In presa diretta: notizie di prima mano da un convegno salernitano

La Biblioteconomia cresce: fondamenti, tendenze e contaminazioni di una disciplina in evoluzione.

Nei giorni 28 e 29 novembre si è tenuto, presso l’Università degli studi di Salerno, il convegno La Biblioteconomia cresce: fondamenti, tendenze e contaminazioni di una disciplina in evoluzione. L’evento è stato patrocinato e finanziato dal Dipartimento di Scienze del patrimonio culturale e dell’Ateneo e ha ottenuto i patrocini della Società italiana di Scienze bibliografiche e biblioteconomiche (SISBB), dell’Associazione italiana docenti universitari Scienze archivistiche (AIDUSA), dell’Associazione italiana biblioteche (AIB), dell’Associazione nazionale archivistica italiana (ANAI). Si è trattato di una prima e importante occasione di confronto tra ricercatori, provenienti da numerosi atenei italiani, che rappresentano il presente e, in prospettiva, il futuro delle Scienze del libro e del documento nel nostro Paese. L’evento si è svolto nell’Aula Carmine Pecoraro, ha visto oltre cento presenze già a partire dalla prima giornata, con la partecipazione di numerosi professionisti del settore, studenti e docenti. Dopo l’abituale registrazione dei partecipanti, sono seguiti i saluti istituzionali del Direttore del Dispac, Armando Bisogno, di Maria Rosaria Califano, direttrice del centro Bibliotecario di Ateneo, di Pio Manzo, presidente AIB Sezione Campania e di Concetta Damiani che ha sostituito l’attuale presidente ANAI Sezione Campania.

Ad aprire i lavori è stata Anna Bilotta che ha iniziato spiegando il chiaro riferimento, nella scelta del titolo del convegno, al matematico e bibliotecario indiano Ranganathan, padre delle cinque leggi della Biblioteconomia, tra cui appunto “la biblioteca è un organismo che cresce”. La relatrice si è soffermata sulla difficoltà di definire un’identità univoca della biblioteca per la sua continua evoluzione e complessità. Tale complessità determina in parte la difficoltà di definire la biblioteconomia stessa che nel tempo, nel nostro paese, ha visto susseguirsi declinazioni e posizioni anche molto differenti. Bilotta ha sostenuto inoltre l’importanza di guardare a questo appuntamento come un punto di partenza e soprattutto nella speranza che possa trasformarsi in un incontro periodico ed essere ospitato anche da altri Atenei in Italia, con lo scopo di tenere aperta e viva la discussione sulle tante questioni affrontate in questi due giorni.

La prima sessione, Biblioteconomia e Archivistica: relazioni e terreni comuni è stata introdotta e coordinata da Marcello Andria con Simona Turbanti, Concetta Damiani, Francesca Nemore, Antonella Trombone, Giorgia Di Marcantonio. S. Turbanti, intervenendo sulle discipline del libro, è partita dalla non facile definizione di “disciplina” della Biblioteconomia che tende ad occupare spazi tra le altre discipline. L’intervento si è focalizzato sulle caratteristiche delle giovani discipline del libro in Italia, facendo riferimento alla loro natura composita e alle opportunità, sia a livello formativo (per gli studenti) che considerando nuovi spazi di ricerca per gli studiosi. Ha continuato C. Damiani sullo stato dei rapporti tra la dimensione archivistica e le Digital humanities considerate in funzione delle discipline LIS. Le tradizionali regole condivise di descrizione archivistica sono ormai in crisi e l’Archivio deve proporsi come un insieme di risorse, riutilizzabili in nuove forme, aperte e disponibili alla produzione di nuovi contenuti. F. Nemore è intervenuta sulla differenza tra archivi di persona e biblioteche d’autore e su come le due tipologie di fondi, tuttavia, abbiano tante e tali caratteristiche in comune che quasi non si riesce a distinguerle. L’ intervento di A. Trombone si è concentrato sulla valorizzazione degli archivi delle biblioteche. La studiosa ha fornito le coordinate per analizzare i vari aspetti venuti fuori anche da un confronto con le soprintendenze di riferimento per indagare in quale modo gli elementi di storia delle biblioteche e della Biblioteconomia possano contribuire alla valorizzazione del ruolo e dell’uso di una biblioteca. Infine G. Dimarcantonio ha discusso sull’introduzione delle tecnologie semantiche e dell’intelligenza artificiale nel settore archivistico e bibliografico; focus della relazione sono state le opportunità come le criticità legate all’uso di tali tecnologie.

Nel pomeriggio del 28, il convegno è continuato con la Tavola Rotonda sui rapporti tra avanzamenti disciplinari, formazione e reclutamento, con introduzione e coordinamento di Elisabetta Angrisano. Sono intervenuti Paola Castellucci, Federico Valacchi, Maria Pia Cacace e Erika Vettone. P. Castellucci ha svolto un breve excursus sulla posizione di Ranganathan nella società a lui contemporanea con un occhio alla Biblioteconomia che cresce anche nella sua forma critica, cercando di seguire linee che fino a questo momento sono state tenute fuori. Sono state analizzate alcune parole chiave che vedono la biblioteconomia presentarsi con un proprio pensiero critico nella sua evoluzione inclusiva, non darwiniana, alla stregua di un percorso di crescita verso l’aspetto interdisciplinare: cresce, si evolve non in modo deterministico ma in maniera interdisciplinare e metadisciplinare (attenzione verso sé stessi). Ha proseguito Federico Valacchi sulla strategia delle associazioni scientifiche che collaborano strettamente perché nello scambio aperto e sincero si cresce. Siamo in un momento di estrema fibrillazione, si veda il PNRR, e quindi le nostre materie fanno i conti con violente accelerazioni del progresso tecnologico che investono le attività archivistiche e librarie, ad esempio la digitalizzazione. Come pensiamo di governare a lungo termine questi progetti? Valacchi si è inoltre chiesto, in maniera critica, cos’è un archivio digitale e, se c’è un bisogno formativo è necessario che ci sia qualcuno che regolamenti il tutto. Maria Pia Cacace è intervenuta come coordinatrice dell’osservatorio formazione AIB proponendo un confronto su formazione formale e informale (l’Università ci dà un livello di base e poi sta a noi specializzarci). L’AIB è legata alla legge 4/2013 e tutti coloro che fanno richiesta di iscrizione all’AIB, aderiscono alla formazione informale in linea con le attività che i concorsi richiedono. Ciò che manca sono alcune competenze trasversali presenti nei bandi, competenze e conoscenze che si devono trasformare in abilità, comprese alcune importanti competenze digitali. È necessario collaborare per la crescita della nostra professione. Infine è intervenuta Erika Vettone. L’ANAI è l’associazione consorella dell’AIB, tutela gli archivisti ed eroga formazione specialistica non accademica. Anche per gli archivisti è importante la legge 4/2013 con norma Uni integrata così come, dal punto di vista scientifico, sono fondamentali gli standard descrittivi. Per una serie di concause la nascita delle lauree specialistiche ha definito i percorsi professionali, cosa che prima non era scontato. Negli ultimi vent’anni le competenze e la missione della professione ha comportato una visione di allargamento dell’orizzonte professionale e di collaborazione tra le parti. La relatrice ha accennato anche alla questione degli archivi privati ibridi che costringe a rapportarci ad altri patrimoni ed altri standard descrittivi in quanto enti e persone possono aver sedimentato libri, documenti, oggetti. E’ seguito un breve dibattito tra gli interlocutori.

La giornata del 29 intitolata Biblioteconomia e Bibliografia tra prospettiva storica e contemporaneità è stata introdotta e coordinata dal Prof. Vincenzo Trombetta e sono intervenuti Enrico Pio Ardolino, Domenico Ciccarello, Rosa Parlavecchia e Valentina Sanzini. E. Ardolino ha dedicato il suo intervento alla figura del bibliotecario Vittorio Camerani, prendendo in esame la documentazione conservata presso l’archivio storico della Sapienza Università di Roma, relativa all’attività didattica di Camerani, al fine di mostrare l’assetto dei corsi di Biblioteconomia. D. Ciccarello ha ricordato come nell’Ottocento si moltiplicava il patrimonio delle nostre pubbliche biblioteche, allargando la base sociale dei lettori e di come la Biblioteconomia viene chiamata in causa per individuare metodi efficaci per un riordinamento logico e fisico collegando la discussione alla nostra Era di Internet, Digitale, Social Network e I.A. Rosa Parlavecchia ha discusso sul ruolo dei libri in grado di diffondere idee rivoluzionarie. L’obiettivo del contributo è esaminare l’evoluzione della censura libraria nel corso della storia, dalla distruzione fisica dei libri attraverso i roghi, fino alle forme contemporanee di cancellazione simbolica, la cosiddetta Cancel culture. Il contributo di V. Sonzini ha invece proposto lo stato dell’arte sulle ricerche relative alle biblioteche italiane, alla presenza femminile nelle biblioteche, mettendo a fuoco le capacità professionali e la preparazione delle donne che hanno modellato il contesto bibliotecario italiano contemporaneo.

La sessione del pomeriggio di venerdì 29, Digitale, sostenibile, sociale: la Biblioteconomia alla prova dei tempi è stata introdotta e coordinata dal Prof. Giovanni Di Domenico con i docenti Rossana Morriello, Lucia Sardo, Maria Senatore Polisetti e Sara Dinotola. R. Morriello si è soffermata sul concetto di “dimensione frattale” applicato alla Biblioteconomia che evidenzia come le strutture dinamiche, proprie dei frattali, possano offrire un modello interpretativo per comprendere l’evoluzione del settore. Analizzando il passaggio dalla biblioteca tradizionale alla smart library, si suggerisce una visione della biblioteca come ecosistema flessibile e in continua evoluzione. L. Sardo ha presentato una panoramica delle principali questioni legate alla sostenibilità e all’inclusione in riferimento alla teoria e alle pratiche catalografiche sollevando problematiche note ma mai effettivamente risolte tra cui l’accesso libero e democratico ai dati. M. Senatore ha presentato un contributo articolato in tre filoni: il primo ha analizzato brevemente il passato per una indagine sulla percezione delle nuove tecnologie e sull’utilizzo dell’I.A.; il secondo ha messo in luce i risultati di un indagine anonima svolta su un campione di docenti e discenti sui temi del digitale; il terzo ha riguardato i futuri scenari e la percezione dei cambiamenti in relazione alla ricerca accademica e alla professione. Ha chiuso il convegno S. Dinotola con un intervento incentrato sulla promozione della cultura della sostenibilità in biblioteca attraverso scaffali tematici transmediali. Tema che comporta rilevanti trasformazioni in riferimento sia ai paradigmi della Biblioteconomia sia alle modalità di gestione delle biblioteche.

Manuela Iacuzio