell’archivio storico dell’Università di Salerno e del polo delle biblioteche della Provincia Salernitano-Lucana dell’Immacolata concezione dei frati minori; Il Convento di Santa Maria degli Angeli in Nocera Superiore, lo studium.  

Infine, non meno importante dal punto di vista divulgativo e scientifico, la presenza dei fondi della Provincia Religiosa nell’Ecosistema digitale per la cultura della Regione Campania (attualmente la Provincia religiosa è in attesa della pubblicazione sul portale di una parte del proprio patrimonio).

L’evento si è concluso con i saluti e i ringraziamenti dei presenti ed è stato seguito dalla visita al complesso conventuale e al chiostro affrescato da Filippo Pennini, a cura dei soci dell’Archeoclub d’Italia Nuceria Alfaterna.

Marianna Melchiorre