Tra la fine e l’inizio

Mentre Aib Notizie viene pubblicato il disegno di legge sulle associazioni professionali non regolamentate ha appena concluso il suo tormentatissimo percorso. Non si può non festeggiare questo risultato che ci apre all’Europa e che comporterà molti cambiamenti anche per l’AIB. Un doveroso ringraziamento a tutti quanti hanno lavorato per questo e un grazie particolare a Piera Colarusso che ha lavorato tenacemente nel consiglio direttivo Colap rappresentando la nostra associazione. Ecco un dono da condividere con tutti. Le biblioteche non vedono oltre la nebbia della spending review, la legge di iniziativa popolare sulla promozione della lettura e del libro (promossa dal Forum del Libro) e il progetto In vitro (del Centro per il Libro e la Lettura, a cui partecipa anche l’AIB) cercano di far risalire dall’analfabetismo primario e secondario e dalla crescente riduzione dei consumi culturali, aggravati dalla crisi economica. Segno positivo anche il programma di lavoro di MAB, che a Milano ha dato vita a un incontro ricco di analisi e progetti, dove i tre ambiti professionali hanno rilevato numerosi punti di contatto e competenze condivise, denunciando lo stato miserevole delle cultura italiana, dove continuano i tagli lineari e l’investimento in risorse e personale è inversamente proporzionale al valore e ai bisogni: gli interventi dei tre presidenti hanno ben delineato la situazione, i problemi e le proposte. Pochi giorni prima, il 15 novembre, il presidente Napolitano era intervenuto agli Stati generali della cultura (promossi dal Sole 24 Ore) con un lungo e applauditissimo discorso (http://www.quirinale.it), di cui riportiamo alcuni passi: “Innanzitutto – se posso dire qualcosa a proposito del titolo di questa assemblea – forse «emergenza dimenticata» non è l’espressione più adatta. Perché non è una questione di emergenza: quando parliamo di cultura parliamo di una scelta di fondo trascurata in un lungo arco di tempo. E le questioni che abbiamo davanti oggi non sono nate un anno fa, con questo governo; la scelta che auspichiamo per la cultura resta da fare perché non è stata fatta in modo conseguente per anni, per non dire per decenni, nel nostro Paese. (….) Difendo l’articolo 9 come uno dei principî fondamentali della Repubblica e della Costituzione, come scelta meditata, lungimirante e di sorprendente attualità; (…)«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica» – e già questo è un accoppiamento che non dovremmo mai trascurare nei nostri discorsi: cultura e ricerca scientifica e tecnica. L’articolo quindi continua: «[La Repubblica] tutela il patrimonio storico e artistico della Nazione». Ebbene, quanto oggi le istituzioni della Repubblica «promuovono» e «tutelano»? Promuovono e tutelano ancora pochissimo, in modo radicalmente insufficiente.(…) . Si deve salvaguardare una quota accresciuta e consistente di risorse, pur nella generale riduzione della spesa pubblica, per cultura e ricerca, tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico. Perché il contenimento della spesa pubblica e soprattutto della sua dinamica, e innanzitutto la riduzione della sua entità attuale, non comportano che non ci debba essere e non ci possa essere selezione. È molto arduo scegliere e dire: “questo sì e questo no”, ma questa è la politica; la responsabilità della politica sta nello scegliere, nel dire dei “no” e nel dire dei “sì”. E io credo che debbano essere detti più “sì” a tutto quello che riguarda la cultura, la scienza, la ricerca, la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio (…) fate valere le vostre legittime preoccupazioni, esigenze, insofferenze, proteste, fatele valere con il massimo sforzo di razionalità e di responsabilità perché solo così potremo portare la cultura più avanti e il Paese fuori dalla crisi”. Chi ha la responsabilità e il potere, ascolti e agisca, prima che sia tardi. Un saluto e un grazie a Giovanna Frigimelica che lascia la segreteria, e i migliori auguri di buone feste da parte di tutta la Redazione.
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