L’attività che la sezione “Rare Books & Special Collections” di IFLA ha organizzato in occasione del convegno annuale della Federazione internazionale delle associazioni bibliotecarie, tenutosi lo scorso agosto a Rotterdam, è incentrata su un tema principale di grande rilevanza: l’influenza che l’imperialismo occidentale ha avuto nella rappresentazione delle minoranze indigene. Ritroviamo questa “eredità” coloniale nelle collezioni speciali delle biblioteche, nelle quali sedimentano degli stilemi e degli stereotipi tipici del periodo della loro creazione e della loro acquisizione, influiscono sull’immaginario collettivo e costituiscono, di fatto, una testimonianza mediata del passato delle comunità coinvolte; diviene quindi moralmente prioritario rileggere con la sensibilità e l’oggettività attuale queste fonti, premurandosi lavorare per creare le basi di un futuro più giusto ed egualitario.
Questo percorso, che combina l’analisi del passato unito allo studio di soluzioni performanti per raggiungere gli obbiettivi, è stato condotto insieme alla sezione “Indigenous Matters”, creata nel 2015 sulla scia della crescita dell’omonimo gruppo di interesse, con l’obbiettivo di garantire che le strutture, i servizi, le politiche e le pratiche della biblioteca vedano le popolazioni indigene e le minoranze tutelate dallo sfruttamento, dall’emarginazione o da una condizione di svantaggio.
La conferenza satellite che precede l’avvio del convegno (18-19 agosto 2023), è il primo evento organizzato dalle due sezioni IFLA in collaborazione con l’Università di Leida. Si intitolata Empire, Indigeneity, and colonial heritage collections: confronting difficult pasts, enabling just futures. Dopo un primo intervento chiave di Damian Webb Confronting Difficult Pasts, si sono susseguite un totale di cinque sessioni che hanno coinvolto relatori provenienti da diversi paesi: Finlandia, Indonesia, Filippine, Canada hanno portato le loro esperienze, raccordate con quelle dei professionisti operanti in biblioteche europee in cui sono conservati i documenti del passato coloniale. I temi affrontati prendevano le mosse dal riconoscimento delle testimonianze indigene all’interno della documentazione posseduta, allo studio, speculare e imparziale, della storia coloniale; passando attraverso l’analisi della metodologia professionale necessaria per avvicinarsi a questa documentazione, si giunge al tema centrale della elaborazione di metodologie (tra cui lo sviluppo delle collezioni, la collaborazione interistituzionale e la riunificazione digitale dei materiali) a cui far riferimento per creare un futuro basato sul rispetto e sulla giustizia, basandosi su alcuni esempi pratici di utilizzo dei metadati e del digitale per raggiungere questo obbiettivo.
La riflessione prosegue anche nel vivo del congresso IFLA, attraverso due incontri in cui si ribadiscono da un lato l’importanza di lavorare sulla descrizione dell’eredità culturale che le collezioni delle biblioteche veicolano, applicando le nuove sensibilità per cambiare le passate culture. Infine, si mette in evidenza come l’obbiettivo alto di questo impegno sia la promozione di una società inclusiva, giusta e pacifica, come già sostenuto da UNESCO.
Le biblioteche e le collezioni sono, ancora una volta, riconosciute come importanti soggetti nella trasmissione della memoria e del sapere, nell’educazione e nella trasmissione di valori di democrazia e inclusione che le nostre associazioni difendono.
Elisabetta Zonca, Biblioteca dell’Accademia di architettura di Mendrisio
elisabetta.zonca@aib.it



