Mostra organizzata dall’Associazione Ippogrifo di Semproniano, con la cura scientifica di Anna Manfron e Lorenzo Baldacchini, progetto grafico e allestimento di Marco Banci.
Un tesoro ritrovato: questo il titolo della mostra che si terrà dal 25 al 28 aprile a Rocchette di Fazio nel Comune di Semproniano (GR). La mostra nasce dal ritrovamento di un nucleo di volumi editi in gran parte nei primi decenni del Novecento, tutti provenienti dalla bibliotechina della Scuola elementare di Rocchette di Fazio, che doveva comprendere in origine oltre 200 volumi ed era collocata nella ex Chiesa di S. Cristina. Nella mostra sono esposti circa 40 degli oltre 100 volumi che formano il fondo più antico della Biblioteca comunale di Semproniano. La piccola raccolta di libri, corredata da fotografie dell’epoca, evoca atmosfere, pensieri e fantasie degli anni Venti e Trenta del Novecento, restituendo a una comunità un frammento del suo passato. Questi libri ci parlano di chi li ha pensati e scritti, di chi li ha materialmente stampati, editi e venduti e perfino di coloro che li hanno presi in mano per leggerli, quando hanno lasciato, magari scritti a matita, i loro nomi.
Libri per i bambini e le bambine e, in parte, volumi destinati all’aggiornamento pedagogico-didattico di maestre e maestri. Quelli per i ragazzi – filastrocche, racconti, romanzi, opere di divulgazione storica e scientifica – sono quasi sempre illustrati da disegnatori (tra i quali Antonio Rubino, Attilio Mussino, Yambo, Piero Bernardini, Gustavino, Marina Battigelli) che, con le copertine e le figure all’interno, rendevano attraenti i volumi e ne sintetizzavano i contenuti, accendendo l’immaginazione dei piccoli lettori. Libri modesti in apparenza, non sempre in buono stato, ma che diventano col tempo rari documenti di un’epoca, anche per le tracce (timbri, annotazioni, firme) che recano. Esemplare il caso della Civiltà romana di Aldo Lattes e Giuseppe Gallico (Firenze, Battistelli, s.d.) manuale scolastico censurato a seguito delle leggi razziali del 1938 con l’eliminazione della copertina e del frontespizio per cancellare i nomi dei due autori, entrambi di religione ebraica, e proprio per questo rarissimo (a tuttoggi questa è l’unica copia posseduta da biblioteche italiane secondo il catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale).
Notevole anche il ruolo delle donne: il mondo dell’educazione ha rappresentato un primo passo per l’emancipazione femminile. La maggior parte del corpo insegnante era costituito da maestre, spesso preferite perché il loro stipendio era molto inferiore a quello dei colleghi maschi. Nei libri per ragazzi della bibliotechina di Rocchette si riconoscono tracce evidenti di un variegato mondo femminile. Troviamo donne autrici, molte traduttrici, una famosa illustratrice e un caso del tutto particolare, quello della fiorentina Elda Bossi (1901-1996) che fu tutte queste cose insieme oltre a essere stata socia di maggioranza, amministratrice delegata e direttrice di case editrici.
L’iniziativa – che documenta la sensibilità di un’epoca lontana nei confronti della diffusione del libro e della lettura fino nelle aree rurali d’Italia – si prefigge anche lo scopo di sensibilizzare cittadini e amministratori sull’importanza dei servizi bibliotecari in un piccolo comune, dove purtroppo da molti anni la biblioteca non ha le risorse finanziarie e di personale specializzato per promuovere la lettura e soddisfare le esigenze informative e culturali della comunità.




