Nel suo primo anno di attività, la Sezione Toscana ha ritenuto prioritario orientarsi sulla situazione regionale in ambito NpL, al fine di individuare iniziative ed interventi corrispondenti alle esigenze e realmente utili alla diffusione e consolidamento del progetto.
Valido aiuto in questa direzione è venuto dallo svolgimento a livello locale dell’indagine progettata dal Coordinamento nazionale. Il breve contributo che presentiamo non vuole ovviamente, e non potrebbe, sostituirsi alla più ampia lettura, valutazione, comparazione dei risultati dell’indagine che potrà farne il Coordinamento nazionale; è solo un esame di alcuni aspetti ritenuti particolarmente significativi per la finalità indicata poco sopra.
Una prima evidenza è il numero limitato di risposte (17 su un totale di circa 268 questionari inviati); un’evidenza che presumibilmente non varierebbe di molto pur tenendo presente che alcuni questionari o le relative risposte non siano giunti a destinazione; che l’unico bibliotecario cui è affidata la gestione della biblioteca non si sia potuto impegnare nella compilazione di un questionario molto ricco e articolato; che alcune biblioteche, pur svolgendo attività a favore dei bambini dei primi anni di età, non si siano ancora formalmente associate a NpL (un aspetto che meriterebbe però di essere meglio indagato eventualmente con un supplemento di indagine). È una conclusione valida ancor più sul fronte dei Pediatri: pochissimi infatti hanno risposto al questionario e spesso in modo incompleto.
Dunque, per quanto non poche tra le biblioteche rispondenti offrano esempi eccellenti per impegno di risorse, iniziative realizzate, crescente soddisfazione e fidelizzazione del pubblico, perché il progetto abbia una più diffusa adesione, sembra necessaria un’attività di forte sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni, delle biblioteche, degli operatori, dei genitori. Se non la sola, una via certamente da percorrere a questo fine è l’attività formativa che preveda la partecipazione congiunta di tutti gli operatori (bibliotecari, pediatri, educatori, volontari) anche al fine di superare eventuali difficoltà di rapporto e colloquio tra i vari istituti e soggetti implicati nel progetto. Eppure alla formazione, in base ai risultati dell’indagine, fa riferimento ancora solo una minoranza di biblioteche, peraltro non sempre con interventi continuati nel tempo.
Si apre dunque un ampio spazio in cui la Sezione può lavorare in prima persona o sostenendo valide iniziative di altri soggetti. Abbiamo infatti con piena convinzione dato il patrocinio all’incontro formativo promosso in collaborazione con la Regione Toscana, dal “Centro regionale di servizi per le biblioteche per ragazzi” attivo presso la Biblioteca di Villa Montalvo di Campi Bisenzio, sui temi della lettura e dei libri per bambini da 0 a 6 anni. L’incontro si svolgerà in tre sedi diverse (Campi Bisenzio, Siena, Pisa) rispettivamente nei mesi di settembre, novembre, dicembre al fine di consentire la
più ampia partecipazione delle reti bibliotecarie toscane (maggiori informazioni si possono trovare alla pagina: http://www.liberweb.it/CMpro-v-p-949.html). Altrettanto positivamente la Sezione ha risposto alla richiesta di
patrocino della Biblioteca Nuova dell’Isolotto di Firenze che propone, per il prossimo ottobre, un ciclo di cinque incontri diretti a sensibilizzare i futuri e neo-genitori su vari aspetti della relazione con il neonato ed a fornire consigli per avvicinare i bambini al piacere della lettura, fin dai primi mesi di vita (il programma definitivo è attualmente in corso di stesura). Ulteriori spunti per definire strategie di intervento da parte della Sezione, si possono trarre dalle risposte relative all’impiego di volontari, alle iniziative a favore degli immigrati, ai partner cui le biblioteche fanno riferimento
per la conduzione del progetto. Sul primo punto stupisce non poco lo scarso riferimento alla collaborazione dei volontari nello svolgimento di un’attività cui si attribuisce grande importanza per lo sviluppo del bambino quale la “Lettura ad alta voce”.
Molte biblioteche dichiarano di praticarla, affidandola soprattutto o esclusivamente ad operatori interni. Solo alcune ricorrono alle due componenti, operatori interni e volontari. Queste ultime sono in genere quelle che dedicano un maggior numero d’incontri (una biblioteca addirittura con cadenza settimanale), che sono riuscite a creare un gruppo stabile di lettori volontari, che svolgono corsi a loro dedicati. Valorizzare il volontariato, anche quello dei genitori, è dunque importante. Del resto sono molte le persone (giovani e meno giovani) ben contente di dare il loro contributo (più volte come Sezione abbiamo ricevuto richieste d’informazioni al riguardo) e sarebbero disponibili a seguire corsi appropriati. L’indagine non consente di approfondire il perché della riluttanza delle biblioteche a far riferimento ai volontari; alcune motivazioni si possono intuire, ma non giustificano a nostro parere delle chiusure. Altrettanto meritevoli di approfondimento sono le ragioni della scarsità di interventi a favore degli immigrati: molto limitato il numero di biblioteche che dedicano particolare attenzione a questa componente della popolazione per rilevarne
la presenza, realizzare iniziative per i bambini, mettere a disposizione libri in altre lingue. Da cosa dipende? Scarsità di risorse (finanziarie e di personale), mancanza di sensibilità e di consapevolezza verso il problema? Altre cause? Infine sui partner del progetto. Relativamente elevato il rapporto con i Comuni (spesso i principali punti di riferimento per il finanziamento dell’attività) e con i Sistemi bibliotecari, un dato certamente sempre positivo e in particolare in un momento di difficoltà quale l’attuale. Presente solo in alcune realtà il rapporto con i pediatri che dovrebbero invece avere qualificanti e più frequenti occasioni di confronto e progettualità; molto limitati i rapporti con la Scuola e con le biblioteche scolastiche che, se correttamente impostati, sarebbero fecondi di risultati ed in grado di favorire la continuità del rapporto del bambino con la lettura. In conclusione. Non vorremmo con questa analisi breve e che ad alcuni potrà apparire troppo severa, dare un’immagine errata del contributo dato dalle biblioteche toscane alla crescita culturale dei bambini ed al progetto NpL che ha ben individuato motivazioni, strategie, strumenti per favorirla. Come detto all’inizio, desideriamo invece rilevare i punti critici per affrondarli e lavorare efficacemente. Riuscirci naturalmente è una scommessa legata a molte variabili. Molto utile potrà essere il confronto con le situazioni registrate nelle altre Sezioni, conoscerne esperienze e pratiche, mettere a punto in comune modalità e strumenti di azione e, non certo ultimo, il sostegno del Coordinamento nazionale.
dimajo@aib.it
nerpatrizia@gmail.com



