La Bozza di proposta di Legge dell’AIB “Norme sul Sistema Bibliotecario Italiano e sui suoi servizi”: un’analisi e qualche riflessione.

Da Raffaele De Magistris riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Nonostante in anni recenti abbiano visto la luce diversi provvedimenti legislativi e atti amministrativi che hanno provato a ricomporre in una trama unitaria la varietà delle componenti legate al mondo del libro e della lettura (si pensi alla legge n. 15/2020[1], al CEPELL, alla nascita dei Patti locali per la lettura…), resta ancora oggi irrisolta, come noto, una delle maggiori, se non la maggiore, criticità del panorama bibliotecario in Italia: la sua frammentazione; frammentazione territoriale, tipologica, di appartenenza amministrativa, di decisori politici. Le nostre biblioteche costituiscono un agglomerato eterogeneo privo di un collante strutturale e politico-amministrativo, benché troppo spesso si usi denominarlo “sistema bibliotecario”.

La questione è sul tappeto ormai da decenni; e l’AIB, fin dagli anni Sessanta, ha ricoperto un ruolo di primo piano nel dibattito sulla necessità di una legislazione più coerente e moderna, che, mediante una Legge quadro nazionale, definisse i principi fondamentali del Sistema Bibliotecario Italiano, armonizzando la legislazione regionale e statale e riconoscendo pienamente il ruolo sociale delle biblioteche pubbliche.

La “Conferenza Nazionale delle Biblioteche Italiane” del 1979[2] ha segnato un momento cruciale e periodizzante in questa vicenda, perché per la prima volta, grazie all’impegno di figure lungimiranti quale Angela Vinay, si ebbe il passaggio dalla discussione teorica a un’azione concreta, sebbene incompiuta, per realizzare un “sistema”.

Ancora attualissimi i principi e i contenuti fondamentali della Proposta allora formulata dalle strutture del Ministero con la collaborazione dell’AIB, a cui si deve un supporto scientifico decisivo per l’articolato di legge: definizione del sistema quale rete di cooperazione effettiva e permanente; chiarificazione delle rispettive competenze tra Stato e Regioni; primo approccio alla definizione dei parametri di funzionamento, per garantire livelli minimi di erogazione dei servizi su tutto il territorio peninsulare; creazione di una struttura di cooperazione tecnica centralizzata (che poi evolverà in SBN) per la catalogazione partecipata, il prestito interbibliotecario e l’informazione bibliografica nazionale; norme per la qualificazione professionale del personale, le sue competenze e carriere. Altrettanto attuali i motivi del suo arenarsi: primo fra tutti il “rifiuto politico”, che è stato tradizionalmente la risposta più “semplice” alle difficoltà di riportare e bilanciare all’interno di una cornice organica le responsabilità legislative concorrenti tra livello centrale e livello/i regionale/i.

Non a caso le istanze culminate nella Conferenza Nazionale virarono successivamente verso meno ambiziose forme di coordinamento tecnico-operativo, pur se di enorme rilevanza e significato come il Servizio Bibliotecario Nazionale.

Oggi l’AIB “ci riprova”.

L’attuale CEN, infatti, fra gli obiettivi dell’Area strategica di intervento 1 (Advocacy per bibliotecari e biblioteche), ha individuato quello di “promuovere un’azione politico/istituzionale al fine di giungere ad una legge nazionale sulle biblioteche e per la definizione dei livelli minimi uniformi di qualità delle biblioteche”. A seguito di ciò, nel dicembre 2024 è stato costituito un apposito “Gruppo di lavoro per una Legge sulle biblioteche”,[3] coordinato da Luca Bellingeri, componente del CEN con delega per le questioni legislative, e composto da Laura Ballestra ed Enzo Borio, rispettivamente presidente e vicepresidente AIB, Simona Bo, Cristina Gioia, Monica Fiore, Paolo Tinti, designati dal CNPR, e Angela Messina, Paola Puglisi e Giuseppina Rubinacci, componenti dell’Osservatorio legislativo. Il Gruppo, avvalendosi anche delle considerazioni di alcuni colleghi che in passato avevano avuto modo di occuparsi della materia, ha dapprima condiviso una prima stesura della Bozza, corredata da una relazione illustrativa, con gli organismi interni dell’Associazione e infine ne ha presentato la versione definitiva durante l’Assemblea generale del 25 novembre 2025.[4]

La Bozza di proposta si articola in 5 Titoli e 10 articoli complessivi, così ripartiti: Titolo I: Disposizioni generali (art. 1 – Oggetto e Finalità; art. 2 – Principi Generali); Titolo II: Organizzazione del Sistema Bibliotecario (art. 3 – Il Sistema Bibliotecario Italiano; art. 4 – Consiglio Nazionale per la Cooperazione Bibliotecaria; art. 5 – Cooperazione tra biblioteche; art. 6 – Servizi Bibliotecari Essenziali; art. 7 – Livelli minimi uniformi di qualità dei servizi bibliotecari); Titolo III: Digitalizzazione e Accesso alla Conoscenza (art. 8 – Digitalizzazione del patrimonio e ecosistema digitale della cultura); Titolo IV: Formazione e Qualificazione professionale (art. 9 – Formazione, Qualificazione e Aggiornamento professionale); Titolo V: Finanziamenti e Sostenibilità (art. 10 – Fondo unico per la Programmazione Bibliotecaria).

Il lavoro svolto dal Gruppo si dimostra con evidenza oneroso e di grande qualità: dalla lettura dell’articolato emerge, nel complesso, una visione molto avanzata, per l’Italia, dei servizi bibliotecari, che si traduce in una architettura concreta distribuita nei livelli centrale e territoriale. Nell’elaborazione della Proposta il Gruppo ha opportunamente anche tenuto presenti le difficili condizioni istituzionali ed economiche con le quali ci si dovrà confrontare nel prosieguo, nella speranza di portare avanti l’iter di approvazione. Al riguardo, un segno di sano realismo sta, ad esempio, nel fatto che per il Fondo Unico per la Programmazione Bibliotecaria (ved. appresso) non siano previsti oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.

Questo un quadro di sintesi, e non esaustivo, degli aspetti innovativi più caratterizzanti:

  • fin da subito si afferma il ruolo essenziale ricoperto dalle biblioteche nello sviluppo del Paese e in una società inclusiva, equa e sostenibile; per questo motivo le biblioteche devono caratterizzarsi come spazi indipendenti, aperti e democratici;
  • si focalizzano alcuni principi ineludibili e diritti fondamentali come l’accesso libero e gratuito alla conoscenza e all’informazione e l’essere le biblioteche un servizio pubblico essenziale;
  • si istituisce un Sistema Bibliotecario Italiano unitario a cui concorrono tutte le tipologie di biblioteche, da qualsiasi ente dipendenti (statali, locali, scolastiche, universitarie, di ricerca…), e che prevede anche la partecipazione di biblioteche private tramite intese e convenzioni;
  • si fissano partitamente finalità, ruoli e compiti propri delle diverse tipologie di biblioteche;
  • al fine di individuare obiettivi strategici e linee di indirizzo del Sistema, si istituisce il Consiglio Nazionale per la Cooperazione Bibliotecaria, del quale vengono definiti compiti e composizione.
  • si sottolinea la centralità della cooperazione e della interoperabilità nell’ambito dei servizi del Sistema;
  • si stabiliscono i servizi essenziali che le biblioteche aderenti devono assicurare e si individuano specifici ambiti per i quali c’è il dovere di rispettare i livelli minimi uniformi di qualità che saranno determinati e progressivamente aggiornati;
  • si prefigura un’articolata infrastruttura nazionale volta a consentire l’accesso e la conservazione delle risorse digitali e l’interoperabilità con le biblioteche digitali internazionali, in specie europee;
  • si dà grande rilievo alla formazione e qualificazione professionale del personale, che devono essere conformi a standard europei, e per le quali lo Stato e le Regioni devono far riferimento ad enti e associazioni professionali, come l’UNI e l’AIB, riconosciuti a livello nazionale; a ciò fa da corollario il divieto di sostituire il personale con volontari.
  • infine, si istituisce il Fondo Unico per la Programmazione Bibliotecaria.

Certo, a parere di chi scrive, non mancano aspetti ancora da limare, sia sotto il profilo formale che sostanziale. Per esempio, nonostante gli estensori abbiano comprensibilmente avvertito la necessità di mettere ordine nell’attuale carenza e/o sovrapposizione di servizi, puntualizzando con esattezza ruoli e funzioni delle diverse tipologie di biblioteche, ci si chiede se non fosse il caso di snellire l’elenco di competenze, obiettivi e servizi di ciascuna di esse, declinandoli nei loro aspetti essenziali e rimandando a strumenti e modalità più flessibili l’analisi di dettaglio. O se, per altri versi, non andava delineata più precisamente la natura del Consiglio Nazionale per la Cooperazione Bibliotecaria (consultiva vs deliberativa) per evitare potenziali conflitti giurisdizionali: il “peso” delle sue deliberazioni e indirizzi dipenderà non poco dal suo configurarsi come organo “tecnico” o piuttosto “politico”. Da ultimo, le previsioni relative al titolo di studio e alle modalità di qualificazione professionale non hanno bisogno, allo stato, di un confronto con Amministrazioni e OO. SS. per evitare un disallineamento coi contratti pubblici o con le piante organiche (per esempio degli Enti locali)?

E tuttavia questi dubbi non solo non inficiano l’accuratezza del lavoro, ma al momento sono probabilmente del tutto secondari.

È facile, infatti, immaginare che il difficile verrà dopo, quando la proposta lascerà il “porto sicuro” dell’AIB per affrontare i marosi del confronto coi soggetti interessati, o correrà il rischio di incagliarsi nelle secche della totale indifferenza (a chi importa delle biblioteche?), o, peggio, si scontrerà con l’opposizione di qualche lobby o Amministrazione timorosa che si ridimensioni il proprio potere. Adesso, è forse impossibile ipotizzare cosa accadrà alla Bozza (ammesso che qualcosa accada…): basti pensare da quali prospettive, proposte e disegni di legge si era partiti per approdare alla fine alle leggi n. 4/2013 o n. 15/2020.

L’AIB deve pertanto prepararsi a costruire, tramite una lunga e complessa opera di convincimento e coinvolgimento, delle solide alleanze con cui instaurare un’interlocuzione senza prevenzioni, anche a costo di “compromessi”. Importante sarà tenere la barra dritta sui principi e modelli operativi che riteniamo fondamentali affinché la proposta non si snaturi.

Detto altrimenti, l’AIB, sotto questo profilo, è chiamata ad accelerare decisamente il processo di transizione verso quella dimensione “politica” di rappresentanza che sarebbe auspicabile e che le viene accordata in conseguenza della legge n. 4/2013. In questa direzione, è innegabile, non poco è stato fatto, ma forse il cammino è stato finora ancora troppo lento e l’Associazione, nella sua attività e nelle sue articolazioni interne, è ancora troppo permeata dalla tradizionale anima “culturale”.

In bocca al lupo all’AIB e alla Bozza di proposta di legge sul Sistema Bibliotecario Italiano.


[1] Legge 13 febbraio 2020, n. 15: Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura.

[2] La Conferenza fu organizzata dall’Ufficio Centrale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali del neonato Ministero per i Beni Culturali e Ambientali: Conferenza nazionale delle biblioteche italiane: per l’attuazione del sistema bibliotecario nazionale: Roma, Biblioteca nazionale centrale, 22-24 gennaio 1979. Roma: Palombi, 1979; fa parte di: “Accademie e biblioteche d’Italia: annali della Direzione generale delle accademie e biblioteche”, a. 47, n. 1-2 (gen.-apr. 1979).

[3] Per una cronologia delle attività del Gruppo ved. Gruppo di lavoro per una Legge sulle biblioteche: https://www.aib.it/struttura/glquad/; un puntuale resoconto dell’incontro “Una legge per le biblioteche” tenuto, sempre a cura del Gruppo di lavoro sulla Legge, il 12 marzo 2025 al Convegno delle Stelline “Biblioteche oltre. I nuovi territori della interdisciplinarità”, con un’illustrazione dello stato dell’arte dei lavori ed un’utile panoramica sulla situazione in Europa, è offerto da Giuseppina Rubinacci, Il gruppo di lavoro sulla legge per le biblioteche al Convegno Stelline: uno sguardo alle normative europee sulle biblioteche, “Aib Notizie”, 20 marzo 2025: https://aibnotizie.aib.it/il-gruppo-di-lavoro-sulla-legge-per-le-biblioteche-al-convegno-stelline-uno-sguardo-alle-normative-europee-sulle-biblioteche/.

[4] Il testo a: Proposta di legge sulle biblioteche, https://www.aib.it/documenti/proposta-legge-sulle-biblioteche/.

Raffaele De Magistris