Un Erasmus in Svezia: piani strategici e leggi in sostegno dell’azione bibliotecaria

Dal 8 al 13 settembre 2025 si è tenuta l’esperienza di Job shadowing “Biblioteche inclusive” a Malmö, Svezia, al quale hanno partecipato bibliotecarie e bibliotecari attraverso la mobilità Erasmus+.

L’iniziativa rientra nel progetto Erasmus+ KA 121, co-finanziato dall’Unione Europea, organizzato dalla cooperativa sociale Equilibri di Modena, ente accreditato per la formazione nell’ambito dell’Educazione degli Adulti. A questa mobilità hanno partecipato: AIB Emilia Romagna e AIB Friuli-Venezia Giulia; Biblioteca Comunale di Cavriago (RE); Biblioteca Comunale di Albinea (RE); Biblioteca Comunale di Quattro Castella (RE); Biblioteca Comunale di Talamona (SO) e Biblioteca Comunale di Berbenno di Valtellina (SO) della rete biblioteche Valtellina; Biblioteca Jorge Luis Borges (BO) delle biblioteche comunali di Bologna; Associazione Booq – bibliofficina di quartiere (PA); Associazione Biblioteca Popolare Giardino (FE); Biblioteca di Castelvetro (MO) dell’Unione di comuni Terre di Castelli.

Durante la settimana di scambio e confronto con colleghe e colleghi svedesi, un tema centrale è stato il ruolo delle biblioteche e la funzione del bibliotecario, che in Svezia trovano una chiara definizione in una legge nazionale. Il testo, ora disponibile in inglese grazie alla traduzione dell’Associazione Bibliotecaria Svedese, è consultabile a questo link: https://biblioteksforeningen.se/rapporter/promoting-the-development-of-a-democratic-society/

Nel 2014 entra in vigore il Library Act, una legge nazionale che disciplina il sistema bibliotecario pubblico e ne stabilisce finalità e responsabilità. Non si tratta di un atto burocratico, ma di un testo che riconosce esplicitamente alle biblioteche una funzione democratica: favorire la trasmissione del sapere, la libera formazione delle opinioni e la partecipazione di tutte e tutti alla vita culturale e sociale del Paese.

La legge stabilisce principi fondamentali: ogni comune deve avere una biblioteca pubblica; il prestito è gratuito; i servizi devono essere accessibili a tutti, con particolare attenzione verso le persone con disabilità, le minoranze linguistiche e chi non ha cittadinanza svedese. Si sottolinea, inoltre, l’attenzione particolare verso bambine e bambini, i ragazze e ragazzi, affinché possano sviluppare precocemente competenze linguistiche e il piacere della lettura. Non meno importante, la legge richiede che comuni e contee adottino piani bibliotecari, monitorati a livello nazionale, a garanzia di qualità e continuità del servizio.

A Malmö, questa cornice legislativa si integra con un piano quinquennale (Biblioteksplan. Folkbibliotek och skolbibliotek i Malmö 2022-2027), in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Suddiviso in tre aree tematiche – Uguaglianza ed equità, Bisogni e diritti, Crescita e rafforzamento della cooperazione – il documento strategico sottolinea il ruolo sociale delle biblioteche come sostegno alla società civile e come leva per la partecipazione democratica. È un impegno che riguarda l’intera comunità e che si accompagna alla lotta contro ogni forma di discriminazione: di genere, orientamento sessuale, identità, etnia, religione, età o disabilità.

In accordo con il Library Act, le biblioteche di Malmö danno priorità nella loro azione a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, persone con disabilità, minoranze e cittadini non madrelingua svedesi. Un aspetto rimarcato con forza è l’importanza di coinvolgere ampie fasce di popolazione nei processi partecipativi, che sono spesso alla base dell’azione bibliotecaria: “La partecipazione è la chiave: quando le persone sono coinvolte, si sentono più emancipate e il valore del sapere condiviso cresce”.

Alcuni progetti attivi nelle biblioteche del sistema urbano: Queer-ish, un luogo per persone tra i 16 e i 25 anni, dove vengono proposte attività gratuite e incentrate sulla sicurezza, sulla comunità e sulle prospettive queer; Bokstart, programma di promozione alla lettura analogo a Nati per Leggere; Romska biblioteket, progetto di promozione della letteratura e al patrimonio culturale Rom.

Ciò che emerge dal dialogo con i colleghi svedesi è il valore attribuito alle biblioteche, quali infrastrutture pubbliche essenziali. Sono luoghi sicuri, in cui anche nei momenti di incertezza e cambiamento è possibile trovare risposte grazie alla competenza di bibliotecarie e bibliotecari. Nella biblioteca principale di Malmö era presente un poster emblematico: “Esperto o AI? Bibliotecario!”. Non siamo sostituibili, nemmeno dall’intelligenza artificiale. Aiutiamo le persone a orientarsi tra le informazioni, a riconoscere le fake news, a garantire un accesso al sapere neutrale e inclusivo.

Il potenziale delle biblioteche è immenso: in Italia se ne contano 7.425 (Istat, 2019), mentre in Europa si stima siano 65.000 (European Cultural Foundation). Le esperienze di mobilità Erasmus nel settore bibliotecario contribuiscono a creare e a rafforzare quel senso di comunità che dovrebbe legare tra loro le biblioteche. Come ha scritto André Wilkens, direttore della European Cultural Foundation “I would like to see a European community powered by libraries”.

Beatrice Pallotta Fornaroli