Biblioteche per la salute: verso un nuovo ruolo sociale tra narrazione e cura


Strategico e urgente nella sua attualità è il tema affrontato dal convegno Biblioteche e Health Humanities: un’alleanza per la salute, tenutosi lo scorso 5 dicembre presso l’accogliente Aula Pocchiari dell’Istituto superiore di sanità (ISS) e svoltosi nella cornice della pima edizione della Social Sustainability Week.

La giornata, organizzata dalla Biblioteca e dal Laboratorio di Health Humanities dell’ISS insieme al Dipartimento di lettere e culture moderne della Sapienza Università di Roma e in collaborazione con l’Associazione italiana biblioteche (AIB) e il Cultural Welfare Center (CCW), si è occupata di salute pubblica, un bene comune prerogativa innanzitutto della sanità, ma che vede coinvolti molti altri ambiti della società, come quello culturale. Nel corso del convegno si è discusso soprattutto del ruolo delle biblioteche – dalle ospedaliere a quelle di ente locale – per promuovere le Health Humanities, descrivendo la medicina e le biblioteche come due facce, collaborative, della stessa medaglia: il benessere biopsicosociale per una società auspicabilmente più equa, responsabile e sostenibile.

Dopo i saluti di Rocco Bellantone (Presidente ISS), Marco Mancini (Direttore del Dipartimento di lettere e culture moderne della Sapienza), Andrea Piccioli (Direttore Generale ISS), Laura Ballestra (Presidente AIB), Paola Castellucci (Presidente Società italiana di scienze bibliografiche e biblioteconomiche – SISSB) e Cristina Cenci (CCW e promotrice della Social Sustainability Week), il Convegno si è articolato in due momenti.

La mattinata si è aperta con la prima sessione moderata da Chiara Faggiolani (docente di biblioteconomia e Direttrice del Master in editoria, giornalismo e management culturale di Sapienza) e Antonio Mistretta (Direttore del Servizio comunicazione scientifica, ISS). Subito, le riflessioni introduttive di Amalia Egle Gentile (responsabile Laboratorio di Health Humanities, Centro Nazionale Malattie Rare, ISS) e Vittorio Ponzani (responsabile Ufficio reference, informazioni e consultazione della Biblioteca ISS), dal titolo Salute e biblioteche? Uno sguardo alle Health Humanities, hanno ricordato la necessità, per la medicina, di un approccio multidisciplinare. Le Health Humanities – combinando scienze, cultura, linguaggi artistici, oltre che le potenzialità del digitale – sono utili per fronteggiare la malattia in tutte le dimensioni di disease, illness e sickness. In questo decisive sono le biblioteche, sia come supporto informativo, documentario e divulgativo, sia come promotrici di progetti che diffondano la conoscenza e l’applicazione di esperienze di cura sempre più personalizzate.

Sull’importanza della lettura e dell’esperienza con i libri per lo sviluppo neurologico del bambino, anche in fase prenatale, si è focalizzato l’intervento Non solo parole: perché filastrocche e storie aiutano i bambini a crescere di Agata Polizzi (docente di pediatria e di neurologia dello sviluppo dell’Università degli studi di Catania), mentre Pier Luigi Sacco (docente di politica economica presso l’Università degli studi di Chieti-Pescara e socio fondatore di CCW) ha sottolineato l’importanza dell’educazione alla lettura come attività impattante sulla qualità della vita, in quanto generatrice di benessere (Lettura, benessere e impatto sociale).

Ha chiuso la mattinata di lavori Annalisa Cicerchia (Istituto nazionale di statistica e vicepresidente del CCW), raccontando la cerniera che congiunge i due mondi della sanità e della cultura e, più nello specifico, delle biblioteche (Prescrizione sociale e biblioteche). Se è vero che la cura deve essere transdisciplinare, ecco che la prescrizione sociale – dispositivo con cui i professionisti sanitari ‘prescrivono’ ai pazienti la partecipazione a servizi culturali e sociali proposti sul territorio per e dalla comunità – può diventare compito delle biblioteche, partner d’eccezione per la prevenzione e la tutela della salute.

Dopo il light lunch, un coinvolgente confronto tra Antonio Mistretta e Silvana Quadrino (psicologa e psicoterapeuta, Istituto Change di Torino) dal titolo Il Fondo Bert della biblioteca dell’Istituto superiore di sanità. Una vita tra narrazione e cura. Sono stati raccontati vari aspetti della vita di Giorgio Bert, pioniere della medicina narrativa in Italia e sostenitore dell’idea di un percorso di cura, fatto anche e soprattutto di ascolto e di relazioni, che rispetti la dignità e il vissuto del paziente. Si è poi detto dell’importante donazione alla Biblioteca dell’ISS, avvenuta nel 2023, del Fondo bibliografico che porta il suo nome, strumento fondamentale di studio per i temi della medicina narrativa e, in generale, delle Health Humanities e di cui è stato pubblicato il catalogo a cura di Vittorio Ponzani (Il Fondo “Giorgio Bert” nella Biblioteca dell’ISS: una raccolta per la medicina narrativa, Roma: ISS, 2024).

Nella seconda sessione del Convegno, moderata da Amalia Egle Gentile, Paola De Castro (già Direttrice del Servizio comunicazione scientifica dell’ISS) e Marco Silano (Direttore del Dipartimento malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento e del Centro Nazionale Malattie Rare dell’ISS), sono state presentate le buone pratiche già in atto presso alcune realtà bibliotecarie italiane.

In apertura, l’intervento Biblioteche per la salute: una indagine esplorativa ha esposto i risultati dell’analisi condotta da Vittorio Ponzani, Amalia Egle Gentile e Chiara Faggiolani che ha tentato di rispondere alla domanda: che cosa fanno le biblioteche italiane, luoghi democratici di accesso all’informazione e di potenziale partecipazione attiva, per promuovere le Health Humanities? I dati raccolti con un questionario – diffuso nei mesi precedenti e i cui risultati sono stati presentati per la prima volta in questa sede – hanno permesso di isolare alcune considerazioni. Innanzitutto, una costante crescita delle attività dedicate alla salute (a partire dal 2016, dopo la presentazione dell’Agenda 2030), ad eccezione di una battuta d’arresto nel periodo pandemico. Dai dati emerge poi la naturale tendenza delle biblioteche a coinvolgere partner esterni per la realizzazione di tali propositi. Infine, l’evidenza che la promozione della salute è sempre meno progetto episodico della singola biblioteca e sempre più attività strutturata, organica e istituzionale, e che è fondamentale monitorare le sue diverse manifestazioni per segnalare un trend positivo che deve generare una crescita di consapevolezza nel mondo dei bibliotecari.

I successivi interventi hanno infatti presentato tre esperienze di biblioteche diverse per tipologia e progettualità: dopo l’introduzione a distanza di Cecilia Cognigni (Dirigente del Servizio biblioteche della città di Torino), Luca Valenza (Presidente AIB Piemonte) ha rapidamente mappato le molte e virtuose iniziative di Health Humanities organizzate dalle biblioteche del capoluogo piemontese (Cultura e benessere. L’esperienza delle biblioteche civiche torinesi); Ivana Truccolo (Centro di riferimento oncologico di Aviano, CRO) ha invece raccontato l’esperienza della biblioteca del CRO, la prima in Italia, dal 1998, a offrire servizi di documentazione e di consulenza ospedaliera anche a pazienti e caregiver (Biblioteche della salute e medicina narrativa: un binomio realistico?); infine, Livia Castelli (Biblioteca interdipartimentale di medicina sperimentale e medicina molecolare, Sapienza) e Valentina Gazzaniga (professore ordinario di storia della medicina, Facoltà di farmacia e medicina, Sapienza) hanno illustrato il patrimonio e le possibilità dello stesso nell’incontro con l’utenza di una biblioteca accademica e, nello specifico, di quella della sede di Storia della medicina (L’incontro con i libri che non stavamo cercando: una biblioteca umanistica e storica nella formazione dei professionisti della salute).

Il Convegno si è concluso con una breve tavola rotonda con alcuni membri del Comitato scientifico, seguita dalle considerazioni finali dei responsabili scientifici, Chiara Faggiolani, Vittorio Ponzani e Amalia Egle Gentile.

La giornata, della quale saranno pubblicati gli atti, ha affermato, una volta di più, la necessità dell’apertura del mondo medico verso un processo di cura che non si limiti agli aspetti clinici, ma che sfrutti le potenzialità delle Health Humanities per assistere la dimensione fisica, emotiva e sociale della persona.

Tocca ora ai professionisti delle biblioteche cogliere l’occasione: non s’intende sostituirsi al personale sanitario, ma piuttosto occupare quegli spazi inesplorati in cerca di qualcuno che se ne occupi. Primo fra questi, lo spazio della prescrizione sociale, per la quale le biblioteche, sia per la loro ben nota prossimità territoriale ma soprattutto per la loro vocazione sociale, sono collaboratrici ideali. Raccolta e orientamento all’informazione sanitaria, organizzazione di laboratori o seminari sulla salute, redazione di bibliografie e di programmi educativi su temi scelti, condivisione con gruppi di lettura e di ascolto di storie di pazienti che coinvolgano anche operatori sanitari e caregiver, sono solo alcuni dei progetti che chiamano le biblioteche ad essere capofila culturale di una nuova ondata di possibilità e testimoniano, oggi più che mai, la loro utilità e democraticità.

Cecilia Braghieri

 Biblioteca “Alberto Petrucciani”, Associazione italiana biblioteche, Roma

cecilia.braghieri@aib.it

Foto di Stefano Bonifazi, Servizio comunicazione scientifica ISS