AIB Lazio alla Biblioteca di Formia: l’Approval Plan per lo sviluppo delle collezioni

L’ 8 settembre scorso si è tenuta a Formia, presso la Biblioteca Comunale “Ten. Filippo Testa”,  la presentazione del volume  L’Approval Plan per lo sviluppo delle collezioni: principi, applicazioni e prospettive in campo internazionale e nazionale di Sara Dinotola, già vincitrice del Premio Giorgio De Gregori 2016. L’evento organizzato dall’AIB Lazio rientra nelle iniziative del Comitato esecutivo regionale volte ad avvicinare il mondo delle biblioteche a tutto il territorio delle province, aumentando l’offerta di attività e di occasioni di aggiornamento professionale nelle diverse località, per un sostegno del lavoro delle biblioteche sempre più capillare. In questa particolare occasione è stata fondamentale la collaborazione del bibliotecario Simone Pangia, presente per i saluti iniziali insieme all’Assessore alla Cultura e Vice sindaco del Comune di Formia, Carmina Trillino.

La presentazione ha visto la partecipazione dell’autrice, di Giovanni Di Domenico, docente di Biblioteconomia all’Università degli studi di Salerno e di Andrea Marchitelli, managing editor della rivista JLIS.it,  introdotti e  moderati  da Chiara De Vecchis, presidente di AIB Lazio.

Il prof. Giovanni Di Domenico  ha illustrato il volume, evidenziando come sia il frutto di un lungo lavoro di ricerca ed uno dei pochi scritti italiani sull’argomento. È stato rilevato che l’AP, strumento nato per sviluppare le collezioni in maniera coerente, ha avuto un maggiore successo nel Nord America dove viene utilizzato regolarmente rispetto al contesto europeo. In  Paesi come la Germania e l’ Italia, ad esempio, esso  è poco applicato, come confermano i risultati di un questionario diffuso capillarmente dall’autrice. E’ stato anche sottolineato come, in particolare  in Italia, le politiche di acquisto pubbliche (e quindi anche metodologie come quelle dell’AP), debbano  tener conto dell’attuale Codice degli Appalti e seguire le prassi operative del MEPA.

Sulla caratteristiche più generali di questa metodologia è stato notato come l’AP, per avere una sua coerenza, dovrebbe seguire l’adozione di una Carta delle Collezioni ed un’analisi qualitativa, strumenti necessari per uno sviluppo ragionato delle collezioni. È anche bene  emerso come, di fronte ai nuovi scenari dell’editoria elettronica, l’AP contribuisca a far capire che la collezione di una biblioteca è rilevante per quello che fa e non per quello che è, passando quindi da una visione statica a una visione dinamica delle collezioni. Questi aspetti sono stati  messi in evidenza da Andrea Marchitelli, il quale tra l’altro, pur esprimendosi a sostegno dell’Approval Plan, ha evidenziato le riserve di alcuni bibliotecari che lamentano come la carenza di risorse non ne permetta una piena applicazione. L’AP  implica, infatti,  un maggiore impegno da parte del bibliotecario che deve provvedere a redigere i profili e a diversificare gli acquisti.

Da parte sua l’autrice ha fatto presente come sia necessaria una carta delle Collezioni basata sul profilo della comunità, sull’utenza attiva e sull’analisi delle raccolte in estinzione. In questo modo gli acquisti sarebbero indirizzati secondo l’AP, partendo dalla Carta delle Collezioni e quindi non dal basso, basandosi solo sulle richieste dell’utenza come talvolta avviene nelle biblioteche accademiche. Sara Dinotola ha infine  evidenziato come l’AP sia un metodo di acquisizione in cui bibliotecari hanno il ruolo prioritario di valutatori.

I successivi interventi dei presenti hanno animato un dibattito partecipato nel quale con piacere si è notato l’interesse degli amministratori e della politica locale per lo sviluppo della biblioteca come punto di fruizione di collezioni utili e ben organizzate. Una biblioteca, nel caso specifico, che aggiunge alla bellezza e ariosità della sede un continuo miglioramento dell’offerta, sia dal punto di vista dei servizi al pubblico che dell’organizzazione documentaria, mostrando anche disponibilità e accoglienza a occasioni di incontro e scambio come questa.

Paola Maddaluno

Paola.Maddaluno@tiscali.it