F.A.R.E. professionisti

Il 12 dicembre 2013 a Roma nell’Aula Magna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum si è tenuto l’evento  F.A.R.E. Formazione Attestazione Ripresa Economia del CoLAP (http://www.fareprofessionisti.it). Dopo i saluti del Rettore P. Jesus Villagrasa, i lavori sono stati aperti da Giuseppe Montanini, Vicepresidente del CoLAP, che ha ricordato come sia stato abbattuto il muro di isolamento dietro cui i professionisti associativi erano stati collocati: la strada oggi esiste, dobbiamo allargarla, asfaltarla e renderla più praticabile per chi verrà dopo di noi, anche se molte associazioni e molti professionisti non hanno ancora capito che siamo usciti dal limbo. Il CoLAP crede che i risultati importanti siano quelli duraturi, come dimostra la recente sentenza del TAR Veneto che ha riconosciuto la legittimità ad operare ad alcune associazioni in CoLAP. Per avviare il dibattito Antonio Polito, editorialista del «Corriere della Sera», ha fatto presente che ad un anno di distanza dal precedente evento CoLAP le condizioni dei professionisti sono molto peggiorate, in 5 anni si sono persi 9 punti del PIL. Quindi ben vengano le proposte che riescano a incentrarsi sulle tre parole chiave principali: Attestazione, Previdenza, Uscita dalla crisi. L’intervento sostenuto da Stefano Cordero di Montezemolo (Presidente del comitato Scientifico CoLAP) ha rimarcato sul fatto che le Associazioni stanno lavorando, tenendo però conto che la legge 4/2013 risolve alcuni problemi aprendone altri, come la necessità di creare i profili professionali; altro grande impegno su cui concentrarsi è il riconoscimento della professione, il tema dell’attestazione va coniugato con l’effettivo riconoscimento da parte delle istituzioni.
Piero Torretta, Presidente dell’UNI, dopo un quadro generale sull’attuale momento economico, ha sottolineato il ruolo di UNI, che ha la competenza per normare prodotti, processi e servizi tra cui quelli dei professionisti. In Italia per queste attività esistono solo UNI e Accredia.
Il CNEL indica 150 professioni su cui sono state create 8 norme, altre 25 sono in lavorazione, sempre basate su criteri di trasparenza, democraticità, volontarietà, consensualità.
In UNI le norme si votano e si tende all’unanimità, non passa una norma in cui non si riconoscano le associazioni o i consumatori. L’intervento di Emiliana Alessandrucci -Presidente CoLAP – è incentrato sul monito a ricordare che questi processi possono funzionare solo dove non c’è conflitto di interessi, il Presidente ha così richiamato l’attenzione del Presidente UNI su casi specifici, chiedendo di provvedere al più presto. Alessandrucci facendo riferimento alla Norma sulla figura professionale del Bibliotecario, presentata al 58. Congresso nazionale dell’AIB, ha posto in evidenza il rischio che una norma ben fatta come quella che ci riguarda sia poi “valutata” da certificatori che non sono bibliotecari. Torretta ha controbattuto che nel caso ci fossero più associazioni professionali ma non univocità, la Norma possa essere intesa come standard minimo. Filippo Trifiletti, (Direttore Generale di Accredia) ha poi specificato che Accredia fa una valutazione di conformità (alla norma o meglio agli standard), in particolare certifica gli organismi certificati ex – Regolamento 765 (unico organismo di certificazione), essendo soggetto privato ma dotato di pubblica autorità. La stessa Accredia viene valutata in base a standard generali, quali la competenza, l’imparzialità, l’indipendenza (standard 17024); inoltre ha ricordato l’incompatibilità per i soggetti certificatori tra l’attività di certificazione e quella formativa (se si fa attività di formazione non si può certificare). Accredia ha già attestato 26 organismi di certificazione per le professioni. Questo accreditamento, valido non più solo in Europa ma in tutto il mondo, verrà periodicamente verificato.
Gianfrancesco Vecchio (Ministero per lo sviluppo economico) ha sottolineato come il Ministero sia soddisfatto della legge, che cerca di mettere ordine in questioni già esistenti. Sullo stato di avanzamento dell’Elenco delle Associazioni tenuto dal Ministero stesso (la domanda dall’AIB è stata fatta già da diversi mesi) è stato rilevato che questo si stia riempiendo,
anche se lentamente; infatti le richieste sono state nel tempo circa 100, ma 30 di queste sono già state valutate ed è risultato che il 10% delle associazioni non avevano i requisiti previsti. Il Ministero sostiene la prassi della certificazione per evitare che proliferino standards diversi per la stessa professione.
È intervenuto in seguito Pietro Giordano, Presidente di Adiconsum, che ha ricordato come sia necessario partire dal basso sia per i professionisti che per i consumatori. Le parti sociali, Adiconsum e CoLAP, possono creare sinergia anche con UNI e Accredia. La normativa a cui ci si riferisce si può modificare tenendo conto sia dei consumatori che dei
professionisti. Gli ordini sono diventati delle caste, le associazioni professionali sono il futuro. Marco Boretti (Affinity Aon) ha sottolineato l’importanza per i professionisti di avere un’assicurazione, come previsto dall’art. 7 delle legge 4/2013. L’ultima parte dell’incontro a cui hanno partecipato diversi esponenti politici è dedicata alla questione previdenziale, per la quale il Viceministro Fassina ha assicurato tutto il suo appoggio e che vede per il momento il blocco, grazie all’azione di CoLAP, dell’aumento dei contributi INPS (dal 27 al 28%) per i professionisti con partita IVA. Il peso della tassazione per i nostri professionisti 13 è decisamente iniquo e inoltre occorrerà presentare una proposta organica relativamente anche alla  modifica del trattamento pensionistico. La questione della gestione previdenziale e della legge 4/2013 è stata affrontata da Ignazio Abrignani, Laura Froner Foroni ed altri politici presenti, segnalando il pericolo che la legge 4/2013, perfettibile sicuramente, possa essere soggetta a modifiche prima che produca effetti positivi, e ricordando come le lobby ordinistiche non l’abbiano accettata; da sottolineare il fatto che ad un commercialista è permessa la collaborazione con un tributarista, e ugualmente ad un avvocato è permessa la collaborazione con un esperto di pratiche amministrative. Per Mantini occorre guardare all’internazionalizzazione, sviluppando una collaborazione tra CoLAP e Antitrust sul tema della previdenza. L’intervento di Davide Imola (CGIL) si è soffermato sul sollecito di una collaborazione continua con il sindacato, rafforzata dai recenti risultati
ottenuti, e ha informato di come si stia lavorando sugli ammortizzatori sociali, con la proposta che anche i collaboratori a progetto debbano poterne usufruire; ma occorrerebbe ottenere risultati anche per la maternità e la malattia. Si sta anche lavorando a una legge sull’equo compenso.
Imola ha poi ricordato che la media dei redditi in dichiarazione da parte delle “partite IVA” attualmente è di circa 15000 euro all’anno, è risultato quindi un calo del 30 per cento in un anno, inoltre convinto sostenitore di una revisione totale e completa dei compensi. Nel corso del convegno l’economista Angelo Paletta (Università di Bologna) ha aggiunto alcuni dati su chi sia oggi il professionista. I lavoratori autonomi sono il 24% degli occupati, il doppio rispetto alla Francia, quindi l’Italia è un paese di professionisti. La caratteristica del professionista è la capacità di costruire fiducia e le istituzioni possono aiutare se aiutano il processo di fiducia. Abbiamo bisogno di standard e soprattutto di soggetti terzi che ci indichino l’esattezza di questi; qualora questi standard risultassero adeguati, standardizzazione e normazione sarebbero al servizio della complessità e dovrebbero cogliere, attraverso la revisione costante, il cambiamento continuo.
Alla fine della giornata è intervenuto Giuseppe Lupoi (Presidente emerito CoLAP): rispetto a quanto emerso dall’interessante confronto, secondo Lupoi, la terzietà, cioè la certificazione su norma UNI non è esatta, perché chi certifica non esercita questo tipo di professioni.In chiusura dell’incontro Emiliana Alessandrucci con orgoglio ha fatto presente che i professionisti associativi non sono precari, ma persone che hanno scelto i contenuti del proprio lavoro e le modalità per svolgerlo. La legge 4/2013 non ha ancora prodotto i suoi frutti, le associazioni stanno crescendo ma è necessario fare promozione presso gli stakeholders, l’attestazione deve essere preferenziale nella scelta del professionista, e deve essere considerata anche e soprattutto nei concorsi pubblici, ad esempio per i pedagogisti. E, aggiungiamo noi, per i bibliotecari.

enrica.manenti@gmail.com