Giovani talenti in luce. Un’intervista a Francesca Manca

Francesca Manca, Premio Giorgio De Gregori 2024, parla del suo libro appena pubblicato I giovani e la lettura: il ruolo delle biblioteche nell’epoca del BookTok.

Intervista a cura di Loredana Carrino e Maria Chiara Ceccarelli

«La biblioteca è un servizio finalizzato alla mediazione» scrive Giovanni Solimine «essendo il suo scopo quello di favorire l’incontro tra gli utenti e le loro domande, da un lato, e i documenti che contengono le risposte a queste domande, sull’altro versante» – suona così l’incipit del libro vincitore del Premio De Gregori 2024, promosso dall’Associazione Italiana Biblioteche: I giovani e la lettura: il ruolo delle biblioteche nell’epoca del BookTok, (https://www.aib.it/prodotto/i-giovani-e-la-lettura-il-ruolo-delle-biblioteche-nellepoca-del-booktok/)

L’autrice, Francesca Manca, dottoressa magistrale in Scienze del libro e del documento presso l’Alma Mater Studiorum. Specializzata nella fascia d’età 0-16 anni, svolge attività di promozione della lettura, organizzando laboratori didattici e creativi, letture animate e gruppi di lettura, in veste di bibliotecaria, nelle biblioteche pubbliche di Bologna.

Il libro, il cui impianto chiaro e ordinato un po’ lo svela, è la rielaborazione del lavoro di tesi magistrale di Francesca Manca, che ha deciso – sulla base del contatto professionale con fasce di lettori giovani – di indagare i cambiamenti che colpiranno il mondo della lettura, sempre più connessa a una dimensione sociale e di condivisione.

In un complesso e sfaccettato panorama culturale, segnato dalla trasformazione digitale che vede trasmigrare il libro sempre più sulle piattaforme social, l’opera indaga il fenomeno del BookTok, la comunità di giovani lettori che – attiva su TikTok – influenza il mercato editoriale attraverso la creazione di contenuti letterari.

A partire da fonti bibliografiche e osservazioni dirette, il testo propone, quindi, una riflessione critica sul rapporto tra lettura, giovani e cultura digitale, restituendo centralità alle biblioteche, quali promotrici e mediatrici di lettura all’interno delle emergenti dinamiche librarie.

Qual è quindi, Francesca, il target di lettori che più vorresti raggiungere: i professionisti della biblioteca o le giovani generazioni di Tiktoker?

FM: «Il libro si rivolge a chi lavora in biblioteca o in relazione con essa, perché sono loro la componente chiave per ripensare il ruolo di questa istituzione all’interno di un panorama culturale profondamente trasformato dai social media. 

Nel volume ho voluto riportare un’analisi delle abitudini, dei desideri e delle opinioni dei giovani lettori e della community del BookTok con l’intento di lanciare una sfida ai professionisti del settore: instaurare un dialogo consapevole, sia con i ragazzi che con le nuove forme di socialità attorno alla lettura. Penso che questo confronto dinamico possa essere un elemento fondamentale per restituire centralità alle biblioteche

In un’epoca di editoria digitale e letture social, credi che le grandi istituzioni di conservazione e promozione del libro, quali le biblioteche, debbano necessariamente rivedere la loro missione per sopravvivere, oppure la loro forza è nelle architetture – materiali e immateriali – classiche e fondanti?

FM: «Credo che i pilastri fondanti delle biblioteche debbano rimanere invariati. La cura e la selezione delle collezioni, l’accesso libero, gratuito e democratico alle informazioni e agli spazi sono solo alcuni degli elementi che devono essere preservati. Allo stesso tempo, ritengo che possa essere utile reinterpretare il ruolo delle biblioteche per tenere insieme tradizione e innovazione affinché continuino a essere concretamente al servizio delle loro comunità. Prima ancora dell’azione però, dev’esserci un’attenta osservazione dei linguaggi e delle pratiche emergenti. In tal senso, questo libro può essere un primo passo per una riflessione più ampia sul futuro delle biblioteche.»

È nei social il futuro della lettura?

FM: «I social sono uno dei luoghi in cui oggi circola la lettura. Qui può accendersi una vera e propria passione che trova spazio per crescere attraverso forme di condivisione e di comunità virtuali. 

Non credo però che questa necessità di confronto si esaurisca online, anche perché continuano a nascere nuove modalità di ritorno al mondo offline e allo scambio di persona. Né tantomeno credo che i social possano sostituire altre realtà culturali. Inoltre bisogna considerare i rischi e le criticità di TikTok e di altre piattaforme accessibili ma private che devono essere portati alla luce. 

I social sono un mezzo, un mezzo che può essere utile per dare nuova popolarità al mondo dei libri, ma è nel dialogo tra i lettori, i social e le istituzioni come le biblioteche che vedo il futuro della lettura.»