Venerdì 7 febbraio 2025, nella suggestiva cornice della Sala Cinese della Reggia di Portici, si è tenuta la giornata di studi Nuovi strumenti per le collezioni speciali: dalle linee guida IFLA alle realtà professionali, organizzata dalla Commissione nazionale biblioteche speciali, archivi e biblioteche d’autore, in collaborazione con il Dipartimento e la Biblioteca di Area Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e AIB Campania.
I lavori sono stati aperti da Alessandra Boccone, coordinatrice della Commissione, la quale ha sottolineato quanto le collezioni speciali offrano una preziosa opportunità di scambio interdisciplinare. È stata evidente fin da subito per la profondità del tema trattato, per la presenza di professionisti di vari settori nonché del pubblico variegato in sala, l’importanza di fare rete per gestire al meglio la complessità ma anche la ricchezza di cui le collezioni speciali sono portatrici.
La giornata, articolata in tre momenti di riflessione, ha visto al suo esordio la presentazione dei due nuovi strumenti: Gifts for the collections. Donazioni: linee guida IFLA per le biblioteche e Linee guida IFLA sulle competenze richieste ai professionisti dei libri rari e dei fondi speciali.
Il primo strumento, Gift for the collections, presentato da Valentina Sonzini, Yuri Gallo ed Elisabetta Zonca, tratta delle donazioni partendo dal presupposto che possono essere spontanee oppure sollecitate dall’ente stesso. Ragguardevole è l’attenzione verso aspetti che spesso passano in secondo piano come la pianificazione delle risorse o la conservazione di documentazione che testimonia le diverse fasi di una donazione.
Sebbene questo strumento possa rappresentare un aiuto concreto nel trattamento delle collezioni speciali, sono emerse criticità che si auspica vengano risolte nel tempo. L’eccessiva impronta anglo-americana (ndr: vengono prese a modello la British Library e la Library of Congress) delle linee guida IFLA sulle donazioni non rispecchia appieno le esigenze della realtà italiana. I relatori hanno comunque sottolineato più volte l’estrema importanza di adozione di questo strumento per favorire uno studio comparativo con realtà extra Italia. Questo documento non rappresenta un punto d’arrivo ma altresì un veicolo di condivisione e di dialogo partecipato al fine di creare un linguaggio comune internazionale che si possa adattare anche alle realtà professionali del territorio.
Le Linee guida IFLA sulle competenze richieste ai professionisti dei libri rari e dei fondi speciali, secondo strumento che è stato presentato da Paolo Tinti, hanno rappresentato per un gruppo di esperti l’occasione di confronto per operare insieme su un testo complesso, riferito alle competenze che vengono richieste ai professionisti che si occupano di collezioni speciali. Nodale è stata l’osservazione in fase di traduzione di criticità come l’incongruenza tra termini inglesi (alcuni esempi sono special collections professionals, rare books e il verbo to preserve) e i loro corrispettivi italiani che non riescono però a esprimere appieno il significato internazionale. Sono quasi completamente assenti gli esempi concreti e poco applicabili alla realtà nazionale i criteri di determinazione dello status di fondo speciale ivi contenuti. Torna, pertanto, anche per Paolo Tinti e il team di lavoro la visione della traduzione come un momento di ripensamento della nostra disciplina e di dialogo con gli altri professionisti del settore con l’obiettivo non solo di consegnare un nuovo strumento ma di renderlo sempre più efficace.
La seconda sessione ha visto nella tavola rotonda in programma un momento di scambio a più voci riguardante le competenze dei professionisti delle collezioni speciali. L’obiettivo specifico è stato quello di mettere a fuoco miglioramenti, criticità o punti in comune nel trattamento e nella valorizzazione delle stesse. Fondamentale il riconoscimento del bibliotecario come figura competente già a partire dall’intervento di Fiammetta Sabba con una panoramica dell’offerta formativa universitaria attuale, ma anche con Vittorio Ponzani che, soprattutto riferendosi alla norma UNI, ha sottolineato la necessità di un bilanciamento tra formazione specifica e interdisciplinare e formazione continua nel tempo. Sono seguiti gli interventi di Anna Manfron, con un excursus storico sull’evoluzione della professione, e di Eleonora Cardinale che ha analizzato il riconoscimento dei professionisti dalle prospettive del ministero e della commissione sottolineando che, se i fondi sono speciali, forse lo è anche il bibliotecario che se ne occupa. Concetta Damiani ha arricchito la discussione con il punto di vista degli archivisti e il coinvolgimento di diverse figure professionali per un approccio cooperativo nella gestione delle collezioni speciali. Ha chiuso la sessione Pio Manzo testimoniando l’apporto dei bibliotecari alla questione e rievocando sapientemente i punti nodali venuti più volte a galla nel corso delle relazioni: l’interdisciplinarietà richiesta al professionista di avere non solo competenze catalografiche bensì anche storiche, relazionali, narrative, ma ancor di più la necessità di conoscenza del contesto in cui le collezioni speciali si collocano per comprenderne ed esprimerne al meglio ogni sfaccettatura.
La giornata ha trovato degna conclusione con la presentazione del volume di Lorenzo Baldacchini, Le collezioni speciali: esperienze ed orizzonti, che raccoglie gli interventi della giornata di studi nata grazie alla precedente Commissione nazionale biblioteche speciali, archivi e biblioteche d’autore in collaborazione con la Biblioteca nazionale centrale di Roma e AIB Lazio, tenutasi il 14 ottobre 2022. Roberto Delle Donne ha introdotto in prima battuta i temi espressi nel volume riflettendo sul rapporto tra memoria, innovazione e identità, ma anche comunità, nelle collezioni speciali; è seguito l’intervento di Rosa Maiello creando una perfetta circolarità tra i due eventi. Maiello, ricollegandosi ai più interessanti aspetti trattati durante la giornata e nei saggi contenuti nel libro, ha offerto molteplici spunti di riflessione ai professionisti in ascolto.
Federica Olivotto ha poi presentato il volume come il terzo di tre pubblicazioni nate dal lavoro della precedente Commissione e che fungono da riferimento per le collezioni speciali e per gli enti depositari delle stesse. Centrale nel suo contributo è stato il focus sulla complessità dei fondi; ha, inoltre, aggiunto puntuali considerazioni derivate sia dalla lettura del libro ma anche dalla sua esperienza professionale.
La parola, infine, è passata al curatore, Lorenzo Baldacchini, che ha relazionato sulla giornata di studi trascorsa. Molto interessante la visione della figura del bibliotecario come tecnico di montaggio, delle collezioni speciali intese come materiali grezzi e del valore che il professionista dà ai fondi. Ogni collezione speciale ha delle proprie peculiarità che possono essere messe in luce o meno esclusivamente dalle competenze e dall’impegno professionale. Chiude il suo intervento con la proposta di nuove idee di intervento, ad esempio una mappatura nazionale delle collezioni speciali oppure la stesura di modelli di descrizione ad hoc.
A conclusione della giornata, Baldacchini ricorda le parole di Alberto Petrucciani, più volte citato nel corso dei vari contributi: “Prima di concentrarsi sulla singola raccolta è necessario alzare lo sguardo sull’intero orizzonte della cultura”. L’approccio alle raccolte, quindi, rende necessario ad ogni professionista un solido bagaglio culturale, un buon grado di apertura mentale ma soprattutto la capacità di cooperare con altri professionisti a livello interdisciplinare per dare risalto alla ricchezza e complessità delle collezioni speciali.
Serena Fornito
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