Io sono convinta che la deformazione professionale ci porti, anche inconsciamente, a ricongiungerci alle biblioteche in ogni luogo che visitiamo. È successo così a Edimburgo quando, dopo una turbolenta giornata di viaggio, mi sono ritrovata a camminare al buio per la città (d’inverno in Scozia il sole tramonta alle 16:00). Ad un certo punto mi sono imbattuta in una bacheca con la scritta “National Library of Scotland”. Ammetto che avevo già programmato di visitare la biblioteca nazionale, però è particolare pensare di esserci capitata davanti casualmente.
Ad ogni modo, due giorni dopo mi sono avviata verso la George IV Bridge, strada in cui si trova la biblioteca, per scoprire con piacere che erano in corso le celebrazioni per il suo primo centenario.
Infatti, la Biblioteca nazionale della Scozia ha una storia abbastanza recente. Nacque come Advocates Library a Edimburgo nel 1689 e nel corso degli anni le collezioni si ingrandirono velocemente, al punto da rappresentare una gestione insostenibile per un ente privato.
Fu solo nel 1864 che si iniziò a riconoscere la necessità di istituire una biblioteca pubblica su suolo scozzese. Per questo motivo, 100 anni fa con atto parlamentare dell’agosto 1925 si istituì la Biblioteca nazionale della Scozia, che trovò spazio appunto sulla George IV Bridge.
È interessante notare che il 4 luglio 1956 la regina Elisabetta II inaugurò la nuova sede della biblioteca e in tale occasione riconobbe che, nonostante la fondazione risalisse a una trentina di anni prima, dopo la biblioteca del British Museum (1753) e la Biblioteca nazionale del Galles (1907), in verità la NLS poteva essere considerata come la biblioteca nazionale più antica del Regno Unito provenendo proprio dalla Advocates library (1689).
Durante questi 100 anni, la biblioteca si è evoluta in maniera esponenziale, crescendo in termini di collezioni, rilevanza e bacino di utenza. Primo fra i suoi compiti è il deposito legale, rappresenta una delle 6 biblioteche destinatarie delle copie d’obbligo del Regno Unito e d’Irlanda. Non solo riceve tutto il pubblicato nazionale, bensì ha tra i suoi obiettivi principali quello di farsi custode della memoria nazionale andando a raccogliere, conservare e proteggere il patrimonio a stampa, sonoro e audiovisivo che rappresenta la Scozia e il suo popolo.
Relativamente a questo compito, spicca la mostra Treasures of the National Library of Scotland, visitabile fino a marzo 2026. Il percorso espositivo ha l’obiettivo di accompagnare il visitatore nella scoperta della diversità delle collezioni (si passa dall’autografo alla stampa, all’oggetto digitale, ai contenuti multimediali) per riflettere sul passato e sul presente della biblioteca. I curatori partono dalla definizione di ‘tesoro’, parola che assume un significato diverso a seconda del singolo visitatore. Può essere un manoscritto miniato, un’opera letteraria celebre o un filmato di famiglia; pertanto, ognuno può trovare esposto l’oggetto che identifica come tesoro. Sono messi in mostra l’atto costitutivo del Parlamento del 1925 e la prima tessera della biblioteca, ma anche documenti storici come l’Order for the Massacre of Glencoe, documenti provenienti da archivi d’autore, libri di pregio, mappe geografiche e molto altro.
In occasione del centenario, un’altra mostra è stata inaugurata all’interno degli spazi della biblioteca: Dear Library, visitabile fino al 18 aprile 2026. Infatti, il centenario della National Library of Scotland ha rappresentato non solo un momento di festa per la biblioteca, bensì è diventata un’occasione per celebrare le diverse biblioteche scozzesi (pubbliche, scolastiche e universitarie, specialistiche). Dear Library è, quindi, un inno al valore che le biblioteche e i bibliotecari hanno nella vita delle persone. Nel percorso espositivo è possibile prendere visione dei riferimenti ai bibliotecari nella cultura pop e nei libri (la trilogia di The librarian e Mr. Giles di Buffy l’ammazzavampiri, La biblioteca di Babele di Jorge Luis Borges sono solo alcuni esempi). Alla figura centrale del bibliotecario si affianca l’essenzialità del libro ricostruendo, tra le altre cose, una sala di lettura aperta a tutti; in essa, è possibile curiosare idealmente tra gli scaffali di alcuni personaggi scozzesi prendendo visione dei libri più importanti nel loro percorso di crescita.
Nella mostra si mette in luce l’impatto che le biblioteche hanno nei confronti delle persone come luoghi sicuri e democratici, atti a costruire e servire comunità, a ispirare connessioni e a testimoniare le storie di cui sono custodi. Insomma, la mostra si configura come una lettera d’amore alle biblioteche (è possibile anche scriverne una in loco alla propria biblioteca d’elezione).
Queste sono solo alcune delle attività previste per le celebrazioni del centenario, ma il programma è molto ricco. Visitare la biblioteca rappresenta un’occasione non solo per vedere l’edificio, che oltre alle sale di lettura si compone di spazi espositivi, di un caffè e di uno shop, ma anche di entrare in contatto con una realtà nazionale che mette in risalto le collezioni e le persone. Oggi la National Library of Scotland rappresenta un punto di incontro tra i libri, i bibliotecari e la comunità. Ciò che emerge dalla visita della NLS e dalle attività che propone è la consapevolezza che i libri siano solo il punto d’inizio e non la conclusione del confronto dell’utenza con le biblioteche. Come scrive Amina Shah, bibliotecaria e CEO della biblioteca, in Discover (il magazine della NLS), «the National Library was founded in the spirit of egalitarianism. Everyone in Scotland owns the collections we look after». Proprio nell’ottica della condivisione da parte di tutti delle collezioni di cui i bibliotecari si prendono cura, la biblioteca nazionale si colloca come una realtà essenziale e lungimirante tanto per disseminare informazione quanto per costruire comunità.
Serena Fornito, serenafornito.af@gmail.com
Galleria
1, 2 Treasures of the National Library of Scotland
3, 4, 5 Dear Library








