Riflessioni a partire da un viaggio studio ad Helsinki
Silvia Seracini, silvia.seracini@aib.it
Introduzione
Dal 14 al 17 aprile ho partecipato a un viaggio studio a Helsinki nell’ambito del programma Personeper. Accessibilità nei luoghi della cultura promosso dalla “Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali” e in collaborazione con Culture for All. L’esperienza ha rappresentato un’importante occasione di confronto con il sistema bibliotecario finlandese, riconosciuto a livello internazionale per l’attenzione ai temi dell’uguaglianza, dell’accessibilità e della partecipazione.
Come responsabile di una biblioteca accademica e come socia dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche), ho affrontato la visita con l’obiettivo di osservare non tanto singole buone pratiche, quanto i processi organizzativi, decisionali e culturali che rendono l’accessibilità una dimensione strutturale e non episodica dei servizi bibliotecari. Le biblioteche visitate – differenti per missione, pubblico e dimensioni – offrono un quadro coerente e altamente stimolante per la riflessione professionale.
“Personeper” è il piano nazionale di formazione per l’accessibilità nei luoghi della cultura italiani, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, promosso e realizzato dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e curato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.
https://www.kulttuuriakaikille.fi/
L’accessibilità come infrastruttura di sistema: la Biblioteca Celia
La Biblioteca per l’Accessibilità Celia rappresenta uno dei cardini del sistema bibliotecario finlandese in materia di inclusione. Si tratta di una biblioteca statale specializzata che promuove la parità di accesso alla lettura e all’apprendimento attraverso la produzione e la distribuzione di materiali in formati accessibili, inizialmente pensati per persone con disabilità visive e oggi estesi anche a persone con difficoltà di lettura, disturbi dell’apprendimento o disabilità temporanee.
Ciò che colpisce maggiormente è il modello organizzativo: Celia non opera come struttura isolata, ma come nodo centrale di una rete che coinvolge biblioteche pubbliche, scuole, università ed editori. I servizi sono gratuiti per utenti e istituzioni e si fondano su una chiara assunzione di responsabilità pubblica: l’accessibilità editoriale è considerata un diritto e una funzione essenziale del servizio bibliotecario nazionale.
Per le biblioteche accademiche italiane, questo modello solleva interrogativi importanti: l’accessibilità ai
contenuti per studenti e studentesse con disabilità o DSA non può dipendere esclusivamente dall’iniziativa del singolo ateneo, ma richiede strategie coordinate, competenze condivise e una progettazione sistemica.
https://www.celia.fi/eng
Oodi: la biblioteca come infrastruttura civica e democratica
La visita alla Biblioteca centrale Oodi di Helsinki ha permesso di osservare una biblioteca intesa come
infrastruttura civica, profondamente integrata nella vita della città. Oodi non è soltanto un edificio iconico, ma il risultato di un lungo processo di progettazione partecipata che ha coinvolto cittadini e istituzioni. Dal punto di vista bibliotecario, Oodi si distingue per l’estrema flessibilità degli spazi; la centralità dei servizi di produzione culturale (laboratori, studi multimediali, maker space); l’attenzione alla comunicazione accessibile e al linguaggio. L’accessibilità non è tematizzata come ambito separato, ma come condizione di normalità: dagli arredi alle tecnologie, dalla segnaletica alla relazione con il pubblico. La biblioteca diventa così un luogo in cui la diversità delle persone è presupposta, non “gestita”.
Helsinki Central Library Oodi (accessibility information) https://oodihelsinki.fi/en/accessibility
La Biblioteca Lippulaiva di Espoo: automazione, partecipazione e orientamento all’utente
Particolarmente significativa, anche in chiave di innovazione dei servizi, è stata la visita alla Biblioteca
Lippulaiva di Espoo, nuova biblioteca regionale collocata all’interno di un centro commerciale integrato con una stazione ferroviaria. La scelta della sede riflette una strategia chiara: portare la biblioteca nei luoghi della vita quotidiana. Il progetto si fonda su alcuni elementi chiave: progettazione partecipata, con il coinvolgimento diretto della comunità; forte investimento sull’automazione dei processi routinari, per liberare tempo e risorse professionali; attenzione particolare all’infanzia, all’adolescenza e allo sviluppo delle competenze di literacy. Rilevante, per una riflessione professionale, è lo sviluppo interno di un sistema gestionale per collezioni e prenotazioni, premiato a livello nazionale. L’innovazione tecnologica non è fine a sé stessa, ma orientata a una biblioteca più accessibile, efficiente e centrata sulle persone.
https://www.espoo.fi/en/culture-and-leisure/libraries/lippulaiva-library
Approccio norm-critical e lavoro con le comunità
Un tratto comune alle biblioteche visitate è l’adozione di un approccio norm-critical, promosso anche da Culture for All. Questo approccio invita le istituzioni a interrogarsi su quali norme implicite regolino l’accesso ai servizi culturali: chi è il pubblico sottinteso, chi rischia di rimanere escluso, quali linguaggi e modalità organizzative utilizziamo.
Le biblioteche finlandesi lavorano con le comunità, non sulle comunità, accettando che la partecipazione richieda tempo e una messa in discussione delle pratiche consolidate. Questo elemento appare particolarmente rilevante per il dibattito biblioteconomico italiano, dove l’accessibilità è spesso affrontata prevalentemente in chiave normativa o tecnica.
Spunti per il sistema bibliotecario italiano e per AIB
L’esperienza finlandese non propone modelli immediatamente trasferibili, ma suggerisce alcune direzioni
strategiche: concepire l’accessibilità come processo permanente; investire nella formazione continua del personale; integrare innovazione tecnologica e qualità del servizio; rafforzare il ruolo delle associazioni professionali nel promuovere una cultura condivisa dell’accessibilità. Per AIB, queste esperienze possono alimentare la riflessione interna e favorire il confronto tra biblioteche di diversa tipologia, incluse quelle accademiche, rispetto al ruolo sociale e democratico delle biblioteche.
Conclusioni
Il viaggio studio a Helsinki ha confermato che l’accessibilità non è un obiettivo da raggiungere una volta per tutte, ma un orizzonte di lavoro continuo. Le biblioteche finlandesi mostrano come sia possibile coniugare innovazione, qualità dei servizi e attenzione alle persone, a condizione che questi valori siano integrati nella visione strategica e nei processi quotidiani.
Per chi opera nel sistema bibliotecario italiano, questa esperienza rappresenta un invito a ripensare il ruolo delle biblioteche come luoghi di equità, partecipazione e costruzione di cittadinanza attiva.
Galleria di immagini
- Badge Personeper
- Biblioteca Celia
- Biblioteca Oodi
- Biblioteca Lippulaiva
- Immagine in evidenza: foto di gruppo dei partecipanti
Per l’immagine 1 è stata concessa specifica liberatoria. Le immagini 2, 3, 4, 5 sono state scattate dall’autrice dell’articolo.







