Da Viviana Vitari riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Se menzioniamo il Belgio, l’associazione di idee va verso Simenon, una prima Yourcenar, oltre che Tin Tin e i Puffi. Aggiungiamo pure un vecchio Bruegel con il suo villaggio dei proverbi fiamminghi. Il Paese dei Diavoli Rossi non manca, infatti, di un’audace cartografia popolare, la cui saggezza ci viene restituita dall’inesauribile rimediazione dell’arte. Volando su Bruxelles lo scorso Novembre, ho recuperato la lettura di un altro proverbio, in quel caso rinascimentale – met kunst en vliegwerk /con lavori volanti e arte. Sta ad indicare che ci sono modi inconsueti per arrivare a un risultato. In quel caso, lavori volanti lo erano letteralmente. Stavo partecipando a un “blitz” istituzionale con dei workshop per affrontare con speditezza la missione 1 PNRR, facendo metodologicamente leva su quella capacità imprenditoriale propria del lombardo.
Il gruppo di lavoro era coordinato da Anci Lombardia, trovava sostegno regionale e veniva accolto presso la Casa Lombardia di Place du Champs de Mars. Una sede che offre, dichiaratamente, opportunità di coworking logistico e progettuale con diversi attori del sistema socioeconomico. Ci si è immersi in una serie di confronti con i referenti EU: lavori volanti, ma densi. Per dare operatività ai piani di resilienza economica contano progetti ben scritti, ma l’attenzione va posta anche sulla loro ricaduta reale. Gli intenti stanno nel far transitare il vecchio continente verso una diversificazione del mercato professionale, la mobilità, un’innovazione sociale reale e non solo conclamata, una semplificazione amministrativa agevolata dalla tecnologia, la chiarezza dei propositi dichiarati per la valorizzazione della qualità della vita anche nelle piccole realtà. La sessione di lavori di cui ho fatto parte si è sviluppata su suggerimenti bidirezionali fra partecipanti del cluster 1 “digitale, turismo, cultura” e i loro capiprogetto. Punti cruciali rimangono i criteri di eligibilità dei progetti e la disseminazione dei loro risultati. Non è infatti la comunicazione ad essere sentita come problematica, bensì l’uso efficace dei finanziamenti una volta ottenuti: fra i tanti ambiti, qual è il valore aggiunto che i cittadini sperimentano? Davvero migliora la qualità della vita? Che cosa succede dopo la rendicontazione economica di un percorso culturale? Nel design progettuale iniziale in che modo sono sostenuti, non solo declamati, i criteri ambientali?
Passo successivo è stata la visita alla biblioteca del Parlamento. Con Neil Murray (bibliotecario ai servizi di ricerca parlamentare), Annamaria Forgacs (responsabile dell’unità “Linking the Levels”) e Claudio Collova (analista nel medesimo centro di ricerca), ci siamo seduti intorno a un tavolo del Building Spinelli, un palazzo dove si interfacciano la modernissima biblioteca e l’emiciclo parlamentare. Di fatto, il Parlamento è (anche) la biblioteca, lo impariamo da Fernando Venturini. Abbiamo attraversato il foyer dove i parlamentari e membri delle commissioni suggeriscono incontri con autori e specialisti. Abbiamo consultato le schede del “European Parliamentary research service”, valutato la libertà intellettuale delle collezioni di scienze politiche, consultato la sezione di libri e riviste in lingua italiana. Le pubblicazioni, inclusi video, grafici e podcast, sono liberamente disponibili su Think tank con infografiche anche interattive. L’Unità “Linking the levels” redige sintesi pre-legislative atte a formare stakeholders e politici ed esercita una proficua pressione sui temi emergenti che provengono da tutte le istituzioni, indipendentemente dall’ampiezza della loro platea. Per lo sviluppo di una coscienza da next generation rimangono di interesse gli studi sugli shock futuri e il cosiddetto “treno legislativo” da considerare anche per l’inoltro di petizioni di ampliamento del dibattito su problemi reali. La domanda diffusa su “che cosa fa per me l’Europa” trova la sua vetrina in un apposito portale. E’ una selezione delle risorse degli argomenti trattati, utile per esplorare il complesso dispositivo per la ripresa e la resilienza, oggi il principale strumento di finanziamento della Commissione Europa.
Ai referenti dell’unità “Linking the levels” abbiamo fatto un dono di rappresentanza per incrementare la collezione della biblioteca europea. Per omaggio dall’Associazione Italiana Biblioteche:
Rapporto sulle biblioteche italiane 2018-2020, a cura di Vittorio Ponzani; direzione scientifica di Giovanni Solimine. Roma: Associazione Italiana Biblioteche, 2021.
The bibliographic control in the digital ecosystem, edited by Giovanni Bergamin and Mauro Guerrini; with the assistance of Carlotta Alpigiano. Roma: Associazione italiana biblioteche; Macerata: Edizioni Università di Macerata; Firenze: Firenze University Press, 2022.(Biblioteche & bibliotecari; 7).
Associazione italiana biblioteche, Il portfolio delle competenze: un nuovo strumento per il professionista dell’informazione, a cura dell’Osservatorio Formazione (coordinatore Patrizia Lùperi); contributi di Manuela De Noia, Matilde Fontanin, Patrizia Lùperi. Roma: Associazione italiana biblioteche, 2017.
La biblioteca scolastica: innovazione, insegnamento e sviluppo culturale: prima Giornata biblioteche scolastiche, Associazione italiana biblioteche, Sezione Lombardia: Milano, 1. ottobre 2022 / a cura di Cristina Gioia, Roberta Moro e Viviana Vitari. Milano: Associazione italiana biblioteche, Sezione Lombardia, 2022.
Come editrice Bibliografica, sono stati consegnati i due volumi “L’innovazione in biblioteca” di Ferruccio Diozzi (2022) e “Come fare coworking in biblioteca” di Viviana Vitari (2021) in quanto lo stile di lavoro citato trova applicazione anche presso la sede a Bruxelles di Casa della Lombardia: in essa dal 2001 viene favorita l’interazione fra vari portatori di interesse del settore pubblico e privato.
Al ritorno in aeroporto, nella straniante atmosfera dei ripensamenti, rileggevo un altro vecchio motto popolare dipinto da Bruegel: un muro con crepe crollerà presto, ovvero le cose non curate sono destinate al fallimento. Un proverbio non è sempre dotato di proprietà transitive, però rimane una popolare testata d’angolo. In questo caso, nella costruzione della qualità dell’offerta culturale significa che occorrono cura e resilienza. Poi bisogna ripartire, sempre.
Viviana Vitari



