Consapevoli, resilienti, determinate, intelligenti, creative. Sono così le biblioteche che rispondono all’emergenza sanitaria? Questo, almeno, è il quadro che emerge (a testimoniare la – sottovalutata? – vivacità del settore) dai dibattiti delle scorse settimane nell’ambito della nuova iniziativa AIB “Aperitivo in biblioteca”, a cura di Giovanni Bergamin e Vittorio Ponzani: un ciclo di incontri virtuali a cadenza settimanale, inaugurati il 30 aprile scorso e sempre disponibili in videoregistrazione sul canale Vimeo dell’AIB.
Negli ultimi mesi, il livello di attenzione sulle biblioteche, sia pure in modo diseguale nei vari contesti locali, è stato paradossalmente sollecitato dall’assenza, dalla sospensione, dalla rimodulazione dei servizi che si sono rese necessarie. Come ha notato Rosa Maiello in una conversazione con Marco Pautasso inserita tra gli eventi online del Salone del libro “virtuale ” del 2020 (edizione straordinaria SalTo Extra), in molti si sono accorti di quanto le biblioteche, nel frangente della pandemia, abbiano potenziato i propri servizi digitali, anche reinventando attività che prima si svolgevano in presenza. Pur senza voler rinunciare a lungo alla biblioteca come luogo fisico di incontro e di relazione (vitale per la promozione della lettura, intesa in senso partecipativo e di crescita comune delle collettività), nelle limitazioni contingenti possiamo riconoscere sfide e opportunità, come quella di percepire meglio i bisogni dei nostri pubblici di riferimento.
Non possiamo d’altronde disconoscere le difficoltà, che rischiano di acuire criticità preesistenti. Sempre Rosa Maiello, partecipando all’incontro in streaming organizzato l’8 maggio da SOSArchivi (Covid 19: Dall’emergenza alla ripartenza graduale best practice ed esempi per archivi, biblioteche e per il patrimonio culturale: qui il video integrale), richiamava l’alto tasso di precariato che caratterizza il nostro settore ed esprimeva preoccupazione per la sorte dei contratti esterni nel periodo del lockdown, segnalando la necessità, in molti casi, di riprogettare i servizi anche tenendo conto della scarsità e dell’elevata età media del personale di ruolo in biblioteca.
Le prospettive della riprogettazione risentono però delle molte incertezze generate da una situazione senza precedenti: come ripristinare le normali funzionalità dovendo tener conto di nuove cautele, in un quadro già normalmente connotato da generale carenza di risorse? A quali studi scientifici fare riferimento per ridisegnare i servizi, in presenza di dati parziali o teorie talvolta discordi? Come aumentare la scarsa presenza delle biblioteche nell’agenda politica del Paese, ora più che mai fitta di istanze concorrenti e urgenti?
Dai recenti dibattiti accesi sulle liste di discussione professionali è più volte emersa la difficoltà di cogliere i contorni della dimensione privata e volontaria tipica dell’associazione professionale, con la tendenza a demandare all’AIB l’immediata elaborazione di risposte di dettaglio che avrebbero dovuto giungere (e non in tutte le Regioni sono giunte) dalle autorità locali, o dalle istituzioni da cui le singole strutture dipendono.
A queste spinte, l’Associazione ha comunque risposto su vari fronti, con un’attività di selezione delle fonti informative sul Covid (il cui esito è il documento Covid-19 e tutela della salute in biblioteca. Rassegna delle fonti e alcune raccomandazioni sul trattamento dei materiali e la gestione degli ambienti), con tavoli di confronto tra commissioni di studio e sistemi bibliotecari, con iniziative di raccolta e monitoraggio dati anche “dietro le quinte”, con l’elaborazione di raccomandazioni e documenti programmatici, e in ultimo appunto con le occasioni di dibattito rappresentate dagli “aperitivi” virtuali, che hanno riscosso un notevole successo di pubblico, con una media di 200 partecipanti a incontro e picchi di oltre 250. Ne proponiamo qui una sintetica rassegna.
La serie dei videoaperitivi è stata inaugurata giovedì 30 aprile dal dialogo tra due responsabili di biblioteche per ragazzi, Milena Tancredi (Magna Capitana di Foggia) e Giuseppe Bartorilla (Biblioteca dei ragazzi di Rozzano), su uno dei temi di maggior successo in questo periodo di distanziamento sociale: le letture a distanza, straordinaria occasione per entrare nelle case delle famiglie portando non solo tante storie (oltre 400 i titoli licenziati grazie a un accordo con la SIAE) ma anche il volto riconoscibile del bibliotecario, con cui rinsaldare un legame di fiducia.
Le oltre 700 iniziative realizzate in Italia nelle prime settimane di chiusura delle biblioteche (che al momento in cui scriviamo sono arrivate a 820), rivolte principalmente a bambini e ragazzi senza però tralasciare appuntamenti per gli adulti, si sono rivelate non solo un modo per promuovere la lettura – missione fondamentale delle biblioteche pubbliche – ma anche per ripensare il proprio servizio e il rapporto con una comunità non più di utenti ma di cittadini, da raggiungere nelle loro case grazie al digitale. Si tratta di un buon risultato ma anche di un punto di partenza per potenziare questo tipo di servizi, estendendoli ad altre realtà della filiera del libro, facendo rete, portando gli autori a incontrare i lettori, cercando di “raggiungere gli irraggiungibili” (missione antica delle biblioteche) anche attraverso il superamento del gap socio-relazionale ed educativo e dei problemi del digital divide.
Tra gli stimoli emersi – anche grazie alle domande fatte dal pubblico tramite la chat, che rimane attiva durante la videoconferenza – alcuni spunti utili per le biblioteche scolastiche nel loro rapporto con le novità della didattica a distanza, le prospettive di superamento delle polemiche tra “tecno-entusiasti” e “tecno-fobici”, l’idea di puntare sulla crossmedialità per sfruttare tecnologie utili a rafforzare l’elemento emotivo della lettura.
Qui il video: Biblioteche a distanza: lettura e ragazzi al tempo del COVID-19.
Su temi analoghi si è concentrato l’incontro Biblioteche ragazzi e pandemia. Riflessioni, esperienze, dubbi, speranze, promosso dalla Commissione nazionale AIB biblioteche e servizi per ragazzi nell’ambito delle iniziative della Bologna Children’s Book Fair – Online special edition il 7 maggio 2020, con la moderazione sempre di Milena Tancredi e la partecipazione dei membri della Commissione Caterina Ramonda (coordinatrice), Antonella Lamberti, Anna Maria Di Giovanni, Giuseppe Bartorilla.
Per il secondo videoaperitivo, il graduale spostarsi dell’agenda anche politica verso una possibile riapertura delle attività, sia produttive che culturali, ha sollecitato a riflettere sulle modalità concrete che renderanno possibile nuovamente accogliere il pubblico nelle nostre sedi. Su questo, nell’incontro del 7 maggio dal titolo Le biblioteche riaprono, si sono confrontati due punti di vista diversi, per localizzazione regionale e tipologia bibliotecaria di riferimento: il Sistema bibliotecario di Milano, rappresentato da Stefano Parise, già presidente nazionale AIB, e una biblioteca specializzata e di conservazione, la Biblioteca Gullo di Cosenza diretta da Antonio Curcio (presidente AIB Calabria uscente), il quale ha raccontato anche la più generale esperienza calabrese.
Dalla loro conversazione sono emersi sia spunti di carattere pratico, utili per chi sta ridisegnando il servizio bibliotecario in “Fase 2” (anche con esemplificazioni su come riattivare i servizi di prestito, sanificare spazi e volumi, gestire l’accesso su prenotazione degli utenti, progettare app per la migliore fruizione delle risorse), sia questioni di più ampio respiro: il lavoro sul documento conclusivo del Gruppo di lavoro MIBACT sui livelli minimi uniformi di qualità delle biblioteche, in fase finale di revisione ma da aggiornare alla luce dell’emergenza; la richiesta di misure di sostegno diretto alle biblioteche, anche in analogia a quanto accordato alle piccole imprese per acquisire dispositivi di protezione individuale; l’ancora diseguale diffusione di una cultura della biblioteca di pubblica lettura, che pone alcune biblioteche territoriali in crisi cronica, aggravata oggi dalla situazione straordinaria; la possibilità di attivare procedure di consultazione pubblica per gestire fase successiva al lockdown, come tentato in Lombardia con Milano 2020: strategia di adattamento, documento aperto al contributo della città.
Ancora più in generale, è emersa una visione delle biblioteche come capaci di reagire alle sfide con flessibilità e creatività, dove creatività non significa fare sconti sulla sicurezza di utenti e bibliotecari – che dev’essere al centro – bensì ricerca di un equilibrio tra rigore (nell’applicazione di protocolli e nuove regole) e lucidità, per progettare servizi (e potenziare ad esempio quelli digitali) in sicurezza e senza cedere allo scoraggiamento.
Il terzo appuntamento, giovedì 14 maggio, ha visto al centro i sistemi bibliotecari di pubblica lettura e il lavoro della Commissione nazionale AIB biblioteche pubbliche, che ha redatto il documento Disegnare la fase due: progettare la riapertura delle biblioteche pubbliche e che dà il titolo all’incontro.
La Commissione ha lavorato al documento attraverso un confronto tra 12 sistemi bibliotecari in varie zone d’Italia, ma la coordinatrice Cecilia Cognigni (Biblioteche civiche di Torino), che ha partecipato all’incontro virtuale del 14 maggio, ha sottolineato anche la necessità di monitorare la fase di riapertura (che vedrà probabilmente scelte diverse da parte degli enti locali da zona a zona) restando pronti a rimodulare le nostre azioni per dare le risposte giuste a seconda di come cambierà il contesto, pure confrontandosi con un mercato editoriale che in Italia è ancora relativamente poco orientato al digitale.
Tra gli interlocutori del pomeriggio, Gianni Stefanini (CSBNO) ha rimarcato l’esigenza di continuare a puntare sui servizi digitali, che nel periodo di distanziamento si sono rafforzati, mostrando una comunità professionale capace non solo di confrontarsi sui temi suoi specifici, ma anche di esprimere idee nuove, costruire progetti e modelli di servizio, con un potenziamento dell’offerta che andrebbe portato all’attenzione non solo dei nostri utenti ma di una più ampia opinione pubblica. Da questo punto di vista in particolare sarà strategica la costruzione di alleanze sul territorio, in una logica di cooperazione allargata che generi anche un maggiore collegamento comunicativo.
Virtuale nel virtuale, la presenza di Giovanni Solimine, che in due clip registrate ha commentato anche la relativa esiguità dei sostegni previsti dal Decreto Rilancio per la filiera del libro rispetto alla varietà delle realtà da sostenere, e ha auspicato un riposizionamento delle biblioteche in un Paese che sarà inevitabilmente diverso, che avrà forse ridotte forme di socialità e nuove priorità, tali da indurre a ripensare anche il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Un ripensamento che sembra difficile attendere dall’alto, e che piuttosto dovrà partire dai bibliotecari, ai quali del resto già IFLA ha affidato negli scorsi anni il compito di mettere a fuoco una “global vision” delle biblioteche, perché possano essere sempre contemporanee alla nuova contemporaneità che emergerà dalla pandemia, e ridisegnare il proprio spazio.
Proprio sulle prospettive della sostenibilità delle biblioteche verterà il quarto incontro, che vedrà Chiara Faggiolani (Sapienza Università di Roma) e Rossana Morriello (Politecnico di Torino) dialogare sul tema Tra utopia e cecità: biblioteche e sviluppo sostenibile. L’appuntamento è oggi, giovedì 21 maggio 2020, ore 18.15, alla pagina https://www.aib.it/attivita/2020/81224-aperitivo-biblioteca/. Non resta che invitare a collegarsi e a riascoltare la registrazione, nei prossimi giorni, sul canale Vimeo dell’AIB.
Chiara De Vecchis (AIB Lazio)



